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Gli abitanti del regno invisibile

 

 

 

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Come tutto cominciò…

Mille e mille anni fa, una lunga schiera di uomini e donne bellissime uscirono dalle fitte nebbie che circondavano il Grande Nord. Erano i Tuatha de Danaan, gli “Uomini della Dea”.
Saggi, forti ed esperti di magia, i Tuatha conquistarono ben presto tutta l’Irlanda. Regnarono indisturbati e felici per secoli, fino a quando arrivò dal Sud un popolo dai capelli rossi: i Gaeli.
I Tuatha nascosero le spiagge dell’isola dietro una grande nuvola nera e scatenarono una tremenda tempesta. I Gaeli furono così ricacciati indietro, non riuscendo ad approdare. Tra le loro fila però, c’era un Druido dotato di grandi poteri magici che comandò alla tempesta di cessare. I Gaeli poterono così sbarcare sulle coste dell’Irlanda, e i Tuatha persero una battaglia dopo l’altra, passando da re e padroni, a miseri servi.
Ma piuttosto che obbedire ai Gaeli, gli orgogliosi Tuatha preferirono scomparire e nascondersi, chiedendo aiuto al grandissimo Mago Manannan, conoscitore di tutti gli incantesimi di questo e dell’Altro Mondo. Manannan esplorò tutta l’Irlanda per cercare le colline e le vallate più verdi e più belle, affinché diventassero la dimora segreta del suo popolo, poi lo circondò fa mura invisibili, che nessuno poteva attraversare.
I Tuatha impararono a rendersi invisibili per entrare ed uscire dal loro Regno. Da allora i Tuatha si trasformarono in creature fatate potentissime, chiamate dagli uomini Sidhe o Piccolo Popolo…Tra tutte le leggende e credenze, una sola è certa: il mondo del Piccolo Popolo (gli Spiriti dlla Natura) si sposta continuamente ed è invisibile agli occhi degli uomini.
Tutti i luoghi verdi e solitari, difficili da raggiungere, sono scelti dalle Creature Fatate come sontuosi castelli protetti da incantesimi destinati a ingannare gli occhi degli uomini. Le dimore degli Esseri Fatati si lasciano vedere agli uomini solo se essi lo desiderano, oppure appaiono dal nulla in certe notti dell’anno...

Le Banshee

Il grido della Banshee annuncia l’aprirsi della porta tra il mondo della vita e quello della morte. Con l’aspetto di una donna spettrale e talvolta bellissima, la Banshee è una messaggera che viaggia dall’Altro Regno a questo mondo nel momento della morte. Viene di notte e la si può sentire mentre urla e singhiozza vicino a una casa, alla finestra di una camera da letto o negli ospedali quando la morte si avvicina.
La si può sentire o anche vedere nelle vicinanze di una casa mentre piange e singhiozza solitaria, spesso “per tutta la notte e per le tre notti successive“.
Sebbene le Banshee siano descritte belle da qualcuno e orribili da altri, tutti convengono che ci sia qualcosa di terrificante nel guardarle. Essa può apparire come una splendida ragazza, come una donna matura o come una vecchina minuta, e può essere vestita di bianco o di rosso, con lunghissimi e bellissimi capelli (bianchi, castani, rossi o dorati) che ama pettinare con un pettine d’oro o d’argento.
La Banshee è una creatura leggendaria dei miti irlandesi. Fa parte del Piccolo Popolo, ed è uno spirito che spesso viene classificato tra quelli maligni, anche se in alcune leggende viene descritto semplicemente come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o sulle colline d’Irlanda.
Le Banshee non si mostrano mai agli esseri umani, con l’eccezione di coloro che sono prossimi alla morte e a cui giunge tale presagio, ed è probabilmente questa la ragione per cui, dopo l’VIII secolo, vennero classificate tra gli esseri malvagi.
Talvolta è associata alla razza degli Elfi o similari, e ha un corrispondente maschile, nel meno comune Far Shee (in irlandese Fear Sidhe).

I Coboldi

Nel folklore tedesco il Coboldo è un Folletto poco socievole, un antico spiritello malvagio e dispettoso delle miniere tedesche.
Fisicamente il Coboldo è un basso umanoide simile a un rettile o a un ratto con tendenze sadiche e codarde, ha lo stesso muso e le stesse “mani”. Caratteristico è il portamento leggermente piegato in avanti, e corre se necessario a quattro gambe.
Si vocifera che questa razza sia l’evoluzione di un antico Clan Elfico scacciato nelle grotte e maledetto da un potente Dio da tempo immemorabile. Ma esistono altre supposizioni per cui la discendenza di questo Clan sia la stessa degli Gnomi. Piccoli come questi ultimi, vivendo nelle grotte, i Coboldi hanno anch’essi sviluppato un’acuta vista al buio che associata alla loro grande agilità, li rende pericolosi soprattutto se affrontati in gran numero. Fortunatamente queste creature dal muso canino non sono dotate di grande forza né di grande intelligenza. Fra le razze odiate da questi “esserini”, spiccano Mezz’Elfi e Gnomi, anche se la più odiata in assoluto è quella dei Mezzi Coboldi, il segno, secondo loro, dell’imbastardimento di questa razza.
Purtroppo non si sa molto riguardo ai Coboldi. Essi vivono in media 130 anni e ce ne sono di diverse forme e taglie. Il tipo più comune è quello che vive nelle caverne o nelle foreste e lo si riconosce dal colorito grigiastro della pelle, tendente al blu. La statura e le proporzioni di questi mostriciattoli sono all’incirca come quelle di un bambino di quattro anni, ma il viso rotondo è quello di un vecchio raggrinzito, con un naso affilato e due occhi di un rosso sorprendente.
Un altro tipo di Coboldo, più simile agli Gnomi, infesta le miniere e altri luoghi sotterranei, spesso ostacolando il lavoro dei minatori.
I Coboldi delle grotte o delle foreste vanno in giro in bande, mentre altri, abitatori del focolare, delle cucine o del granaio, vivono perlopiù da soli. Non si hanno informazioni sull’esistenza di Coboldesse o similari, per cui il modo di riproduzione di questi esseri resta molto misterioso.
I Coboldi sono delle piccole pesti che infestano le regioni del Piccolo Popolo, e che trascorrono il loro tempo a fortificare terre intorno alle tane, posizionando trappole e sistemi d’allarme (fosse con spuntoni, balestre con congegni che le fanno scattare, ed altri dispositivi meccanici). Sono dei personaggi perfidi, furbi e senza scrupoli, sempre in difesa del territorio che in quel momento considerano loro. Comunque, sono anche dei gran codardi e preferiscono evitare i confronti diretti, in quanto preferiscono combattere quando sono in numero superiore rispetto all’avversario, o addirittura utilizzano l’espediente dell’imboscata, e a volte anche entrambe le cose. Il Coboldo è sufficientemente intelligente per non lasciarsi trascinare in un vero combattimento, solo se si trova in una situazione disperata tirerà fuori la sua corta daga.
Sono conosciuti dai maghi come piccoli, svelti, raffinati e insidiosi esseri: pur avendo una ridotta statura, sono capaci di aggirare velocemente i loro avversari e farli cadere. Non sono solamente molto convenienti nell’evocazione, ma in caso di pericolo anche agili combattenti nell’attacco e nella difesa. Per questo sono specialmente in grandi orde molto efficaci contro qualsiasi nemico, in particolar modo sono forti contro le esuberanti Fate del Fuoco e contro i potenti lanciatori di pietre Troll della montagna.
I Coboldi vivono insieme all’interno di clan e tribù, pregano gli idoli e i totem, o il contenuto dei loro pentoloni sempre in fermentazione che tengono sul fuoco.
I Coboldi sono creature piccole, alte meno di un metro, magroline con occhi grandi e scuri, orecchie a punta, due piccole corna e una pelle rugosa o squamata che può essere verde, marroncina o grigia. Le loro vesti, di colori poco sgargianti, si riducono spesso all’essenziale, tant’è che alcuni pensano che i Coboldi siano a sangue freddo.


Gli Elfi

Nell’immaginario umano, la storia degli Elfi è alquanto tormentata: essi nascono come divinità, decadono al rango di creature tra il grottesco e il malvagio, invadono i giochi di ambientazione fantasy e infine rappresentano un ideale di vita…
L’Elfo è una creatura permeata di essenza divina, e che anche è amica degli Dei.
Questa sua posizione lo rende di conseguenza un essere alle soglie della perfezione e, in quanto tale, bellissimo nell’aspetto, agile, slanciato, coraggioso, dotato di una profonda saggezza.
L’Elfo è uno spirito genio della mitologia norrena, e non solo. Gli elfi sono simboli delle forze dell’aria, del fuoco, della terra, dell’acqua e dei fenomeni atmosferici in generale.
Gli Elfi hanno gli occhi risplendenti della luce delle Stelle, che videro alla nascita, capelli d’oro, d’argento, o neri quanto l’ambra nera; emanano luce, e il suono delle loro voci è puro, dolce e vario come l’acqua di fonte. Sono intelligenti e armoniosi, con grande rispetto per i quattro Elementi e per la Natura.
Essi sono spiriti simili agli umani, ma vi sono alcune differenze essenziali, seppur lievi e dissimulate. Sono alti e magri ma forti e velocissimi, hanno il volto pulito, sereno, orecchie leggermente a punta. Sono dotati di una grande vista e di un udito notevolmente sensibile. Non hanno barba né baffi, hanno occhi chiari, che si dice penetrino la persona fino a conoscerne i pensieri, infatti si narra che siano dotati di telepatia. Sanno forgiare spade e metalli, fino alla conoscenza della magia. Talvolta alcuni possono essere capricciosi, o talvolta benevoli con l’uomo che li rispetta, possono donare oggetti magici a coloro che sono puri di cuore e spirito, e che essi desiderano aiutare. Tendenzialmente gli Elfi sono creature pacifiche che amano gli esseri umani, e in alcuni casi decidono di vivere accanto a loro. Gli esseri umani però non vedranno mai gli Elfi, a meno che questi non lo vogliano, poiché non soltanto essi possono vedere gli uomini, ma anche palesarsi e rendersi visibili.
Gli Elfi sono un popolo meraviglioso dai tratti sottili, che malgrado l’apparenza fragile e aggraziata, è dotato di straordinaria forza e agilità. Alti quanto gli uomini, gli Elfi ne sono però più forti di cuore e di membra, riescono a camminare senza lasciare tracce, sono immuni alle malattie, resistono alle temperature estreme, e il volgere degli anni e delle ere, porta loro non già vecchiaia, ma ulteriore bellezza e saggezza. Gli Elfi hanno vita lunga, si dice che siano immortali, nel senso che la loro aspettativa di vita è eterna, ma non restano eternamente giovani, e che vivano tanto a lungo quanto la Terra, senza conoscere malattia e pestilenze, tuttavia i loro corpi hanno la stessa sostanza della Terra, e pertanto come essa, sono passibili di distruzione.
Essi invecchiano in modo impercettibile, senza che la loro proverbiale bellezza svanisca col tempo. Due sole cause possono portarli alla fine: una morte violenta o la stanchezza di vivere. Pur essendo immortali, possono infatti morire se vengono uccisi, oppure se provano un dolore morale profondo, o se rinunciano alla propria immortalità per amore degli uomini.
Gli Elfi hanno un grande senso della parità nei confronti di amici e alleati, non gradiscono la compagnia dei Nani e detestano i maligni abitanti dei boschi, amano la poesia, coraggiosi e mai incoscienti, mangiano poco, bevono vino e idromele, amano i gioielli artistici, la magia e le armi.
Gli Elfi hanno una forte gerarchia al capo della quale, vertono le Regine e i Re delle colline delle Fate, riconoscibili perché spesso ricoperti da un fresco manto di biancospini. Abitano principalmente sugli alberi o in alcune foreste nascoste, e non danneggiano mai e in nessun modo la Natura, perché per loro è parte basica della loro vita ed esistenza. Grande è la considerazione che nutrono per la Natura, concepita come una entità, un grande Spirito Eterico, madre di tutti gli esseri.
Gli Elfi non hanno bisogno di dormire: si riposano meditando sulle memorie e sugli eventi del passato, il cui ricordo mai li abbandona. Cadono in questa sorta di trance per un paio di ore al giorno, ma se necessario possono privarsene per giorni e giorni. Quando cadono in trance, si risvegliano naturalmente dopo un certo tempo, ma prima dello scadere di questa sorta di sonno è difficilissimo svegliarli. Questo modo di riposare è strettamente connesso con la natura notturna degli Elfi. Gli uomini li chiamano per questo, “Popolo delle Stelle”. Infatti, nelle notti stellate, gli Elfi possono vedere meglio di quanto un umano in pieno giorno. La particolare vista degli Elfi è utile e ideale nella parziale oscurità delle foreste ombrose, e consente loro una mobilità superiore a ogni altra razza. Anche l’udito è sensibilissimo, e questo può forse in parte spiegare il perché della loro abilità musicale. Il linguaggio elfico, vario, bello e sottile come l’acqua, si presta facilmente a essere composto in versi e canzoni, tuttavia gli Elfi credono sia molto utile conoscere il linguaggio di numerose delle creature della foresta.

Alcuni tipi di Elfi


ELFI NOTTURNI (o Elfi della Luna)
Gli Elfi Notturni sono creature stupende, sono molto in sintonia con gli animali. Vivono insieme agli Elfi dei Boschi.
Essi sono più impulsivi degli altri Elfi, non si isolano dagli umani attraverso difese magiche, e non amano trattenersi troppo a lungo nello stesso luogo. Gli Elfi della Luna hanno vissuto abbastanza a lungo tra gli umani, per sapere che i pregi e difetti di questa razza non sono differenti da quelli elfici. Sono portati all’avventura, a causa della loro passione per i viaggi, e desiderano vedere qualunque cosa, durante la loro lunga vita.
A differenza degli altri Elfi e degli umani, hanno la carnagione pallida, con sfumature grigie intorno alle grandi orecchie a punta e alla fronte, i capelli che spesso sono lunghi e tenuti ribelli, sono blu notte, neri o grigi argento. Gli occhi a mandorla sono sovente viola scuro o blu marino. Gli Elfi Notturni sono molto alti e i loro volti sono angelici, hanno una velocità notevolmente elevata e una grande abilità nel nascondersi nell’ombra. Sono infine dei grandi arcieri.

