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Lavori di classe sulla fiaba La guerra disegnata

Il testo ci è piaciuto molto perché ha uno stile semplice e lineare, ma soprattutto perché tratta un tema importante e di grande attualità, facendo ricorso ad uno stratagemma fantastico, quindi legato al nostro immaginario di bambini, per impartire un insegnamento molto importante: “La guerra è il peggiore dei mali; dobbiamo evitare anche di disegnarla!”.

Comprensione del brano “La guerra disegnata” – livello inferenziale e interpretativo.

1. Nella storia gli autori hanno fatto ricorso ad uno stratagemma che permette al bambino di comprendere un monito (insegnamento molto importante): trovate sia lo stratagemma che il monito e riscriveteli.
Lo stratagemma che permette a Luigino di comprendere qual è il messaggio del brano è “riuscire ad entrare nel disegno” (cosa impossibile nella realtà) e vivere in prima persona le tragiche vicende da lui disegnate.
Ciò gli permette di comprendere quanto sia brutta e dolorosa la guerra, tanto che è bene neppure disegnarla (questo è il monito che anche noi lettori deduciamo dalla lettura della storia).

2. Perché nell’introduzione del lavoro abbiamo detto che gli autori si sono avvicinati all’immaginario dei ragazzi?
Nell’introduzione del lavoro abbiamo detto che gli autori si sono avvicinati al mondo fantastico dei bambini poiché hanno trasformato una situazione reale (il bambino che disegna una scena di guerra) in una situazione fantastica (il bambino che entra nel disegno e vive in prima persona la vicenda da lui disegnata).

3. Vi è mai capitato di assistere a scene di violenza: cosa avete provato?
A un alunno è capitato di assistere a scene di violenza (quando gli hanno bruciato il camper).

4. Giocate spesso a fare la guerra?
No, abbiamo giocato solo poche volte alla guerra.

5. Pensate che in futuro i popoli possano abolire la guerra e vivere in pace?
Speriamo che in un futuro non troppo lontano i popoli della Terra riescano a vivere in pace, abolendo qualsiasi forma di odio e di violenza ed impiegando l’enorme ed inutile spreco di denaro, di forze e vite umane in attività utili per l’uomo e per la risoluzione dei problemi più gravi che affliggono l’intera umanità: fame nel mondo, malattie incurabili, droga ecc.

6. Credere che ognuno di noi possa contribuire in qualche modo alla realizzazione di questo sogno?
Non è facile realizzare quello che attualmente costituisce solo un “sogno”: la pace nel mondo, anche perché focolai di guerra sono presenti in varie parti della Terra.
Crediamo però che l’educazione alla pace sia un mezzo utilissimo perché ciascuno di noi, fin dai primi anni di vita, si abitui ad odiare la violenza.

7. Ricercare sul vocabolario il significato delle parole sottolineate nel brano e formare con ciascuna una frase appropriata.

Rassegnato = chi rinuncia.
Marco, rassegnato, smise di giocare.

Mortaio = pezzo d’artiglieria.
I mortai fanno male.

Trincerati = andati nel fosso di protezione dal nemico.
Nella seconda guerra mondiale c’erano tante trincee.

Perlustrare = osservare attentamente.
I bambini perlustrano il giardino mentre giocano a nascondino.

Apostrofò = rivolgersi aggressivamente.
Il giudice apostrofò l’imputato leggendo la sentenza ad alta voce.

Appurato = constatare, verificare, controllare.
La sera appuro che nello zaino ci sia tutto.

A questo punto traiamo le nostre conclusioni e valutiamo l’importanza della lettura di questo brano che ci ha invogliati a riflettere su un fenomeno diffuso in ogni società: la violenza nelle sue varie forme distruttrici della dignità umana.
Facendo un escalation delle manifestazioni di violenza presenti attualmente nella nostra vita quotidiana: violenza familiare, violenza sessuale, violenza negli stadi, sequestri, omicidi, discriminazioni contro i diversi e i più deboli, si fa presto ad arrivare in cima alla scala, quindi alla supremazia degli stati più forti che aggrediscono i più deboli, scatenando la loro ribellione, di conseguenza la guerra. Il ruolo della famiglia prima, della scuola poi e successivamente quello dei vari stati o meglio quello delle diverse società presenti nel mondo, cioè quello di educare alla “non violenza”, diventa un primo gradino per un escalation verso la PACE.

Raccontiamo quello che ci ha detto la maestra

Dopo aver letto la storia “La guerra disegnata”, la maestra ci ha spiegato che nel mondo esistono molti tipi di violenza.
Abbiamo fatto un escalation dei mali del pianeta, dove la guerra è al primo posto, scendendo poi a trovare altri mali della società: gli omicidi, le rapine, i sequestri, le violenze sessuali e la droga.
All’ultimo posto dell’escalation ci sono le problematiche della famiglia, come l’abbandono dei bambini o la mancanza dell’educazione.
Per risolvere questi problemi esiste un’escalation del “bene” che, partendo dalla famiglia, continua nella scuola e finisce nella società dove ogni adulto dovrebbe aiutare i più poveri e i più ammalati anziché fare la guerra.