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Lavori di classe sulla fiaba La fata Chele ed il braccialetto magico

Il racconto si inserisce nel nostro lavoro sulla produzione del testo fantastico.
Il titolo stesso di questa storia “La fata Chele e il braccialetto magico” ci fa capire che si tratta di una fiaba o meglio di una leggenda, poiché i personaggi principali, cioè i due protagonisti Simona e Mamadou sono facilmente riscontrabili nella nostra realtà, come del resto le loro due condizioni di vita sono attuali: lei ragazzina undicenne figlia di genitori separati e lui ragazzo e venditore ambulante extracomunitario.
Analizzando la storia con più attenzione e discutendone in classe tutti insieme con la maestra, abbiamo rilevato che questo racconto potrebbe inoltre essere una favola, caratterizzata da elementi tipici quali animali parlanti e presenza in essa di due insegnamenti (la morale) per l’uomo: prestare attenzione e avere prudenza nell’avvicinare persone estranee di cui niente sappiamo e al tempo stesso promuovere la conoscenza e l’amicizia con persone diverse da noi come colore della pelle, provenienza da paesi stranieri, religione diversa…
Ciò che rende attuale questa storia, che è pur sempre una fiaba, è la situazione vissuta da Simona, figlia di genitori separati (condizione vissuta oggi da molti suoi coetanei, dato l’alto numero di separazioni e divorzi nel nostro Paese) e aver trattato una tematica quale l’immigrazione (cioè la massiccia presenza in Italia di numerosi stranieri, alcuni provenienti da Paesi extracomunitari come Mamadou), la non facile convivenza tra noi e chi consideriamo straniero e “diverso” da noi, la diffidenza e il timore che molti di noi oggi dimostrano di avere nei confronti di chi non si conosce e proviene da Paesi diversi dal nostro sono infatti ben espresse ed evidenti nella storia quando il papà dice a Simona di non dare confidenza agli estranei perché oggi non c’è da fidarsi ed è meglio stare alla larga da chi non si conosce.
La fiaba la favola o la leggenda tratta anche la tematica della “solidarietà” che spinge Simona ad aiutare Mamadou da lei conosciuto convincendo suo padre ad offrire un posto di lavoro a questo giovane straniero che lei ritiene già suo amico. La possibile nascita di un rapporto più che amichevole tra Simona e Mamadou, che si intuisce nel corso della storia, fa ben sperare che divenga di buon augurio per una futura e più serena convivenza tra noi e quanti hanno scelto di venire a stabilirsi nel nostro Paese.
Questo racconto può quindi essere un “intreccio” tra realtà e fantasia.