ELFI DEI BOSCHI (o Elfi di Rame)
Gli Elfi dei Boschi sono molto simili agli Elfi Notturni, con la sola differenza di essere in contatto con la Natura, possono parlare con le piante e con ogni essere della flora. Essi sono scostanti nei confronti dei viaggiatori esterni, anche se non certo quanto gli Elfi Selvaggi.
Gli Elfi dei Boschi sono calmi, sereni e difficili da sorprendere. La loro pazienza è leggendaria.
Essi sono un’unica cosa con la Natura, e non si trovano a loro agio nelle aree di forte civilizzazione. Credono che gli edifici di pietra siano transitori e, a suo tempo, la foresta tornerà a ricoprire le grandi città. Di tutti gli Elfi, quelli dei boschi sono i meno attratti dalle arti arcane.
Fisicamente assomigliano ai loro cugini notturni, anche se la carnagione è rosea abbronzata (infatti vengono chiamati anche Elfi di Rame, per via del colore ramato della loro pelle), con sfumature marroni intorno alle grandi orecchie appuntite. Hanno occhi color nocciola, grigio perla o verde smeraldo, e a forma di mandorla, mentre i capelli sono color castano scuro o neri, raramente biondo cenere.
Essi, a differenza degli Elfi Notturni, sono molto agili nel salire sugli alberi e nel nascondersi in mezzo alle foreste. Infine, sono degli spadaccini estremamente pericolosi.

ELFI SELVAGGI (o Elfi Verdi)
Più degli altri Elfi, i Selvaggi danno valore alle capacità di combattimento, e a differenza degli altri Elfi, preferiscono le arti della stregoneria.
Nonostante abbiano un grande interesse per la musica e l’arte, essi creano poche opere d’arte permanenti. Per gli Elfi Selvaggi la gioia dell’arte risiede nel processo creativo, la creazione spontanea di canzoni e danze, e vedono con disprezzo il tentativo di catturare l’arte attraverso opere permanenti, poiché in questo modo si imprigiona la mutevole bellezza del mondo.
Gli Elfi Selvaggi non cercano relazioni con i forestieri, e fanno del loro meglio per rimanere sconosciuti e nascosti. Vengono infatti incontrati assai raramente, giacché vivono nel folto delle loro foreste e sono abilissimi a nascondersi. Sono una razza abbastanza chiusa, i loro rapporti con le altre razze non sono semplici, e un Elfo Selvaggio difficilmente si allontanerà dalla propria tribù. Altrettanto difficilmente, accetterà la presenza di un non-Elfo nei suoi territori.
Indossano vesti semplici ricavate da pelli di animali o da tessuti vegetali. Benché siano chiamati selvaggi, essi sostengono di essere la razza dei veri Elfi che, a differenza delle altre sottorazze, ha mantenuto le proprie usanze primordiali.
La carnagione è molto abbronzata, sul marrone scuro, così come gli occhi, sempre a forma di mandorla, mentre i capelli tenuti in modo assai selvaggio, variano dal nero al marrone chiaro, sfumanti d’argento con la vecchiaia.

ELFI DEL SOLE (o Elfi Dorati)
Sono i più pazienti tra le razze elfiche, amano dedicare il loro tempo a perfezionare le loro opere, piuttosto che completarle. Per un Elfo del Sole terminare un lavoro prima di averlo reso perfetto, è un tradimento agli ideali elfici.
Sono superiori in tutte le arti eccetto che nel combattimento, che disprezzano e reputano una cosa malvagia. Nonostante non amino combattere, sono comunque addestrati a difendersi egregiamente.
Gli Elfi del Sole preferiscono i sentieri tradizionali del popolo elfico: mago e guerriero. Sono dei buoni bardi, tuttavia i ranger e i ladri scarseggiano, a causa della limitata pratica dell’arte del nascondersi.
L’apoteosi della conoscenza degli Elfi del Sole è l’alta magia elfica, magie che possono proteggere una intera città dal male o dagli stranieri.
Gli Elfi del Sole sono gli Elfi più civilizzati ed elitari, e preferiscono rimanere isolati dal resto delle razze non elfiche. Essi sono una razza molto altezzosa, i loro rapporti con le altre razze non sono semplici, e un Elfo del Sole, per l’appunto, non tollera facilmente la compagnia di non-Elfi.
Vengono anche denominati Elfi Dorati, in quanto hanno la pelle color bronzo, capelli dorati, color rame o neri, e occhi verdi o dorati.

ELFI OSCURI (o Elfi Drow)
I Drow sono una particolare tipologia di Elfi generalmente improntata sulla malvagità, e con la propensione alla ricerca del potere e agli atti scellerati. Sono completamente crudeli e privi di cuore.
Gli Elfi Oscuri devono il loro aspetto attuale alla maledizione che le Divinità degli Elfi scagliarono su di loro, quando essi decisero di seguire la dea Lolth lungo il sentiero del male e della corruzione.
Sono conosciuti come Elfi Oscuri poiché hanno una pelle nera che sembra simile a ossidiana lucida, e capelli di un bianco accecante o di un giallo pallido. Normalmente hanno occhi molto chiari (talmente chiari che a volte vengono scambiati per occhi completamente bianchi), con pupille in tonalità di lilla pallido, argento, rosa e azzurro, ma non di rado possono accendersi a colori forti come il rosso. Tendono inoltre a essere più piccoli e più esili del resto degli Elfi.
I Drow conoscono un linguaggio gestuale appartenente unicamente alla loro razza, il “Linguaggio Silenzioso Drow”, che consente loro di comunicare in silenzio attraverso semplici gesti con le mani, fino a una distanza di 36 metri, purché siano visibili gli uni dagli altri.

ELFI SINDAR (o Elfi Grigi)
Gli Elfi Sindar hanno capelli biondi o viola, occhi grigi o celesti, e la loro carnagione è pallida. L’abbigliamento dei Sindar è raffinato ma semplice e funzionale, non badano a tutti i particolari, i loro colori preferiti sono il grigio e l’argento.
Sono molto più inclini ad avere contatti con le altre popolazioni, sono i più socievoli in fatto di curiosità e commercio; tuttavia, non sono i migliori nelle arti orafe o artigianali, ma sono senza dubbio bravissimi armatori e costruttori di barche.
Tra tutti gli Elfi, i Sindar sono il popolo più pacato e sereno, e forse il più felice. Sono meno frivoli e giocondi degli altri Elfi, ma anche meno alteri e passionali.
Essi però, celano tale passionalità in fondo al loro animo, che è invero profondo e difficile da scrutare. Una volta risvegliata, tale passione è irrefrenabile, e questa è l’eredità della loro mai sopita bramosia delle Terre Imperiture.
I Sindar tengono rapporti con molte popolazioni e sono, cosa curiosa, molto legati ai Nani. Il loro odio si rivolge ai Goblin, i Warg e i Draghi.

ELFI DEL SANGUE
Gli Elfi del Sangue sono una razza composta dai vecchi Elfi Alti, vivono nella vecchia città di Soldar e nutrono un odio particolare verso i loro vecchi simili, poiché sono stati cacciati dai loro boschi, in quanto scoperti ad aiutare le razze rosse.
La loro pelle è di un colore simile a quello degli umani, la carnagione è rosea chiara con sfumature marroni intorno alle orecchie appuntite, i capelli sono sulla sfumatura di rosso e biondo, e gli occhi a mandorla sono color smeraldo oppure blu marino.
Inoltre, se essi erano originariamente Elfi Notturni, possono essere dei pericolosi arcieri, e come loro possono nascondersi nell’ombra, mentre se erano Elfi dei Boschi, possono nascondersi e muoversi nella Natura, senza contare che nella spada sono letali.

MEZZELFI
Il Mezzo Elfo è una creatura “semi-fatata” che ha preso il posto di un essere umano, solitamente un bambino o un neonato. In termini più generali, i “sostituti” sono esseri dotati di caratteristiche soprannaturali o fatate che vivono normalissime vite umane. Come gli Elfi, essi possono essere insolitamente sensibili e possedere talenti notevoli, come una naturale predisposizione per la musica, la capacità di guarire o una consapevolezza psichica delle energie sottili.
Tecnicamente il Mezzelfo è un essere nato dall’unione di un Elfo e di un uomo, per cui si tratta di una stirpe estremamente rara. I veri Mezzelfi sono dei mezzosangue, cioè hanno un genitore elfo e uno umano: hanno l’ambizione e la curiosità degli umani, e l’amore per la natura ereditato dagli Elfi.
I Mezzelfi sono forti e robusti come gli umani, ma hanno l’aspetto, la velocità e i sensi affinati degli Elfi. Sono più robusti degli Elfi, ma sempre più snelli rispetto a un umano. La loro altezza varia dai 155 cm per le femmine, ai 190 cm dei maschi.
I Mezzelfi sono considerati estranei ovunque: per gli umani sono degli Elfi, e per gli Elfi sono degli umani. Fisicamente i Mezzelfi hanno il meglio delle due razze, possono vivere fino a 180 anni e, come gli umani, sono portati a intraprendere qualsiasi attività con successo.
Per quanto riguarda il riposo, i Mezzelfi che hanno scelto un’esistenza umana dormono, anche se molto poco, un sonno come gli uomini, mentre per coloro che hanno scelto l’immortalità, cadono in meditazione come gli Elfi puri. Sono immuni a tutte le malattie e ai contagi; al buio vedono quasi perfettamente come gli Elfi. Quando giungono all’età adulta, devono scegliere se divenire mortali e morire dopo una lunga vita, oppure diventare immortali e quindi dei veri e propri Elfi. Coloro che scelgono di diventare mortali diventano simili agli uomini, ricevono il Dono della Morte e la loro esistenza non dipende più dal ciclo del Fato come i veri Elfi.

I Fauni

Bellissimi, allegri e gioviali, i Fauni insegnano molto all’istinto dell’uomo e in questo sono dei veri formatori, una razza mediatrice nei rapporti tra l’uomo e gli animali.
Il Fauno è una figura della mitologia romana, una divinità protettrice della Natura, in particolare della campagna e dei boschi.
Il suo aspetto è dalle forme umane, ma con i piedi di capra e con le corna sulla fronte, è ovvero una creatura per metà capra (le zampe) e metà uomo, dal viso ispido e barbuto, colmo di una precoce saggezza, ma anche di un’allegria indiavolata. I suoi passatempi preferiti erano cacciare e corteggiare le belle Ninfe, anche se non disdegnava spaventare gli uomini che incautamente passavano nei pressi dei suoi boschi. Amava suonare il flauto, specie negli assolati meriggi estivi, o puntava le Ninfe per accoppiarvisi, e questi non era a loro in genere sgradito, in quanto portatore di istinti sessuali e fertilità.


I Folletti

Il termine “Folletto”, così come l’espressione “Piccolo Popolo” o “Spiritello”, si riferisce a minuscole creature magiche del folklore mediterraneo, europeo e nordico. Il termine deriva per sincretismo linguistico (dalla radice latina fol =soffio d’aria), tra folle e forse folata, fola, e l’arabo farfar.
Il Folletto è un personaggio buffo e talvolta grottesco, veloce e sfuggente, piccolo e agile, ma è anche una creatura invisibile, un turbine di vento, un misterioso giocherellone che intreccia le criniere e i capelli.
I Folletti sono piccoli esseri assai curiosi, burloni, estremamente sensibili ed empatici. Sono in grado di donare la felicità, l’armonia, il bel sentire, la voglia di ridere senza particolare motivo, i consigli più fantasiosi a chi li attornia, ma per ottenere la loro benevolenza è necessario trattarli con estrema cortesia, perché hanno un animo molto mutevole e bizzarro, che spesso non consente di prevederne i comportamenti. Allegri e vitali, gentili con chi li tratta bene, ma spietati, dispettosi e vendicativi, con chi non li rispetta, soprattutto se ricevono offese o se il capriccio li coglie.
Attuano qualunque sorta di scherzi, giochi maliziosi e maligni dispetti per compiacersi, nella loro invisibilità, delle reazioni dei poveri malcapitati. Si divertono moltissimo ad “occuparsi” degli altri, soprattutto degli uomini. Se questi poi sono noiosi, avari, egoisti, ingordi, presuntuosi, seri… fanno ogni genere di burle, giochi e dispetti per godere, invisibili, delle loro strane reazioni. Non è consigliato cercare di far capire loro che non è il caso di continuare, è più semplice fornire loro un altro stimolo a cui dedicarsi. Sono capaci di nascondere o spostare gli oggetti, far inciampare in ostacoli invisibili, escogitare situazioni imbarazzanti, indurre i sogni più bizzarri e inquietanti, di modo che la vittima delle loro burle, alfine, perda il proprio autocontrollo.
Tuttavia, non sono soltanto portatori di guai, infatti essi elargiscono fortuna e gioia a chi incontrano sulla loro strada e che riesce ad accaparrarsi la loro benevolenza, anche se di tanto in tanto, egli è costretto a sopportare i loro molesti capricci. Dev’essere ritenuto fortunato chi riesce a strappargli il berrettino, perché con quel pegno potrà costringere il Folletto a rivelare il luogo del tesoro.
Abitano in tane nei boschi di conifere o presso le case degli uomini, nei cortili e nei granai, escono quasi sempre solo di notte, per divertirsi a fare dispetti agli animali nelle stalle e a scompigliare i capelli delle belle donne, a disordinare gli utensili agricoli e gli oggetti delle case, e a molestare le persone povere di spirito. I Folletti sono Spiriti della Natura, legati intimamente alle piante e agli animali, e pur possedendo un animo fortemente mutevole, essi sono custodi inconsapevoli di arti arcane e antica e segreta saggezza. La loro vita è legata in tutto e per tutto alla piantasimbiotica da cui nascono.
Essendo Spiriti della Natura, come la natura possono essere dolcissimi o crudelissimi, spesso senza rendersene conto: gioiosi e vivaci oppure perfidi e brontoloni, sono generalmente incapaci di comprendere la serietà, non hanno il senso del buono o del cattivo “in assoluto”, poiché per un Folletto tutto è relativo alla sua libertà, cosa che pone sopra ogni altra cosa.
Maestri nell’arte delle illusioni, i Folletti, con Fate e Gnomi, fanno parte del Piccolo Popolo e hanno una forma di magia innata e naturale, che li porta a essere definiti come “razza magica”.
Sanno mostrarsi nei modi più diversi, sempre e solo dove, e come vogliono loro. A seconda delle situazioni e dei luoghi, possono essere piccoli piccoli, graziosi e cortesi, amanti dei fiori e degli animaletti più teneri, oppure bizzarri, dispettosi e chiassosi, la cui passione più grande è burlarsi degli altri, oppure ancora terrificanti e spaventosi, o infaticabili aiutanti nelle faccende domestiche, o ancora possono trasformarsi in piccoli animali domestici o selvatici, dagli occhi particolarmente grandi e inquietanti.
Amanti del dolce far nulla, sono molto golosi e si nutrono generalmente di quello che offre il sottobosco e cioè bacche, radici, erbe di ogni genere. Amano anche cibi di diversi sapori come piccoli insetti o liquori, altri ancora invece adorano i frutti del sottobosco e i dolci di tutti i tipi.
Gli animali sono i loro amici e amano molto stare con loro. A volte gli stessi animali sono vittime dei loro scherzi oppure complici per le burle verso gli altri.
I Folletti, da sempre abitanti di boschi e luoghi incontaminati, sono altresì maestri nell’arte della sopravvivenza e del costruire e disattivare trappole. Fionde e cerbottane sono le loro armi preferite, che utilizzano con proiettili fantasiosi e ricchi di sostanze naturali dagli svariati effetti.
Amano danzare alla luce fredda della Luna rompendo il silenzio della notte con i loro canti, e alcuni di essi sono maestri nell’arte della musica che esprimono con dolci suoni e melodie, mentre altri adorano provocare fastidio alle proprie vittime con rumori molesti e strumenti irritanti.



