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Lavori di classe sulla fiaba Il mercante la porta

Dopo la lettura in classe, siamo in grado di trarre alcune semplici ed immediate conclusioni.
La prima diversità rispetto alle altre storie da noi esaminate c’è saltata subito agli occhi ed alle orecchie: il linguaggio usato qui è più evoluto di quello delle precedenti narrazioni, la terminologia è appropriata e in qualche caso specifica e forbita, quindi crediamo che gli autori abbiano voluto rivolgersi a dei lettori più grandi e con più padronanza del linguaggio. Andando avanti nella lettura, abbiamo pensato di aver riscontrato anche una sua sottile ironia, che si capisce anche dal nome stesso “Astutillo” dato al personaggio principale. La descrizione iniziale dell’ambiente in cui la storia si svolge appare inoltre più realistica, anzi sottintende una conoscenza personale della nostra zona che presenta caratteristiche comuni con il luogo da loro descritto. Tutto ciò appare ancora più evidente quando ritroviamo nei dialoghi le espressioni tipiche del dialetto toscano e delle zone tra Campiglia, Suvereto e Venturina. La parte finale di questa storia inoltre offre ai lettori la possibilità di interpretare liberamente la sua conclusione, dando al racconto un’interpretazione del tutto fantastica o realistica a loro piacimento. Proprio questa possibilità la rende una storia interattiva dove ogni lettore può interferire e dare il proprio contributo.

Spieghiamo i significati  delle parole da noi non conosciute del testo “Il mercante la porta”.

Sferragliando = produrre un forte rumore di ferri smossi
Zigomi = due sporgenze ossee ai lati della faccia
Stie = grandi gabbie in cui si tengono i polli per ingrassarli o per trasportarli
Sarcastico = che si esprime con presa di giro
Trafelato = affannato, ansante e stanco
Compiacque = provare soddisfazione, piacere per qualcosa

Progettate e scrivete la vostra conclusione personale

(…)
Arrivato a casa, provò ad infilare la chiave nella fessura e poi disse:
- ora portami un bicchier d’acqua –.
ma la porta non si mosse.
Guardò meglio la chiave e provò a girarla e ad un certo punto si aprì, così vide un tornado che lo risucchiò e gridò:
- aiuto!!! –
Astutillo si trovò in un mondo fantastico dove c’erano le balene che volavano e gli uccelli che nuotavano; insomma, tutto era al contrario: i ricchi erano poveri e viceversa.
Il poveretto gridò:
- c’è qualcuno? –
e una vocina rispose:
- ci sono io! –
Astutillo avanzò fino a intravedere tra la nebbia una gabbietta.
Era un piccolo Gremlin, cioè un peloso animale parlante che gli disse:
- liberami e io esprimerò tre desideri a tuo piacere; le chiavi sono lì ai tuoi piedi -.
Astutillo prese le chiavi e liberò il Gremlin; una volta fuori gli disse:
- che desideri vuoi esprimere? –
Astutillo rispose di voler essere il più astuto ed il più ricco del paese e inoltre essere un nobile.
L’animaletto disse:
- la porta è da quella parte e serve per tornare nel mondo della realtà -.
Astutillo corse verso la porta e tornò nel mondo della realtà dove i suoi desideri si erano avverati.