Alcuni tipi di Folletti

FOLLETTI DEL MARE
Vestiti di azzurro, che permette loro di comparire nei riflessi delle onde, essi cavalcano i delfini e vivono nascosti sulle navi. Quando decidono di farsi vedere aiutano i marinai, restando in loro compagnia a bere rum e raccontarsi storie di naufraghi. Sono in grado di avvistare pericoli prima degli uomini e li aiutano nelle tempeste.

FOLLETTI DEL BOSCO
Sono i più comuni e i più facili da incontrare, vestiti con pantaloni e casacca verde, stivaletti a mezza gamba e cappello con lunga piuma. Sono molto gelosi del luogo nel quale vivono e lo proteggono da persone dannose: spengono il fuoco appiccato dai piromani e aiutano gli animali a liberarsi da lacci e trappole.

FOLLETTI DELLA MONTAGNA
Scolpiscono stravaganti disegni sulle rocce, vivono nelle grotte, ma anche nelle baite, aiutano i montanari a fare il formaggio e badano alle capre. Solitamente questi Folletti amano ballare con le Fate, sotto gli argentei raggi della Luna.

Gli Gnomi

Gli Gnomi sono creature fatate simili a uomini minuscoli. Sono tradizionalmente rappresentati come baffuti e barbuti, e dotati di caratteristici cappelli a cono, spesso di colore rosso.
Abitano nelle montagne, nelle caverne e nel sottosuolo, ma preferiscono vivere sulle colline e nei boschi; sono abili forgiatori di metallo e ottimi guardiani e custodi di grandi tesori, definiti anche Spiriti Guardiani dei Tesori, Amici dell’Umanità.
Benché abbiano aspetto umano non discendono affatto dall’uomo, ma appartengono a un’altra realtà che non è di questo mondo, una dimensione ultraterrena, infatti gli Gnomi sono (come Fate, Nani ed Elfi) facenti parte del Piccolo Popolo e strettamente legati alla Natura in cui abitano. Essi hanno conoscenza del futuro e dei poteri delle erbe, dei minerali e del regno sotterraneo.
Gli Gnomi sono ottimi tecnici, alchimisti e inventori, e per queste loro straordinarie capacità tecniche essi sono richiesti praticamente ovunque, anche se preferiscono rimanere tra i loro simili.
Gli Gnomi sono amanti della Natura e degli animali, e sono degli inguaribli burloni. Amano i giochi di parole e quelli di prestigio. Sono ottimi ingegneri, arte nel quale nessuno può superarli. Sono curiosissimi, e amano capire come funziona qualcosa da sé.
Gli Gnomi vivono in ottimi rapporti con Halfling e Nani, odiano i giganti, e non vedono di buon occhio Umani ed Elfi, anche se raramente si dimostrano ostili. A causa del loro animo gioviale sono quasi sempre di allineamento buoni, trovare uno Gnomo malvagio è quasi impossibile. Parlano lo gnomesco, che utilizza l’alfabeto nanico, ed è un linguaggio molto tecnico, infatti la maggior parte dei testi scientifici sono scritti in gnomesco.
Gli Gnomi sono creature che si distinguono nettamente dagli Elfi, essendo di statura minuscola e dall’aspetto di vecchi barbuti: essi sono piccoli e tozzi, con una forza ben sette volte superiore a quella dell’uomo. Corrono molto velocemente e i loro salti sono enormi.
Sono alti quasi un metro e pesano dai 18 ai 20 kg. Raggiungono la maturità a 40 anni e vivono in media 450 anni.
Quando sono adulti, gli Gnomi maschi hanno una lunga barba bianca e le femmine si sistemano la chioma con due belle trecce bionde, che però spariscono sotto un fazzoletto dal giorno in cui prendono marito.
Il loro abbigliamento preferito è una giacchetta legata con una cintura, pantaloni pesanti (fa freddo nei boschi!) e degli stivaletti invernali, oltre, naturalmente, all’immancabile cappello rosso a punta. Le donne invece indossano dei bei vestiti ricamati e un cappello verde, sempre a punta.
Dopo il matrimonio naturalmente nascono i figli: di solito si tratta di una coppia di gemelli. Il papà si occupa prevalentemente dell’educazione dei maschietti, mentre la mamma si prende cura delle femminucce.
Quando il piccolo Gnomo compie 13 anni, è pronto per diventare grande. Allora il suo papà gli svela tutti i segreti di cui sono a conoscenza solo gli Gnomi, e gli insegna tante cose utili per il suo futuro: ad esempio, a riconoscere funghi ed erbe, a distinguere le piante commestibili da quelle velenose, e gli animali buoni da quelli aggressivi. Inoltre il piccolo deve imparare a correre veloce come una lepre (per sfuggire a possibili predatori), a usare una specie di bacchetta magica che gli Gnomi usano per cercare i tesori, e infine imparerà a fischiare fortissimo, per avvertire i compagni, anche a grande distanza, di un imminente pericolo. Le femmine, invece, vengono istruite dalle mamme nelle faccende di casa: imparano a cucinare, a filare la lana, a prendersi cura dei cuccioli di animali.
Nella casa degli Gnomi sono sempre i bambini ad apparecchiare la tavola. Sulla tavola apparecchiata per la colazione troviamo tè, uova di piccoli uccelli canori, funghi, burro di olio di girasole o di rapa, e zuppa di semi di erbe.
Gli Gnomi incominciano la loro giornata di sera. Questo piccolo popolo di solito dorme di giorno e lavora di notte.
Entrate nascoste, ai piedi degli alberi, conducono a gallerie sotteranee che sbucano davanti ai gradini delle loro case. Le case degli Gnomi si trovano abitualmente tra le radici di grandi alberi: c’è una grande cucina con un caminetto, la camera da letto, il ripostiglio, il bagno e… la botola segreta per scappare in caso di pericolo. Il tetto è fatto di scaglie di pigna. Come vedete, gli Gnomi sono molto previdenti e sono bravissimi artigiani. Generalmente, adiacente alla casa si trova una piccola officina con tutti gli attrezzi necessari per lavorare il legno, la ceramica od altri materiali.
Grandi amici degli Gnomi sono i topi (di dimensioni più o meno quanto la loro). Come noi teniamo in casa cani o gatti, loro allevano questi piccoli roditori, costruendo loro delle comode “cucce” e offrendo loro dei pasti ghiotti.
Gli Gnomi rappresentano quindi gli Elementali della Terra, in grado di muoversi liberamente in questo Elemento e con la conoscenza di tutti i segreti delle piante e dei minerali.

Alcuni tipi di Gnomi

GNOMI PELLEROSSA
Secondo gli indiani Mohave, nelle foreste abitano Gnomi dai capelli bianchi, alti circa 60 cm, che al posto dei piedi hanno grosse zampe di gallo. Sono espertissimi nelle arti magiche e qualche volta le insegnano agli uomini che sono gentili con loro.

BARSTUKAI

Sono una razza di Gnomi che vivono nei paesi baltici e rendono fertile la terra; alti un palmo hanno una lunghissima barba.

ERKIGDLIT

Gnomi eschimesi terribilmente maligni e molto pericolosi; vivono sottoterra, hanno zampe di cane e ridono continuamente.

KURUMBAS

Si possono incontrare in India, ma solo se si è molto fortunati. Vivono nella giungla e si costruiscono case di foglie perfettamente mimetizzate; hanno grandi poteri magici e si mostrano ostili agli uomini se disturbati.

MO-SIN-A


Sono Gnomi cinesi simili a un bimbetto col viso coperto di peli bianchi; sono tra i pochi Gnomi malvagi e cercano di far perdere la strada ai viaggiatori per poi spingerli nei burroni.

SACI

Uno Gnomo amichevole che vive nelle foreste del Brasile; ha la pelle scura, una sola gamba e un berrettino rosso. È un gran fumatore di pipa e non può superare i corsi d’acqua.

SESANDRIY

Vivono nel Senegal e costruiscono villaggi nascosti nel profondo della foresta; camminano all’indietro per confondere le tracce e sanno contare solo fino a tre.

SIONA


Stranissimi vivono nelle foreste del Madagascar e hanno il corpo interamente ricoperto da una specie di lichene: a vederli quindi sembrano fatti di corteccia o di roccia.

I Goblin

I Goblin sono leggendarie creature maligne, presenti nel folklore di alcuni Paesi e nel fantasy. Nel folklore europeo il Goblin è una creatura soprannaturale, mentre secondo un’altra versione in un paio di fiabe e storie di fantasia, è una nazione di creature selvagge e feroci.
Essi sono rappresentati come piccole creature umanoidi dalla pelle marroncina, ma che può variare dall’arancio al rosso scuro, e dai lineamenti appuntiti. Spesso cavalcano mostruosi pipistrelli divertendosi a lanciare zucche marce alle povere vittime. I Goblin vivono spesso in grotte sotterranee, e la loro forza risiede nel numero, poiché essendo poco robusti e alquanto bassi, non dispongono di grande potenza se presi singolarmente, ma, al contrario, la loro resistenza fisica è tremenda, possono viaggiare anche per due giorni senza riposare, o correre anche per dodici ore consecutive e sono particolarmente immuni alle alte temperature. Anche se sono capaci di tali marce a piedi temono in modo particolare la luce del sole e i corsi d’acqua, quindi dormono di giorno e vivono (e preferiscono combattere) di notte. Hanno spalle larghe, le gambe corte e le braccia lunghe. Hanno volti grotteschi e irregolari; i capelli neri o grigi crescono a caso, un po’ qua e un po’ là, e gli occhi sono neri o marrone rossicci. Indossano rudimentali ma efficaci armature di pelle, cuoio o metallo. Vivono per la guerra e per essere mercenari, riescono a operare in gruppi numerosi e a collaborare tra loro soltanto quando sono guidati da una “volontà superiore”, che riesca a imporsi sul loro individualismo.
Sono lavoratori abilissimi, tanto da competere con gli Elfi e i Nani.
Sono anche abili guaritori, nonostante non si facciano scrupolo di lasciare cicatrici: l’utilità e la praticità sono gli unici criteri che li interessano.
Come accennato, sono abilissimi fabbri e costruttori, le loro armi preferite sono perlopiù scimitarre, alabarde e piccole e micidiali asce, oltre agli onnipresenti archi corti.
I Goblin non si sposano, ma si accoppiano con le femmine che sono riunite in zone segregate, accessibili solo ai maschi più forti; questo non a caso, ma per far sì che la progenie sia sempre la più combattiva e robusta possibile. I piccoli vengono allevati tutti insieme dalle femmine della tribù.
La razza dei Goblin è strettamente legata al Fuoco ed essi hanno le capacità di crearlo.
L’aspetto del Goblin è abbastanza semplice e convenzionale: sono umanoidi di bassa statura, prevalentemente esili e rachitici, ma altre volte anche dotati di estrema forza fisica. Il naso è camuso o, il più delle volte, adunco e prominente; le orecchie sono appuntite, come quelle degli Elfi, ma talvolta flosce e molto lunghe, mentre il cranio è complessivamente compresso e gli occhi non sono sormontati dalle sopracciglia. Il colore della pelle può invece variare dal verde, al rosso, al marrone. Quasi tutte le fonti attendibili dipingono i Goblin come esseri crudeli, barbarici e poco civilizzati, creature spesso fetide e poco apprezzate dalle altre razze che popolano lo sconfinato universo folkloristico e fantastico.
Sebbene in alcuni ambiti siano considerati molto inclini alla creatività e all’ingegno, anche a livello emotivo, cedono volentieri all’impeto e alle passioni, prediligendole quindi a un raziocinio maggiormente ponderato e alle decisioni sofferte.

I Kendot

I Kendot sono i “Bambini del mondo” e “I Figli della Terra”, la loro curiosità e voglia di vivere incarna in tutto e per tutto la giovinezza. Essi hanno un particolare “cerchio della vita”, e tutto passa attraverso quest’ultimo.
Dalla nascita fino alla morte, tutta la vita del Kendot è un’avventura. I primi anni di vita vengono spesi a esplorare il villaggio, a scoprire ciò che li circonda, poi, con l’avanzare degli anni, durante la maturità si fa sentire in ogni Kendot il richiamo della strada, la sete di viaggio, che lo costringe ad allontanarsi dal luogo di origine in cerca di nuove scoperte e avventure.
Per lo stesso motivo per cui “la sete di viaggio” li costringe a partire, una nuova sensazione fa sì che i Kendot ritornino nel luogo in cui sono nati. Divengono i custodi della saggezza Kendot, e trasmettono i loro insegnamenti e le loro esperienze ai Kendot più giovani, proprio come in passato qualcuno aveva fatto con loro.
Agli occhi delle altre razze il loro comportamento appare completamente irrazionale e incomprensibile. In realtà, guardando dietro alla loro apparente follia, si potrà scoprire che i Kendot si comportano secondo una loro particolare logica. Tale logica si differenzia da quelle delle altre razze in quanto si basa su esigenze e desideri diversi, ovvero è figlia della differente scala di priorità e di valori su cui si fonda l’agire Kendot. Esempi sono il diverso concetto di valore, la mancanza di paura, la curiosità e la rara affezione a un luogo.
I Kendot appaiono come bambini umani, piccoli e snelli di forma; senza barba, hanno un peso che varia tra i 30 e i 50 kg, e sono alti dai 120 ai 140 cm. Generalmente vivono fino a 100 anni, o fino a che la loro curiosità non li uccida… raggiungendo l’età adulta a 20 anni, e proprio in questo periodo si presenta il “wanderlust” (sete di viaggio); la vecchiaia si aggira attorno ai 70 anni, anche se non si arrendono mai al peso degli anni e anche l’aspetto fisico non muta considerevolmente, limitandosi a qualche lieve ruga sul viso, ma soprattutto non perdono mai la loro voglia di vivere ed esplorare. Vivaci, privi di ogni senso di paura, sboccati e sagaci, cleptomani ed ingovernabili caotici, ma comunque leali e sinceri ed ottimi amici, i Kendot sono privi del senso dell’auto-preservazione e soprattutto di quello della proprietà.
Il loro senso del valore sballa totalmente rispetto ai soliti canoni. Per un Kendot è mille volte più preziosa una patata il cui profilo somiglia a un grande eroe, che una moneta di cui se ne possono trovare tante altre uguali.
Pur essendo talmente intelligenti da poter intraprendere ogni attività, sono però molto distratti e volubili, e soprattutto odiano limitazioni alla loro libertà personale.
Di aspetto longilineo e slanciato, hanno la testa simile a quella elfica per forma, i capelli sono di color biondo sabbioso o marrone scuro, con alcune eccezioni rosso rame o rosso arancio. La maggior parte dei Kendot preferisce portarli lunghi e rilegati in una lunga coda. I loro occhi hanno varie colorazioni, blu brillante, verde mare, oliva, marrone chiaro o nocciola. Le orecchie sono a punta come quelli degli Elfi; dal loro volto intenso e uno sguardo brillante come quello dei bambini traspare curiosità e voglia di conoscere tutto ciò che li circonda.
Presentano un incarnato chiaro che facilmente assume un colore scuro a causa del sole. La voce di queste creature rimane quasi costante in tutto il periodo di vita, “bianca”, forte, stridula, come quella di un bambino; molti riescono a riprodurre il suono degli uccelli o produrre richiami per gli animali. Quando sono eccitati, iniziano a parlare molto velocemente o molto rumorosamente, per sentirsi più sicuri. In genere sono anche molto distratti e dimenticano spesso, nel giro di pochi minuti, quello che gli viene chiesto.
Il vestiario dei Kendot varia molto, ma è tutto composto da capi durevoli nel tempo e di tipo rustico, colori naturali e nastri brillanti accentuano l’abbigliamento. I maschi indossano camicie, pantaloni o brache, gambali allacciati e stivali di cuoio soffice o sandali, mentre le femmine indossano una tunica o un vestito, pantaloni, scarpe di cuoio soffice o sandali allacciati, ma tutti i Kendot portano panciotti, cinture, o mantelli corti con molte tasche. Nelle loro innumerevoli borse, tasche e pacchi della cintura, i Kendot portano un largo assortimento di cianfrusaglie: penne, pietre, anelli, denti, giocattoli fischiettanti, tappi di bottiglie, carbone, inchiostri, scatola degli attrezzi, bottoni, gessi, disegnini, fazzoletti, topi, carne essiccata, ossa, frutti secchi, monete, candele e così avanti.
I Kendot hanno delle innate capacità artistiche e culinarie. La loro arte va dalla musica (che in qualche caso è disastrosa), ai disegni con cui combinano la passione per l’avventura disegnando mappe a tutta forza.
I Kendot adorano inoltre raccontare storie che, nella maggior parte dei casi, sono del tutto inventate. Non lo fanno per un qualche motivo particolare, anzi, loro sono realmente convinti di aver vissuto quello che dicono, e mai una volta un Kendot racconta due volte la stessa storia, un particolare salta sempre. Tra loro si chiamano cugini, perché pare discendano da un unico zio leggendario e che pare sia stato sulla Luna.
La procreazione avviene tramite accoppiamento del maschio con la femmina. La gravidanza dura un mese e mezzo, alla fine del quale c’è il parto in genere semplice, grazie all’elasticità ossea tipica della madre.
I Kendot usano solo armi stravaganti come lo Hoopack e altri oggetti malsani di loro invenzione, ma con la convinzione che sia un gioco, con delle regole che egli può inventarsi anche al momento: ogni tentativo di avere la meglio su di un Kendot non può che portarlo a stuzzicare e infastidire il suo assalitore, facendolo arrabbiare fino al punto di perdere il controllo; questo è proprio lo scopo del Kendot, ottenendo così un vantaggio nel combattimento.
Nel corso dei secoli, la razza ha appunto realizzato un oggetto del tutto particolare, l’Hoopak, che rappresenta per i Kendot un fedele e inseparabile compagno di viaggio, del quale la funzione offensiva e difensiva è solo una delle possibili utilizzabili. L’Hoopak, nella cui fabbricazione la razza Kendot è maestra, è un bastone la cui lunghezza è variabile in relazione alle caratteristiche fisiche del Kendot al quale è destinato.
Esso è realizzato in legno duro ma elastico, è spesso ornato con penne o piume o strisce di stoffa, ad un’estremità vi può essere applicata una lama molto affilata, mentre all’altra estremità è biforcuto e vi viene applicato un elastico. L’Hoopak come arma è leggera e veloce, garantisce una buona difesa ma non contro le armi pesanti; può essere utilizzato come bastone o come lancia, e in tali casi è brandito a due mani, oppure può essere utilizzato come fionda.
La Razza Kendot ha creato inoltre il Polpak, che così come l’hoopak non ha la sola funzione di arma, ma altresì quella di attrezzo nella vita quotidiana, ad esempio nella pesca o per potare alberi. Esso è costituito da un’asta di legno che raggiunge la lunghezza di circa 210 centimetri, ad una estremità della quale è fissata una lama affilata. Il Polpak si impugna a due mani e, come l’Hoopak, è un’arma leggera e veloce che non garantisce una buona difesa contro le armi pesanti. Da alcuni il Polpak è usato altresì come strumento musicale, poiché battendovi sapientemente sopra, quando il suo interno è cavo, crea ritmo.
La corporatura esile e la notevole agilità li rendono straordinariamente silenziosi nei loro movimenti, è praticamente impossibile udire i loro passi.
Sono incredibilmente bravi e veloci con le mani (ad esempio nei furti), e sono in grado in una singola azione di sottrarre qualunque cosa da tasche, astucci, fondine, borse di chiunque si trovi loro accanto. Tutti i Kendot soffrono di cleptomania, è più forte di loro. A volte anche all’interno di una festa di Corte, il Kendot, convincendosi che un determinato oggetto sarebbe più al sicuro in una sua tasca, lo sottrae al legittimo proprietario, per poi scordarsi del tutto di esso e, al momento dello smascheramento, chiedersi come tale oggetto sia finito accidentalmente in una sua borsa.
Ma, sebbene molte razze credano che i Kendot siano qualcosa di simile a piccoli anarchici, la realtà è che la società Kendot si basa su un sofisticato sistema giudiziario. Fin dalle origini della razza Kendot, ci furono tre regole che sono state tenute da tutti i Kendot, al di sopra di tutte le altre.
Successivamente la razza collaborò formando comunità, città e nazioni, laddove queste tre regole divennero la spina dorsale della legge Kendot e rimasero tali fino ai giorni nostri.
Sono conosciute come “Le Tre Regole”, e su di esse si fonda la tempra morale dei Kendot.
1. Non tradire mai un amico
2. Abbi sempre gioia di vivere
3. Non usare mai qualcosa che altri stiano usando
Infrangere una qualsiasi di queste tre regole viene considerato un grave danno per la comunità, e l’espulsione dalla stessa è la pena più grave inflitta ai recidivi dal Consiglio degli Anziani.
Si dice che la magia e gli oggetti strani attirino i Kendot come la birra i Nani. Sono attratti in special modo dalla magia, incantesimi, tutto quello che potrebbe essere magico o che lo può solo sembrare, e dalle creature rare e magiche come chimere, unicorni e draghi.
I Kendot vagano senza uno scopo e non obbediscono a un qualsivoglia ordine, in quanto convinti che non sia una loro idea e pertanto non seguibile, o perché non sufficientemente interessati a ciò che potrà accadere eseguendolo.
Altro aspetto fondamentale della visione della realtà del Kendot è che egli non riesce a concepire il male, la violenza gratuita e la guerra.

I Leprechaun

Il Leprechaun (a volte tradotto in italiano leprecano o lepricauno) è una sorta di Elfo o Gnomo, tipico del folklore e della mitologia irlandese.
I Leprechaun sono considerati parte del “Popolo delle Fate” (Piccolo Popolo, Tuatha Dé Danann). La tradizione vuole che abitassero l’isola prima dell’arrivo dei Celti, e per questo sono sovente associati a luoghi dove sono presenti strutture megalitiche, come i cosiddetti “Anelli Magici“, luoghi spesso caratterizzati dai ruderi di costruzioni di epoca pre-celtica.
Il Leprechaun è un uomo piccolo, rugoso e dispettoso, che spesso appare vestito in modo stravagante. Anche se generalmente associato alle Fate o noto come il loro ciabattino, è un essere soprannaturale alquanto bizzarro, legato al sottosuolo e alle sue ricchezze, specialmente all’oro e ai tesori nascosti. Esso è inoltre associato ai poteri spirituali del regno sotterraneo, ne conosce dunque i tesori nascosti ed è quindi molto ricco.
Più comunemente, il Leprechaun appare come un un minuscolo calzolaio che possiede un’inesauribile borsa piena di monete d’oro o un tesoro nascosto, e in genere lo si incontra appena prima dell’alba o poco dopo il crepuscolo. Veste come un gentiluomo di campagna del secolo scorso, con un panciotto rosso dai bottoni dorati o con una giacca elegante dai grossi bottoni, con pantaloni verdi attillati o con calzoni al ginocchio, e con curiose scarpe dotate di grandi fibbie metalliche o con stivali dalla punta arricciata.
Il Leprechaun spesso vive sottoterra o in profonde caverne. Quando gli umani lo sorprendono in un luogo deserto, lo tormentano per convincerlo a cedere la sua borsa di monete d’oro o a condurli a un giacimento d’oro, ma con l’astuzia e con l’inganno, solitamente è il Leprechaun a farsi beffe dei suoi rapitori e a fuggire. Molti racconti narrano della sua abilità di imitare le voci delle persone care di chi lo cattura, per distrarlo e mettersi in salvo.
Di tanto in tanto, uno di essi può fare amicizia con un povero contadino o con un bambino, e li conduce a un tesoro nascosto o lascia loro una ghinea d’oro ogni notte. Alcuni vivono allegramente nelle cantine di antiche e nobili famiglie… finché le cantine sono rifornite di vino.
Tuttavia, molti vengono visti mentre lavorano a una scarpa in una siepe o in un pantano.
Quando viene inseguito, può scomparire in un batter d’occhio, come inghiottito dal terreno.
La famiglia dei Leprechuan è distinta in due grandi “gruppi”, Leprechaun e Cluricaun. Non di rado i Cluricaun rubano o prendono in prestito quasi tutto, creando caos nelle case durante le ore notturne, razziando cantine e dispense. Si racconta che cavalchino ubriachi pecore, capre e persino polli domestici, girovagando sulle colline durante la notte.
Se catturati da un mortale, i Leprechuan promettono grandi ricchezze, se gli si concede di nuovo la libertà. Esso porta sempre con sé due borse di cuoio. Nella prima c’è uno scellino d’argento, una moneta magica che il Leprechaun fa riapparrire nella borsa ogni volta che viene spesa. Nell’altra custodisce una una moneta d’oro, che utilizza per tentare di corrompere gli umani; questa moneta solitamente, quando esso viene liberato, si tramuta istantaneamente in una foglia o in cenere.
Si narra che non possano scappare se li si guarda fissi, ma se ci si distrae, svaniscono immediatamente. Infatti, per quanto forte lo si possa tenere, il solo modo per intrappolare il Leprechaun è fissarlo senza mai distogliere lo sguardo. Tra le credenze più diffuse c’è quella secondo cui, come gli Gnomi, siano estremamente ricchi e che siano soliti occultare tesori in località nascoste, rivelate solo a coloro che riescono a catturare ed interrogare il Leprechaun con domande specifiche. Si dice che abbiano numerosi tesori seppelliti, durante i periodi di guerra.
Se catturati, spesso acconsentono a rivelare l’ubicazione delle loro ricchezze, ma in seguito trovano il sistema di confondere chi ha ottenuto questa informazione, e salvare il proprio oro in extremis. All’occasione, infatti, sanno essere subdoli e scaltri, con una mente acuta: numerosi racconti presentano storie di eroi umani superati in arguzia, da queste creature.

I Nani

I Nani sono una razza molto simile all’uomo, ma di piccola taglia, in alleanza con Elfi e Umani.
Secondo alcune tradizioni hanno poteri magici, secondo altre no, infatti sono più noti per la resistenza, la praticità e l’incrollabile lealtà. La maggior parte di loro vive su altopiani rocciosi o in profonde caverne, poiché in loro, forse più che in ogni altra razza, è forte il ricordo delle origini.
A differenza dei loro cugini Gnomi, i Nani sono una razza cresciuta e leggermente più alta, tanto da superare il metro di altezza (varia da 122 cm a 152 cm nell’età adulta), hanno un’enorme forza fisica e un’eccezionale resistenza alla fatica, anche se la loro velocità è scarsa. Sono bassi e massicci, hanno capelli neri, rossi o castano scuro, la loro carnagione è rosea chiara, anche se arrossiscono molto facilmente, e vivono dai 200 ai 400 anni. Portano spesso la barba, folta e/o legata in trecce, anche i capelli sono spesso lasciati crescere e durano fino alla morte.
Vedono bene anche nel buio più fitto, ma temono l’acqua e difficilmente sanno nuotare. Sono esperti minatori e superbi artigiani, oltre che insuperabili lavoratori della pietra, e generalmente sono caratterizzati da una particolare predilezione per i luoghi sotterranei e per l’oro, infatti essi amano vivere nelle profondità delle montagne e delle miniere, forgiando armi ed armature. Vivono in gruppi molto uniti e preferiscono dimorare insieme nelle città sotteranee, che scavano nel cuore delle colline o delle montagne più impervie.
I Nani sono di carattere sobrio e inflessibile, taciturni, possessivi, sospettosi, attaccabrighe, introversi e spesso avidi. Sono abili guerrieri ed esperti strateghi, guerrieri tenaci, lottano fino allo stremo e non si arrendono mai. Ogni Nano tratta il suo simile come un fratello e considera i membri delle altre razze quasi come esseri inferiori che, in un modo o nell’altro, rappresentano una costante minaccia.
I nemici giurati di questo popolo sono gli Orchi, i Warg e i Draghi. Inoltre sono molto sospettosi nei confronti di tutti gli Stregoni e in particolare degli Elfi: hanno sofferto troppo a causa della loro magia.Si narra che la loro birra sia la più buona del mondo: un Nano ubriaco infatti, diventa molto pericoloso per chi gli sta vicino.
I Nani sono monogami, e credono che ogni linea genealogica sia protetta da uno spirito diverso, comune a tutti gli appartenenti a quella stirpe: questo spirito permea tutti coloro che ne fanno parte. Essi venerano gli antenati più di ogni altra cosa, e credono che in ogni Re esista parte dello spirito dei suoi predecessor.

Gli Orchi

Nella mitologia norrena, l’orco è un mostro antropomorfo, con connotazioni bestiali e demoniache, crudele e divoratore di carne umana.
Si tratta di creature di forma umanoide, appartenenti a una progenie elfica corrotta nella mente e nel corpo che, a causa delle sofferenze subìte, sono diventate creature malvagie, robuste e forti, dalla statura che raramente supera il metro e mezzo, e che vivono di notte, in quanto sono particolarmente sensibili alla luce del sole.
Gli Orchi sono creature grottesche e deformi, dalla pelle verde scuro fino al rosa chiaro e dalle braccia particolarmente lunghe. Il volto è schiacciato, la bocca ampia dotata di zanne, e gli occhi rossi sono particolarmente adatti a vedere al buio, dato che trascorrono gran parte della loro vita in caverne e gallerie: odiano infatti e mal sopportano la luce del sole, la quale rende molli le loro gambe e fa girar loro la testa.
Intimamente crudeli, cannibali all’occorrenza e antropofagi, sono tuttavia molto ingegnosi e valenti sia nelle opere minerarie che nella lavorazione dei metalli, in particolar modo quando si tratta di produrre armi e strumenti di tortura. Sono estremamente belligeranti e non perdono occasione per scatenarsi in furibonde battaglie senza fine.
L’organizzazione gerarchica è abbastanza primitiva: gli uomini combattono, e i più bravi si accoppiano con le femmine (segregate in zone precise), che poi allevano i piccoli tutte insieme. Riguardo al linguaggio degli Orchi negli Antichi Giorni, si dice che essi non avevano un loro linguaggio, ma che s’impadronissero di un gran numero di vocaboli degli altri idiomi, manipolandoli a loro modo, eppure non riuscivano a creare che dialetti brutali, appena sufficienti a esprimere ciò che era loro necessario, cioè maledizioni e bestemmie.
Le loro storie erano infinitamente diversificate nella forma, tanto quanto essi, erano mortalmente monotone nel significato, fluenti solo nelle espressioni di ingiuria, di odio e di paura. Questi esseri pieni di malvagità, che odiavano persino i loro simili, svilupparono velocemente un numero tanto vasto di barbari dialetti quanto numerosi erano i loro vari gruppi e accampamenti, rendendo così estremamente difficile la comunicazione fra i membri delle diverse tribù.


I Pixies

I Pixies sono gli esuberanti atleti della Terra di Luce, volteggiano nell’aria come salmoni nelle chiare acque di un ruscello. Essi sono sempre allegri e giocosi, mattacchioni e sorridenti, sono un esempio e un invito a prendere la vita un po’ meno sul serio e a sorridere un po’ di più.
Sebbene essi siano creature di aria e terra, amano particolarmente l’acqua, infatti non è assolutamente raro vederli sfiorare la superficie dei laghi nelle notti di luna piena, o scorazzare vicino ai torrenti o sorgenti. Adorano i luoghi umidi, tant’è che sono stati spesso avvistati mentre si rotolano in acquitrini e paludi: le pozzanghere dopo un temporale sono un luogo perfetto per vedere un Pixie.
I Pixies vivono nei giardini e nei boschi, ricavando comodissime casette nei tronchi e nelle radici degli alberi… e amano partecipare ai momenti di commozione umani: mentre guardate un tramonto, mentre dipingete o suonate… essi sono talmente “incantati” dall’energia che sprigionate che cercano di condurvi nella Terra di Luce. Un modo per scovare un Pixie è quello di lasciare fuori dalla porta dei piccoli doni durante la notte: amano il crepuscolo per i suoi colori, ma la notte è il momento della giornata in cui sono più attivi, e in cui aiutano il lavoro dei contadini nelle aie delle cascine. Con una bizzarra danza fanno cagliare il formaggio e inacidiscono la crema, sono quindi piccoli Elfi utili, in generale, ma ogni tanto rubano un cavallo e lo cavalcano tutta la notte fino all’esaurimento! Nelle stalle invece annodano le loro criniere o le code.
I capelli delle ragazze sono spunti per altre “pixiate”… ne aggrovigliano le chiome e pizzicano le loro braccia nel sonno. Le sensazioni che si provano quando un Pixie vi sfiora, sono di disorientamento e di semincoscienza.
I Pixie ci chiedono di prenderli così come sono, e quindi un dono di vestiti (a meno che sia una loro specifica richiesta) può essere frainteso come un tentativo di controllarli, pertanto è meglio non donare a un Pixie un indumento, di solito lo prendono come un modo degli umani di imporre regole agli esseri fatati.
Se ne portate qualcuno in casa vostra, abbiatene cura e mettetelo a suo agio, creandogli intorno un ambiente naturale, con muschio, sassi e legno, e siccome possiedono uno smodato amore per tutto ciò che è legato all’acqua, un piccolo laghetto in giardino, una bacinella d’acqua o una piscina sono i più bei regali per un Pixie.
I Pixies porteranno nella vostra casa tanta allegria, fortuna, gioia di vivere e tanti, tanti sorrisi!
Attenzione però che se non gradiranno la loro sistemazione, ve lo faranno capire con tanti piccolissimi dispetti, come la sparizione di alcuni oggetti o creando bizzarri nodi nei capelli, oppure ancora provocando stravaganti confusioni nelle idee e nei ragionamenti di chi abita nella casa.
Quando un Pixies vi fa visita nella notte, qualche volta, è usanza lasciargli una moneta come ricompensa, ma questo dev’essere tenuto segreto, o loro non saranno mai ancora così generosi con noi…
Osservare gli strani giochi in aria dei Pixies, significa tornare a ricordarsi che anche noi possiamo essere agili e flessibili nel nostro approccio alla vita e nei confronti dei suoi problemi quotidiani.
Un rigido ramo si romperà al primo temporale, invece le canne flessibili e l’erba che si piegano al vento, si raddrizzeranno di nuovo.
I Pixies ci insegnano a porgere l’altra guancia alle avversità. Loro nuotano felici nel vento selvaggio di un temporale, si abbandonano a esso, lo cavalcano per mostrarci ancora una volta il dono magico della vita…

Le Sirene

Donne bellissime e seducenti, che apparivano tra le spume del mare, chiedendo con un canto suadente ai marinai di interrompere la loro solitaria navigazione e di indugiare con loro… In pochi hanno resistito all’invito che precedeva una fine crudele e il mancato ritorno di tanti marinai…
Tutti i popoli costieri conoscono almeno una Sirena, una creatura che li assiste lungo i viaggi per mare e nei momenti più impervi del lavoro di pescatori.
La figura della Sirena compare in molti bestiari medievali, accanto ad altre creature fantastiche come i Draghi e gli Unicorni. Spesso le Sirene erano rappresentate con in mano una cetra, che a esse serviva per accompagnarsi nel canto. La loro principale caratteristica, infatti, era la voce meravigliosa che nei secoli è diventata un simbolo di seduzione e di richiamo irresistibile. Si dice che il canto delle Sirene rendesse i marinai che lo avevano ascoltato, più saggi, a causa della loro onniscienza, e che il loro canto potesse addirittura fermare i venti.
Si raccontava un tempo che le Sirene, malgrado l’aspetto dolce e seducente, fossero spiriti di morti reincarnati in quanto respinti dall’Aldilà; non si consideravano non-morti, ma erano ugualmente maligne e assetate di sangue.
Esse attendono le loro prede appostate sugli scogli: quando una nave si avvicina, ne attirano a sé l’equipaggio con la magia del loro canto e ne fanno un orrido banchetto.
Il canto delle Sirene è udible sino a 200 metri; tutti gli uomini entro questo raggio ne restano incantati… abbandonano qualunque azione e si gettano a nuoto per raggiungerle. Se non annegano prima, si lasciano poi uccidere senza opporre resistenza.
Le Sirene continuano a cantare finché la nave non si trova a portata d’orecchie ma, appena cessano di cantare, tutti coloro che ne erano stati stregati tornano “normali”.
Coloro che si tappano in tempo le orecchie con della cera, o che vengono protetti con qualche incantesimo, restano totalmente insensibili alla magia del canto. Le donne, naturalmente, sono immuni dall’incanto delle Sirene.
Il termine “sirena” indica una figura antropomorfa metà pesce e metà donna. Esse si distinguono dai comuni pesci perché la loro coda è disposta in senso orizzontale, come per tutti i cetacei, e non in senso verticale come i pesci. Si pensa dunque che non abbiano stretti legami con questi ultimi, ma che siano sicuramente di sangue cetaceo e umano.
Da non dimenticarsi ad ogni modo, le scaglie delle Sirene che ricordano quelle dei pesci, ma a differenza di questi, oltre a respirare sotto l’acqua, esse possono sopravvivere anche fuori dall’acqua, non avendo le branchie per nuotare, quindi hanno un apparato respiratorio del tutto simile agli uomini.
L’epidermide della parte superiore del corpo, pur essendo umana, è particolarmente resistente al freddo e alla salsedine, viste le temperature marine, ma nonostante ciò, preferiscono spesso distendersi sulle rocce o posarsi languidamente sugli scogli.

I Tauren

I Tauren sono possenti e muscolosi umanoidi di aspetto bovino, con zoccoli e corna.
Nonostante la loro taglia e loro forza incomparabili, i Tauren sono tuttavia una delle popolazioni più tranquille e pacifiche. Quando costretti alla lotta, sono però avversari implacabili.
I Tauren sono solitamente cacciatori, guerrieri, sciamani o druidi. Non hanno alcuna tradizione di maghi arcani, non sono avvezzi al furto né seguono la via della Sacra Luce o dottrine simili. Creature nomadi e bonarie che vivono sulle terre erbose, i loro enormi corpi sono coperti da pelo corto e fine, i cui colori variano dal nero, grigio, bianco e marrone, con una vasta gamma di combinazioni e varianti.
I maschi possono raggiungere l’altezza di 2,30 metri e il peso di 180 kg, mentre le femmine possono essere alte fino a circa 2,15 metri, con un peso inferiore a quello dei maschi. Nei maschi le corna sono molto più evidenti, ma sono presenti anche nelle femmine.
La storia antica dei Tauren è tramandata in una serie di miti. Essi parlano della creazione del mondo, dei Tauren stessi e dell’arrivo dei centauri, dei loro studi sulla magia druidica presso Cenarius. I Tauren hanno una lunga e complessa tradizione di storie, che viene tramandata oralmente di padre in figlio da generazioni. Non esistono prove scritte delle leggende Tauren, e l’accuratezza delle loro storie è incerta. In particolare, alcune storie sono confermate da altre fonti più accurate, che indicano che i Tauren fossero già una presenza civilizzata, prima del sorgere e forse dell’esistere degli Elfi.
La razza Tauren è vecchia come, se non più, quella degli Elfi della Notte, e come gli Elfi, hanno un fortissimo legame con la Natura e gli Elementi. Infatti, la loro società è principalmente basata sullo sciamanesimo, essi vivono per servire la Natura, e mantenere il delicato equilibrio tra le creature selvagge delle terre e gli spiriti dormienti degli Elementi.
Essendo la cultura dei Tauren fondata principalmente sullo sciamanesimo e sull’adorazione della Natura, insieme alla caccia come parte integrante di essa, tali radici, comuni anche a Orchi e in parte a Troll, hanno permesso a queste razze di stringere un forte legame: i Tauren vedono Orchi e Troll come amici e sovente li accolgono nei loro accampamenti. E, dato che sia gli Orchi che i Troll volevano imparare di più sulla cultura sciamanica, i Tauren, esperti nella conoscenza degli spiriti e della Natura, erano più che preparati a consigliare e insegnare i nuovi sciamani.
I Tauren non hanno nulla contro i membri dell’alleanza di per sé, tranne che quando vengono minacciati, infatti gli invasivi scavi archeologici dei Nani e la loro inquinante tecnologia, porta spesso a scontri ove siano costretti a convivere. Vedono malamente gli Elfi del Sangue, così come vedevano molto male già gli Elfi Alti: la corruzione che la magia esercita sul loro spirito è come una nube velenosa per i Tauren, una sorta di fetore spirituale che non possono tollerare a lungo.
Diverso discorso vale per gli Elfi della Notte: hanno convissuto insieme per secoli, e nonostante questi ultimi abbiano perso i loro poteri e la loro immortalità, i Tauren, abituati a vederli maneggiare i poteri ricavati dal Pozzo dell’Eternità tendono ancora a guardarli con soggezione, come fossero una sorta di semidèi. Anche se i Tauren sono pacifici di natura, il rito della Grande Caccia è venerato come il cuore della loro cultura spirituale. Ogni Tauren si definisce sia cacciatore che figlio della Madre Terra, ed essi cercano di provare il loro coraggio cacciando e combattendo le creature selvagge, ma i Tauren non uccidono mai per niente, e quando cacciano utilizzano ogni parte della preda, mentre restituiscono ciò che possono alla Madre Terra.
Per i Tauren la Natura è la madre del mondo. Essi riveriscono gli spiriti della terra e dei loro antenati, e si rivolgono a loro per saggezza e consigli. Mostrano una spiccata cultura animistica, dove druidi e sciamani vivono fianco a fianco con guerrieri e cacciatori; i Tauren non vedono una separazione tra il venerare la Natura e la caccia, in quanto questa attività onora gli spiriti stessi della Natura.

I TroIl

ll Troll, nella mitologia norrena, è una creatura umanoide che vive nelle foreste del nord Europa. Trattandosi di una figura evolutasi in un contesto di tradizioni orali e grande dispersione geografica, le sue caratteristiche fisiche e comportamentali non sono codificate con precisione, ma si pensa che le loro mani e i loro piedi avessero solo quattro dita, che avessero lunghi nasi, che fossero ruvidi, irsuti e rozzi, e avessero una coda dal folto pelo.
Come gli Orchi, i Troll sono una razza debole di mente, ma decisamente una delle più forti mai viste, sono enormi e vivono solitamente nell’oscurità delle caverne e odiano la luce del sole e del fuoco.
Hanno membra tozze e robuste, la pelle è spessa e grossolana, di color nero o marrone come il sangue e gli occhi, talvolta grinzosa e a scaglie sovrapposte. Il corpo è coperto da scarsa peluria e sono altissimi, hanno un’altezza che va dai 274 ai 335 cm. Raramente indossano armature, poiché la loro stessa pelle è resistente, combattono spesso con grandi martelli o con clave chiodate, e sono temuti da tutte le razze tranne che dagli Orchi.
Generalmente non indossano abiti, talvolta, però, indossano pelli e armature grezze. Temono la luce del sole, infatti se vengono esposti alla luce naturale del giorno si trasformano in pietra.
I Troll vivono per “mangiare” e per “divertirsi”. Per loro “divertirsi” significa uccidere e torturare, e “mangiare” significa divorare carne fresca, cotta o cruda, e gelatina di viscere, ma mangiano solo individui delle altre razze. Amano anche rubare qualsiasi gingillo luccicante.
Sono particolarmente individualisti e si riuniscono per collaborare tra loro soltanto se sono costretti da cause di forza maggiore. Non sanno cosa significhi “società” e “vita in comune”, né hanno altri scopi nella vita oltre a quelli appena accennati.
I Troll vivono nelle caverne o nelle rovine, di solito ai confini delle zone civilizzate e vanno in giro solo di notte. È raro trovare un Troll di sesso femminile e non hanno nessuna religione. Sono di carattere testardo e pigro, sono degli esseri ignobili, stupidi, tardi e crudeli, come solo possono essere le creature completamente senza empatia. Non hanno rispetto per nessuno, e odiano specialmente i Nani.
La maggior parte dei Troll non è capace di parlare e comunica con grugniti, gesti o segnali.
In linea di massima, a seconda del filone folkloristico di provenienza, è possibile identificare due tipi di Troll: uno di dimensioni giganti e dal comportamento maligno (simile ad un Orco), e uno di dimensioni umane e dal comportamento benevolo.
Si racconta che i Troll rubino i bambini alle famiglie mentre dormono, e che mettono nel letto un altro bambino, oppure un cucciolo di Troll.
Ecco alcune caratteristiche attribuite, a seconda del caso, ai Troll:
    •    quando viene colpito dalla luce del sole diventa di pietra, dunque si muove solo di notte o nella foresta più fitta
    •    ha carattere più spesso cattivo, oppure buono ma birichino
    •    ha aspetto orripilante (talvolta anche con due teste), e può diventare molto violento
    •    solo i bambini possono vederlo
    •    solitamente condivide con altri esemplari le caverne naturali, presso dei corsi d’acqua che utilizza per bere

I Vampiri

Con il termine “vampiro” si identifica lo spirito di una persona defunta o del suo cadavere, una creatura-simbolo delle forze del male, che si agitano in una specie di vita quando “la luce del Sole è morta”.
L’origine del Vampiro è antichissima e con diverse varianti, si perde nella notte dei tempi e ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni popolo.
Il termine Vampiro, che identifica una creatura spietata che si nutre a danno di sangue o anima o carne, delle sue vittime.
Il Vampiro è sempre esistito ovunque: Spiriti, Dei e Demoni hanno fatto parte dell’umana quotidianità, ciononostante il Vampiro non si confonde nell’antichità con altre forze sconosciute con le quali l’uomo si è confrontato. In origine era rappresentato come un’entità non incarnata, identificata con la paura, la paura ignota che può prenderti in ogni momento dal buio, dall’ombra… veniva rappresentato come un essere polimorfo ed è stato spesso confuso con il Goule o i Licantropi. Poco importa quale sia la sua sembianza, egli si trova in tutte le culture, dalla più primitiva alla più moderna: egli è il Ladro di Vite.
Oggi il Vampiro è stato ridotto a un morto vivente che esce dalla terra per succhiare il sangue dei viventi, un conte Dracula universalizzato.

Lupi e Licantropi

Secondo la leggenda, il Licantropo è un uomo condannato da una maledizione in base alla quale, a ogni plenilunio, egli inizia a ricoprirsi di peli e a munirsi di zanne, fino a diventare un vero e proprio “lupo feroce”, pericoloso e aggressivo, e in taluni casi letale.
Il Licantropo invece, è un uomo che si trasforma in lupo ogni volta che vuole, e soprattutto non perde la ragione. In tal modo, il Licantropo non è per forza una creatura malefica, esso stesso decide.
Un Licantropo può cambiare forma a volontà. Può assumere sia l’aspetto completo del proprio animale, anche se in genere di dimensioni considerevolmente maggiori rispetto all’originale, sia una forma intermedia tra uomo e bestia. Solo gli individui più deboli non sono in grado di assumere la forma intermedia ma solo quella completa.
La trasformazione lascia un abbondante residuo di liquido vischioso e trasparente sul terreno. Una volta cambiata forma, si dovrebbe mantenere l’aspetto ottenuto per almeno otto ore. Se il Licantropo cambia di nuovo prima che sia passato questo tempo, l’affaticamento è tale da farlo cadere addormentato esausto per parecchie ore. Il ritorno in forma umana dopo otto ore in forma animale è automatico e non può essere evitato.
Alcuni Licantropi sono in grado di mutare solo una parte del proprio corpo, indipendentemente dal resto. Nelle notti di luna piena il richiamo della propria bestia è tale che, anche per i Licantropi più esperti e potenti, è quasi impossibile resistere, sono forzati ad assumere la propria forma animale e cacciare.
In forma semi-animale i Licantropi possono parlare normalmente, benché con un tono di voce molto diverso da quello consueto, mentre in forma totalmente animale, invece, possono emettere solo i versi tipici della propria razza. In questo modo possono però esprimere concetti elementari facilmente comprensibili da un altro Licantropo.
I Licantropi hanno i sensi particolarmente sviluppati, soprattutto udito e olfatto, e questo vantaggio è ulteriormente accentuato quando sono in forma animale. Hanno la capacità di guarire con grande velocità da ogni tipo di ferita. I danni non guariscono a vista d’occhio, ma comunque abbastanza rapidamente, quindi qualsiasi cosa lasciata all’interno della ferita (garze, lame…) rischia di essere inglobata nella carne o, nelle fratture scomposte, le ossa rischiano di saldarsi malamente. La guarigione è favorita dal calore (la febbre in questo caso è sintomo di guarigione) e dalla vicinanza di altri membri del proprio branco.
Invece le ferite provocate da armi d’argento, dal morso di un Vampiro o dalle zanne o dagli artigli di un altro Licantropo, guariscono molto più lentamente o, a seconda della gravità, non guariscono affatto provocando la morte, oppure guariscono lasciando delle cicatrici. Se poi l’argento viene lasciato all’interno della ferita, questa rimane aperta.
Queste creature sono inoltre immuni a malattie, veleni e infezioni, e non possono diventare Vampiri, se non dopo la morte. A causa del loro metabolismo molto accelerato, smaltiscono con grande rapidità ogni tipo di droga, il che rende molto difficile anestetizzarli in modo efficace, e mutando da forma umana ad animale, possono poi rigenerare eventuali parti amputate. Spesso però una ferita grave indebolisce il Licantropo al punto da non rendergli possibile la mutazione. Nel caso in cui la ferita sia stata bruciata, affinché possa guarire l’unico modo è asportare prima tutta la parte di carne bruciata. Dopo la morte, un Licantropo torna sempre alla sua forma umana.
Per i Licantropi è poi molto importante mangiare regolarmente. Essere affamati potrebbe far sì che la bestia decida di procurarsi del cibo a modo suo, e nel caso di Mannari con uno scarso controllo della propria natura, questo potrebbe portare a nefaste conseguenze…
Comunque, secondo alcune interpretazioni il Licantropo non sarebbe in grado di trasmettere la propria “malattia” a un altro essere umano, dopo averlo morso: pare che sia stato il cinema ad introdurre questo aspetto, per creare affinità con il mito del Vampiro. Il contagio può avvenire solo tramite una ferita provocata da zanne o artigli di un Licantropo in forma animale (parziale o totale). La gravità della ferita non influenza la probabilità che il contagio sia avvenuto o meno: tanto piccoli graffi, quanto ampi squarci hanno la stessa probabilità di portare la malattia.
Infine, tutti i Licantropi tendono a sentire molto forte il richiamo del gruppo e a riunirsi in branchi regolati da una precisa gerarchia. All’interno del branco il contatto fisico assume un ruolo fondamentale, e molti dei rituali consistono nel toccarsi, annusarsi, leccarsi…
Il branco assume spesso un’importanza tale che le sue regole e le sue dinamiche spesso diventano, per i suoi componenti, più importanti delle regole e delle dinamiche della loro vita “civile”.

I Centauri

I primissimi resoconti sugli spiriti che vagano liberi nei boschi riguardano i Centauri, creature con tronco umano e corpo da cavallo.
La forma del Centauro è metà umana e metà equina: questa sua duplice natura contraddistingue anche la sua indole, che ha tutti i vizi e le virtù del genere umano esasperati al massimo livello.
La parte superiore è simile ad un umano, con la differenza di avere delle orecchie simili a quelle elfiche, la parte inferiore invece è del tutto identica a quella di un cavallo, la coda spesso ha il colore dei capelli della parte umana che possono essere neri, ramati, biondi oppure castani.
La parte cavallina è nera, marrone o bianca, mentre la loro carnagione varia come gli occhi, esattamente come negli esseri umani.
I Centauri sono tendenzialmente una tribù selvaggia e infida, danzano con gli spiriti della tempesta, ma possiedono anche un lato benevolo e un’inesauribile conoscenza delle piante del bosco che occasionalmente condividono.
Razza intelligente, fiera ed estremamente orgogliosa, la loro intelligenza è molto ampia, sviluppata, come la loro saggezza, ma essendo per l’appunto esageratamente orgogliosi, definiscono gli umani una razza inferiore.
Sono molto pericolosi con l’arco e con la spada, anche se preferiscono gli scontri a distanza. Nella mitologia è quasi sempre dipinto con carattere irascibile, violento, selvaggio e brutale, incapace di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, cacciavano urli spaventosi.

L’Unicorno

Splendide creature, che volano nella fantasia, nel loro mondo ove tutto è meraviglioso, in un mondo particolare, dove esistono castelli fatati e creature invisibili, un fantastico universo colorato dalla loro presenza…
I loro corpi sono bianchi, le loro teste scure e i loro occhi di un blu profondo…
Unicorni alati, nel cielo azzurro, dai mille colori, attraversando infiniti mondi, infinite galassie, per offrirci il loro splendore, essi ci trasportano lontano, in un mondo pieno di luce e fantastici sogni, nella loro fantastica fantasia.
L’Unicorno, animale fantastico e bellissimo che popola miti e leggende, ha caratteristiche fiabesche, sognanti e “magiche”, e con il suo riconosciuto carattere fantastico gode di un tale favore, nell’immaginazione collettiva, da popolare anche i sogni.
Il corno che aveva sulla fronte, l’Alicorno, era lungo circa 50 centimetri e si diceva fosse dotato di poteri magici. Si credeva, ad esempio, che se il corno veniva toccato da una persona gravemente malata, questa potesse guarire istantaneamente, e la credenza nelle capacità taumaturgiche del corno, è basata su un racconto medievale secondo il quale molti animali si radunavano insieme intorno ad una pozza d’acqua nel mezzo della notte, ma l’acqua era avvelenata ed essi non potevano berne, fino a quando non appariva un Unicorno che immergeva il suo corno nell’acqua che tornava pulita.


I draghi

Il Drago è una creatura mitico-leggendaria, dai tratti solitamente serpentini o comunque affini ai rettili, ed è presente nell’immaginario collettivo di tutte le culture, in quelle occidentali come essere malefico portatore di morte e distruzione, in quella orientale come creatura portatrice di fortuna e bontà.
Creatura dalla forza sovrannaturale, il Drago ha il corpo di serpente, le zampe da lucertola, gli artigli da aquila, le fauci di un coccodrillo, i denti di un leone e le ali di un pipistrello.
L’origine dei Draghi si perde nei meandri della storia dell’uomo, infatti compaiono nelle leggende di popoli del passato, sia europei che orientali, in cui sono visti come creature prodigiose: si riteneva che le ossa, così come il loro sangue, potessero avere elevate proprietà curative.
Tipicamente il Drago è visto come una creatura appartenente alla classe dei rettili, ha sangue freddo, è carnivoro e depone le uova (ovviamente esistono eccezioni).
È possibile, a grandi linee, fornire due grandi metodi di distinzione per classificare questi animali fantastici: per classi (o famiglie) o per tipologie (o specie). Poiché i due metodi di raggruppamento non sono perfettamente sovrapponibili, è necessario esaminarli separatamente.
I Draghi sono rettili di dimensioni gigantesche, tanto che gli individui più anziani possono misurare fino a dieci metri in altezza e pesare cinque tonnellate. Sono dotati di enormi ali che consentono loro di mantenersi in volo, nonostante la mole, per un tempo pressoché indeterminato.
I Draghi sono inoltre estremamente intelligenti e sorprendentemente longevi, dal momento che la durata media della loro vita equivale a numerose generazioni umane. Il loro sviluppo può durare molti secoli prima di raggiungere la piena maturità, si narra che un uovo di Drago impieghi non meno di un secolo per schiudersi; inoltre, solo dopo altre centinaia di anni il Drago raggiungerà il suo massimo sviluppo, con la crescita sulla testa di lunghe corna ramificate.
Naturalmente, grazie alla loro grande longevità, queste leggendarie creature, che è estremamente riduttivo chiamare semplicemente “animali”, acquisiscono una conoscenza e una saggezza senza pari: esse impiegano le loro spiccate abilità intellettive, di cui sono per natura dotati, nello studio della magia, e durante la loro millenaria esistenza possono raggiungere livelli di conoscenza dell’arcano ben superiori ai più grandi Maghi umani.
La maggior parte dei Draghi appartiene a un allineamento caotico malvagio, mentre solo una sparuta minoranza ha un carattere stranamente docile e benevolo. I Draghi sono inoltre molto fieri di sé, orgogliosi e consapevoli di essere tra le creature più potenti al mondo. Per tale ragione si reputano talmente superiori alle altre razze che non si intromettono quasi mai nelle vicende altrui, se non per diretto interesse. Amano la solitudine e detestano l’aggregazione, pertanto in centinaia di anni non risulta abbiano mai formato una vera e propria comunità. Risulta infatti che da creature sagge e benevole quali erano, in un momento non precisato ma stimato circa cinquecento anni fa, si trasformarono nei feroci, aggressivi e biasimevoli mostri che appaiono oggi ai nostri occhi. Sembra infatti che in quell’epoca la loro ragione e centenaria saggezza vennero inspiegabilmente oscurate dalla brama di potere e dall’estremismo religioso che condussero la loro razza alla completa distruzione e il mondo stesso sull’orlo dell’apocalisse.
Durante tutta l’età primordiale non risultano testimonianze dell’esistenza di Draghi, e i nostri antenati ne avevano nozione solamente tramite antiche leggende che narravano le gesta di queste divine creature. Vi sono leggende secondo cui alcuni Draghi vivrebbero da qualche parte al di là del vasto oceano. La razza dei Draghi si suddivide in varie specie, ordinate a seconda delle abilità magiche, dei luoghi d’origine e dell’allineamento morale, e ciascuna specie è caratterizzata da un determinato colore.

Alcuni tipi di Draghi

Draghi Celesti
di colore simile a un verde molto chiaro, erano a guardia del cielo ed erano gli unici ad avere cinque artigli per zampa;
Draghi Spirituali
di colore azzurro, erano i più venerati in quanto guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua, e quindi da loro dipendeva il raccolto dei contadini;
Draghi Terrestri
di colore verde smeraldo, erano i guardiani dei corsi d’acqua, regolandone il flusso e vivendo nelle profondità dei fiumi;
Draghi Sotterranei
di colore dorato, erano i custodi di grandi ed immensi tesori e dispensatori di felicità eterna;
Draghi Rossi e Draghi Neri
creature violente e bellicose, che si scontravano continuamente nell’aria causando con la loro energia violente tempeste;

Le fate

Creature magiche e misteriose, delicate come il volo d’una farfalla ma eterne come l’Energia che le ha create nella notte dei tempi, le Fate appaiono come esseri minuti ed eccezionalmente armoniosi. Affascinanti, aggraziate, dalla pelle vellutata e i capelli setosi, le Fate incarnano nel loro piccolo essere tutta la bellezza e l’armonia del Creato e della comune immaginazione.
L’energia che le compone e che esse avvertono come essenza del proprio essere sin dall’istante della loro nascita, le porta a vivere sino a quando questa non si esaurisce. Il carattere può dunque essere condizionato dall’evento che ha portato al concepimento della singola Fata e spaziare dalla sensualità all’allegria, dalla malinconia alla vanità, dalla diffidenza alla fragilità, ma il tutto in maniera sfumata e leggera come il tocco che le accompagna.
Una sola cosa le accomuna davvero tutte e disegna nel Cosmo la loro vera essenza: la combinazione magica tra sfera emotiva e Natura.
La figura della Fata è il simbolo dei poteri mentali superiori dell’essere umano e della sua immaginazione. Sotto questo aspetto, la Fata opera le più straordinarie trasformazioni, e in un istante esaudisce o delude i desideri più ambiziosi e bramati. Rappresenta dunque, la capacità umana di immaginare tutti quei progetti, per vari motivi mai realizzati.
Confondendosi con la donna di stereotipica bellezza, per questa sua innata proprietà rimane, nell’immaginario medievale, la sublimazione della magia amorosa e dell’erotismo.
Nelle leggende le Fate vengono dipinte come creature dalle sembianze umane, di dimensioni ridotte come una farfalla o grandi come una ragazzina ma dotate di una bellezza sovrumana, abitano i boschi, le sorgenti o i luoghi selvaggi, dove manifestano il loro amore per la danza, la musica e il canto adunandosi in Cerchi delle Fate.
Gli attributi specifici della Fata sono l’uso della bacchetta magica, il portare anelli e l’essere attratta dalla danza, amano la compagnia e sono curiose al punto tale da rischiare anche di trovarsi sovente nei pasticci. Una volta superata la loro naturale ritrosia, rivelano un carattere allegro e giocoso.
Un altro dato ricorrente nei racconti delle Fate, è la colorazione azzurra delle loro vesti. Il simbolismo di questo colore riguarda il distacco dai valori del mondo materiale, e l’ascesa dell’anima verso la divinità. È il colore della sovrarealtà, dell’immobilità, di un’eterna tranquillità: quando è chiaro, l’azzurro conduce a fantasticare, e quando è più scuro, conduce la mente umana al sogno.
Le Fate amano l’armonia, l’equilibrio, l’ordine e la pulizia in generale, per cui vengono molto disturbate da ogni forma di inquinamento ambientale, in particolar modo elettromagnetico ed emozionale, nonché dal materialismo che ci allontana inesorabilmente dalle nostre radici Naturali e, quindi, Spirituali.
Mentre l’inquinamento atrmosferico e ambientale in generale compromettono particolarmente la vita e il lavoro di quelle creature sottili che, nell’ambito dei 4 Elementi, operano in simbiosi con la Natura per il mantenimento degli equilibri sulla Terra (i cosiddetti Spiriti della Natura), l’inquinamento elettromagnetico e acustico, ma soprattutto quello che potremmo definire “inquinamento emozionale”, nonché il materialismo e l’egoismo umano, sembrano essere le principali cause della possibile estinzione delle Creature Feeriche, e anche del loro definitivo allontanamento dall’umanità.
L’uso indiscriminato, o meglio l’abuso di apparecchiature che generano campi elettromagnetici, in particolare i telefoni cellulari oggi così diffusi, crea onde e turbolenze energetiche sgradite e pericolose per Fate e affini, come sgradita e pericolosa è la propagazione indiscriminata di segnali e immagini “via etere”, considerata la natura eterea di queste creature: il loro spazio, il piano in cui si manifestano, è quasi completamente occupato e letteralmente “divorato” dai prodotti-spazzatura generati dall’umana inconsapevolezza e ottusità…
In ogni caso, ciò che disturba ancor più radicalmente questi esseri dalla natura profondamente empatica è il dilagare di emozioni e sentimenti “pesanti”, quali la rabbia, il risentimento, la paura, l’avidità, il vittimismo, l’invidia, il rancore, la cupidigia, ancor più se veicolati e amplificati dai mezzi di comunicazione e divertimento di massa terreni. Gli Esseri Fatati sono attratti e influenzati dalla nostra personalità, dalle nostre emozioni e dai nostri sentimenti, e a essi rispondono. Un cuore leggero e libero da pesantezze emozionali, una buona conoscenza e consapevolezza di sé, una coscienza in pace con se stessa, una buona dose di rispetto per tutto quanto esiste, visibile o meno… coltivare tutto questo contribuisce ad avvicinare il Regno Fatato e i suoi esponenti benevoli, ottenendone contemporaneamente i favori, purché non si sia animati da interessi egoistici.

FATE DELL’ARIA
Dominatrici del cielo, Spiriti Elementali dell’Aria. Aggraziate e femminili, ma turbolente come i venti che esse sollevano, libere come gli uccelli che si sorreggono in volo, passionali e mutevoli come le condizioni atmosferiche che aiutano a creare… si muovono sospinte dai venti, come cristalli di neve…
Creature bellissime, le Fate delll’Aria girano nude o velate da una leggera veste d’argento, abitano i cespugli di timo e di rose bianche, ed amano cantare tutto il tempo melodie dolcissime ed ammalianti. Se si vuole averle come vicine di casa, basta tenere in giardino o sul balcone una pianta di timo o di rose bianche ma attenzione: sono assai timide e, se sorprese, scompaiono all’istante e con loro scompare anche il cespuglio nel quale si celano.
Queste Fate possiedono la capacità di tramutarsi da bellissime fanciulle in megere spaventose, che percorrono la campagna ululando come forsennate. Quando questo accade il vento scuote furioso gli alberi, e la gente dice che le Fate siano arrabbiate…
Le Fate dell’Aria sono le più “evolute” di tutte le altre, poiché in esse sono racchiusi i 4 Elementi: le ali, simbolo dell’Aria; le gambe, della Terra; lo scintillio, del Fuoco, e infine la fluidità, simbolo dell’Acqua.
Tutte le Fate che caratterizzano questo Elemento hanno dunque le ali, e il loro compito è il più svariato: dal produrre la più dolce brezza al più violento uragano, incitando i turbini di vento che preannunciano le tempeste di acqua o sabbia, e urlando con le burrasche che flagellano i mari. L’Aria è una forza creativa e quindi caratterizza queste Fate rendendole intellettualmente versatili, sono molto attratte dalle persone creative e molte volte, sotto forma di muse, donano loro l’ispirazione.
Le Fate dell’Aria sono le più eteree di tutte, quasi evanescenti, esse proteggono il libero pensiero, l’intelligenza e l’individualità. Sono Fate che viaggiano molto, erranti, curiose e molto amichevoli. Sono le Fate protettrici dei bambini e quelle che più amano aiutare le persone in difficoltà.
Inoltre, esse spesso collaborano con le Fate dell’Acqua, a cui sono legate profondamente.
L’Angelo guardiano di questo Elemento è RAFFAELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: Gemelli, Bilancia e Acquario.


FATE DELL’ACQUA
L’Acqua è Elemento di rigenerazione e purificazione, e numerosi miti la vedono come protagonista dell’origine della vita. L’acqua poteva anche guarire, e sovente era a essa e alle entità che la rappresentavano, che le popolazioni antiche si rivolgevano per ottenere la grazia della guarigione.
Questa categoria di Fate comprende non solo le Fate acquatiche, ma anche le Sirene e le Ondine.
Le Fate dell’Acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le Fate, e sono tra le più belle delle Fate degli Elementi. Le Fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell’inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la vita e le persone dotate di poteri esoterici.
Le Fate che rappresentano quest’Elemento vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari, donando gioia agli umani con canti ammaliatori e seducenti danze. In generale le Fate acquatiche sono le Ninfe, giovani e bellissime fanciulle che amano tessere, filare, danzare, cantare e specchiarsi, pettinandosi in riva a fiumi, laghi, sorgenti.
Al tramonto o alla luce dell’alba è possibile spiarle, vicino all’acqua, intente nelle loro occupazioni, ma attenzione: gli umani che si imbattono nelle Ninfe ne sono eccitati e attratti irresistibilmente, una grande gioia li invade e, incuranti, le seguono nelle acque dove fatalmente, annegano. Dolci e affascinanti, le Ninfe possono trasformarsi in mostri furiosi che tutto travolgono al loro passaggio.
L’Angelo guardiano di questo Elemento è GABRIELE. I segni zodiacali che gli appartengono sono: Cancro, Scorpione e Pesci.

FATE DELLA TERRA
Le Fate della Terra rappresentano lo spirito della Natura e la sua forza. Esse risiedono tra rocce e caverne o nei meandri della terra, e difficilmente lasciano i propri territori, conducono una vita stanziale. Hanno il compito di mantenere integra la struttura fisica del terreno, proteggono la fertilità e la famiglia. Hanno compiti che richiedono grande dispendio di energia, infatti sono sempre indaffaratissime: esse si preoccupano di coltivare terreni, controllare i raccolti e proteggerli, lasciando cadere dalle loro ali la polvere magica.
Essendo legate alla Terra, queste Fate sono solite regalare oro o altri metalli preziosi agli umani, e possono anche aiutare gli uomini a trovare tesori nascosti, a scoprire miniere di pietre preziose, a coltivare con amore e successo il proprio giardino. Sono le più amate fra coloro che vivono in montagna, e sono particolarmente benevole. Dove vivono le Fate della Terra vi è sempre abbondanza, prosperità e allegria, in quanto la loro presenza allontana la sfortuna.
Esse collaborano molto con le Fate dell’Acqua per continuare a far vivere ciò a cui loro stesse danno vita, alberi, piante, fiori… e si aiutano anche con le Fate dell’Aria per la variazione dei climi e per la riproduzione di fiori e piante, ma quando una Fata della Terra e una Fata del Fuoco si trovano a litigare, possono originare l’eruzione di un vulcano.
Le Fate della Terra sono le più varie perché comprendono le Fate degli alberi, dei fiori, delle rocce e delle caverne. Queste Fate sono spesso di carnagione ambrata, proprio a voler dimostrare la loro rappresentanza della Terra. Bellissime e colorate anche queste, come tutte le altre, si distinguono per il loro semplice vestire, amano abiti semplici senza troppi ornamenti, e preferiscono stare posate sulla terra, sul ramo di un albero o sul petalo di un fiore piuttosto che in volo.
Amano la danza più movimentata, che talvolta non regolano, creando scosse del terreno che noi definiamo terremoti. Si dice che quando queste Fate muoiono si trasformino man mano in sabbia del deserto o del mare, a loro scelta.
Tra le Fate della Terra, molto conosciute sono le Driadi (Fate degli alberi) e le Lusuri. Le piccole luci colorate, a volte simili a lucciole e a volte “grandi come mastelli”, erano chiamate Lusuri, e si racconta fossero delle trasformazioni delle Entità Fatate. Si credeva infatti, che gli abitanti dei mondi sottili sapessero trasformarsi in luci e che, in tali sembianze, andassero a visitare quegli umani che per qualche motivo, erano da loro ritenuti interessanti: a volte si trattava di persone buffe o maldestre, che proprio grazie a queste qualità, divertivano a tal punto le Lusuri, che le si poteva vedere muoversi all’impazzata, come se fossero scosse da risa irrefrenabili; altre volte invece, erano le persone particolarmente sensibili che ricevevano, da queste visite, fortuna e gioia.
Ancora oggi può accadere che gli Esseri Fatati si manifestino in forma di piccole o grandi luci, talvolta bianche e talvolta colorate nei modi più diversi, nel mondo degli uomini. Tuttavia gli uomini moderni, che non sono più in grado di conoscere e riconoscere la causa occulta di tali manifestazioni, di fronte a questi fenomeni, o danno di essi una spiegazione scientifica, ed in tal caso generalmente li definiscono fulmini globulari o fenomeni luminosi d’origine elettrica oppure, specialmente quando le luci sono particolarmente grandi e si muovono rapidamente nel cielo, li scambiano per dischi volanti, UFO e astronavi extraterrestri.
L’Angelo guardiano è AURIEL. I segni appartenenti a questo Elemento sono: Toro, Vergine e Capricorno.

FATE DEL FUOCO
Il Fuoco è un elemento naturale, il più puro in assoluto. Considerato sin dai primordi della civiltà umana, il Fuoco è sempre stato oggetto di culto, a cui venivano attribuite proprietà magiche. Al Fuoco vengono associati fenomeni fatati.
Durante i riti magici, negli Equinozi e nei Solstizi, venivano accesi dei focolari nei boschi, e si ballava intorno al fuoco. Globi infuocati che ruotano nell’aria, fiamme che escono dal terreno, fulmini nel cielo… lì ci sono le Fate del Fuoco. Esse dimorano tra le fiamme di un fuoco o tra le scintille dei lampi, nei pressi di fonti di calore, dalla tenue luce di una candela sino al più attivo dei vulcani, o anche dentro a un lampo nell’elettricità statica dei vestiti.
Le Fate dello Spirito del Fuoco sono le più accattivanti fra tutte le Fate. Danzano fra le fiamme, con i lunghi capelli dalle rosse tinte che sembrano lingue di fiamma, avvolte da lunghi veli rossi, gialli, arancio, ma sono creature molto particolari: non si mostrano mai deliberatamente agli esseri umani, e se gli uomini le sorprendono mentre ballano e cantano fra di loro, distruggendo così la loro pace, la loro furia è spaventosa e fuggono, distruggendo tutto ciò che incontrano nella loro fuga.
Queste Fate si manifestano attraverso la luce. Sono dette infatti, “Fate Splendenti”. Esse proteggono le passioni, gli amori intensi e la voglia di vivere. Se si è uno dei pochi fortunati ad averla in casa, o semmai ci si dovesse trovare alla presenza di una di loro, bisogna rammentare di trattarla bene e mostrarle gratitudine, estrema gentilezza, dacché esse sono assai mutevoli di natura, e qualora dovessero sentirsi offese, potrebbero diventare terribilmente ostili.
Le più forti ed energetiche creature di tutti e quattro gli Elementi sono senz’altro le Fiammelle, appartenenti, naturalmente, agli Spiriti del Fuoco. Senza di loro, il Fuoco non potrebbe esistere, infatti è il loro intervento che dà origine a quella piccola scintilla che diventerà poi il Fuoco.
Il loro aiuto può essere richiesto, ma attenzione, potrebbe anche diventare maldestro, perché anche la Fiammella più leggera può dare origine a un fuoco tremendo fuori dal suo controllo, specialmente perché queste Fate non comprendono quasi totalmente il risultato delle loro azioni.
Si presentano come delle scintille, o delle piccole palle di fuoco, sono anche in grado di cambiare le loro dimensioni a piacimento. Si possono, in natura, trovare anche sotto forma di lucertola, rimanendo inerti vicino alle fonti di calore.
L’Angelo guardiano è MICHELE. I segni appartenenti a questo Elemento sono: l’Ariete, il Leone e il Sagittario.

Gli Spiriti della Natura

Secondo la tradizione popolare, la Natura è popolata da esseri invisibili o quasi, perlopiù piccoli, costituiti da materia sottile e conosciuti con i nomi di Fate, Elfi, Gnomi, Folletti e altri, tutti genericamente denominati “Spiriti della Natura” o anche “Piccolo Popolo”.
Pare che il Piccolo Popolo non solo abiti la Natura ma, con la supervisione di Entità Superiori, creature del Regno Feerico e Intelligenze Angeliche, ne sorvegli e ne guidi i processi e le manifestazioni. Questi piccoli e potenti Spiriti Eterei vivono e agiscono nell’ambito dei 4 Elementi: Fuoco, Terra, Aria e Acqua, elementi che ne caratterizzano la funzione e che per noi corrispondono simbolicamente al piano Fisico (Terra), Emozionale (Acqua), Mentale (Aria), Energetico e/o Spirituale (Fuoco).

Fuoco
Gli Spiriti della Natura che appartengono al Fuoco vengono chiamati Salamandre, da non confondere con gli animali che portano lo stesso nome. Vivacissime e guizzanti, conducono il calore e la luce in varie forme e intensità, da quella splendente, calda e radiante del raggio di Sole, a quella bruciante e crepitante della fiamma viva. Paracelso ce le descrive come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani in attività. Secondo la tradizione, hanno l’aspetto di lingue di fuoco o di sfere luminose vaganti nell’aria. Sono costituite di energia purissima e fulgida, per cui hanno aspetto cangiante ed inafferrabile, mentre il carattere “focoso” le rende difficilmente controllabili. È bene sapere che in questi esseri alberga un insopprimibile istinto catabolico, che li porta a convivere e coincidere con la forza distruttrice ignea nella quale si identificano. Ciò non significa che l’uso sapiente di questa energia non possa procurare molti vantaggi soprattutto di ordine spirituale, poiché è noto come il fuoco nel fare “terra bruciata”, compia al contempo un’insostituibile opera di radicale catarsi.

Aria
L’Elemento Aria è popolato principalmente dalle Silfidi che governano le correnti aeree, addensano o disperdono le nuvole e creano i venti, dalla brezza leggera ai vortici impetuosi. Rapidi e abilissimi messaggeri, con le correnti d’aria questi Spiriti veicolano informazioni quali pensieri, idee, archetipi, immagini, e le diffondono attraverso le loro corse nel vento; leggerissimi, vivaci e inafferrabili, arricchiscono di energia vitale o prana il respiro di ogni essere vivente. Inoltre si dice possano fungere da tramite tra il Piano Angelico e il Regno Umano, diventando portatori di ispirazione e Grazia Divina. Sono i “Deva” dell’aria: impalpabili, leggeri, mutevoli di forma evanescente, pronti a rincorrersi nel vento emettendo striduli fischi. Sembrano dotate di ali, le Silfi, e lampeggiano di colori indefinibili, mentre solcano il cielo riempiendolo della loro fuggevole eppure intensissima vita. Di queste creature evanescenti ed eteree si conosce ben poco, si sa che vivono nel vento, che si spostano con le correnti aeree e che non disdegnano il contatto con gli umani, anche se si tratta di creature estremamente timide. Spesso però si mostrano ingannevoli, in special modo quelle di natura femminile.

Terra
Tra gli Spiriti della Natura, gli Gnomi e le Fate cosiddette, presiedono all’Elemento Terra: sono creature dotate di un grande senso pratico, capaci di trasformare in strutture solide e vitali i componenti della materia, combinandoli con energie sottili. Gli Gnomi, guardiani del Regno Minerale, si occupano di quanto avviene sotto la superfìcie della crosta terrestre e presiedono sia ai fenomeni di formazione di rocce, minerali, metalli e pietre preziose, sia ai processi di soluzione dei sali che, tramite l’acqua, costituiranno il nutrimento delle piante. Questi spiritelli c’invadono dalla nascita e ci accompagnano come angeli custodi nel corso della vita, sorvegliandoci discretamente nel momento del pericolo, consigliandoci nel sonno sulle decisioni più opportune da prendere nei momenti difficili.Queste timide creature abitano nelle viscere delle montagne, negli anfratti della terra, nelle grotte, nelle caverne sui picchi delle montagne, nel sottosuolo, tra le rocce e ovunque vi sia analogia con la loro natura tellurica; sono abili forgiatori di metalli e custodiscono grandi tesori. Piccoli di statura, sono dotati però di una forza eccezionale. Sono di aspetto molto scarno e l’insieme della loro figura dà l’impressione di vecchiezza macilenta. Non si tratta di personaggi particolarmente affabili, come nel caso dei Folletti, e la loro intelligenza, allo stato larvale, contrasta spesso con la severa gravità delle espressioni.

Acqua
Le Ondine, e altri Spiriti dalla Natura ugualmente sensibili e piuttosto instabili (umorale, appunto), popolano le Acque, da quelle più profonde e oscure degli abissi marini dove possiamo incontrare anche le mitiche Sirene, a quelle più tranquille dei laghi; da quelle cristalline di sorgenti, cascate e ruscelli che scorrono fino al mare dove giocano Ninfe e Naiadi, a quelle sotterranee che filtrano attraverso la terra. Paracelso infatti le chiama anche Ninfe e, come tali, vivono in simbiosi con l’acqua dei fiumi, dei laghi, delle cascate e delle sorgenti. La loro principale occupazione consiste nel captare e indirizzare l’energia vitale nelle acque, rigenerandole e rivitalizzandole continuamente col loro incessante movimento, fornendo i presupposti per la generazione e il mantenimento della vita su tutto il pianeta, visto che l’acqua è l’elemento principale che costituisce tutte le forme nelle quali la vita si manifesta.
L’esistenza delle Ondine è legata a quella del loro Elemento, se un fiume si prosciuga o si inquina oltremisura anche la Ninfa si estingue e perisce. La Tradizione ce le descrive come esseri femminili di bellezza eterea, dotate di una chioma fluente, che ricercano la compagnia degli uomini.
La translucida forma delle Ondine le fa apparire, ai sensi umani allenati a questa visione, di una bellezza entusiasmante, viva e mobilissima. Grande è la loro capacità di assorbimento e di smaltimento delle energie circostanti di cui si nutrono e costituiscono. Un processo questo che esalta le doti di magnetismo, e che le rende udibili mentre, aumentando il ritmo frenetico del loro movimento, liberano un canto lamentoso e struggente. I colori delle auree vanno dal bianco perla al rosa, fino al violetto chiaro, ma quando sono troppo numerose, le une accanto alle altre, non è facile distinguerne il preciso cromatismo. Anche l’alta velocità con cui si spostano non consente di metterle bene a fuoco, soprattutto allorché con voli d’uccello sfiorano le acque dei laghi, lasciandosi confondere con i comuni esseri naturali che popolano l’ambiente.

Gli Spiriti della Natura nei 12 Segni Zodiacali

Rodha Spirito del Fuoco
È lo Spirito che, come una scintilla, accende i fuochi della Terra, e insieme ad essi tutti gli entusiasmi e le aspirazioni umane. La sua fiamma creativa e passionale ispira e guida verso nuove imprese ed iniziative, infondendo vitalità, coraggio e fiducia nelle proprie capacità.
Invita al contatto con la parte incorruttibile alla base del proprio essere, quella Scintilla Divina interiore di cui ciascuno di noi deve prendere coscienza sperimentando la vita. Suggerisce inoltre di direzionare l’energia verso uno scopo o un obiettivo, alimentandola con la forza di volontà, per evitare che tutto vada in fumo o che non si risolva in un fuoco di paglia. Rodha è uno Spirito affine al Segno Zodiacale dell’Ariete.

Melitea Spirito della Terra
Sensuale, seducente e amorevole, questo Spirito ha un forte magnetismo ed esercita un grande potere di attrazione sulle energie circostanti, che utilizza per nutrire la crescita del fiore o dell’essere vivente al quale rivolge la sua attenzione o le sue cure. Amante della serenità e dell’armonia, esorta a proteggere il proprio spazio e a nutrire il proprio essere attraverso i sensi del corpo, nel godimento di piaceri sani e naturali che avvicinano alla comunione con la dimensione Spirituale. Invita a essere consapevole della nostra naturale bellezza e capacità di attrarre, affinché non si cada nella tentazione di strafare pur di mettersi in mostra. Melitea è uno Spirito affine al Segno Zodiacale del Toro.

Zipho Spirito dell’Aria
Questo Spirito sembra essere onnipresente, si diffonde nelle correnti aeree ed è tanto veloce nel suo muoversi che pare farlo alla velocità del pensiero. Nulla gli sfugge, rapido e versatile, è un abile messaggero che capta idee e pensieri e, oltre a diffonderli per tutti i luoghi della Terra, li traduce in ispirazione o immagini concrete. Basta rivolgergli l’attenzione e subito si avvicina, socievole e comunicativo com’è, pronto a metterci in contatto sia con le correnti di pensiero più pragmatiche, sia con quelle più astratte e filosoficamente evolute, secondo le esigenze.
Invita ad esprimersi con parole e concetti chiari per creare chiarezza nella propria vita e per farsi comprendere anche da chi sembra pensare in modo diametralmente opposto, pur tenendo sempre presente la sua visione delle cose. Zipho è affine al Segno Zodiacale dei Gemelli.

Dainya Spirito dell’Acqua
Sensibile, empatico e sempre in movimento, questo Spirito nutre e rigenera le acque sorgive e correnti, muovendole in modo da catturare e convogliare in profondità l’energia luminosa che crea riflessi in superficie. Piuttosto riservata, ama le acque limpide e pulite e detesta i ristagni, quindi si diverte a creare vortici e correnti che liberano ossigeno. Dolce e sensibile seppur inafferrabile come l’acqua, Dainya invita ad affrontare un momento di purificazione e a rigenerarsi mantenendosi in continuo e fluido movimento, in modo da portare a galla le emozioni o le tossine che rischiano di appesantirci, prima che il loro peso trascini a fondo. Dainya è affine al Segno Zodiacale del Cancro.

Gamor Spirito del Fuoco
Radiante, integro, puro d’animo e di cuore, questo Spirito presiede alla fusione dei metalli e alla trasformazione di ciò che è inerte, in materia più duttile, malleabile e nobile. Leale e generoso, aiuta a manifestare le energie creative forgiando e plasmando quelle aree della propria vita o della propria personalità che possono essere trasformate, consumando ogni barriera che oppone ostacoli al fluire e all’espandersi della Coscienza. Invita a sciogliere ogni resistenza col calore del cuore e a trasformare quel che si credeva piombo in oro, per evitare che la situazione diventi incandescente o che gli animi si surriscaldino. Gamor è uno Spirito affine al Segno Zodiacale del Leone.

Triphylla Spirito della Terra
Laborioso ed efficiente, è uno Spirito che si occupa di quegli “scambi” fra materia fisica ed energie sottili come anche luce, calore, prana, scambi che avvengono attraverso la magia del respiro e dai quali scaturisce la vita stessa di ogni fiore, foglia o altro essere vivente. Pronta e sensibile, questa Fata aiuta a ripristinare armonia e benessere, sollecitando a prestare attenzione alla funzione di tutto ciò che si respira, di cui ci si nutre e circonda.
Invita a respirare profondamente, ad alimentarsi in maniera sana e ad essere consapevole degli scambi e delle trasmutazioni alchemiche che avvengono tra corpo, mente, emozioni e ambiente circostante, al fine di non cadere in balia delle proprie reazioni. Triphylla è uno Spirito affine al Segno Zodiacale della Vergine.

Glamya Spirito dell’Aria
Di natura sensibile e poetica, questo Spirito adora contemplare gli spettacoli che la Natura offre, soprattutto i colori del cielo, le forme delle nubi che lo solcano, gli astri che vi dimorano. Amante della bellezza e dotata di uno spiccato talento per l’arte, Glamya si diverte a scolpire la forma delle nuvole secondo i modelli che il nostro pensiero le trasmette. Sensibile e attenta osservatrice, è sempre pronta a inviare il suo soffio carezzevole per alleggerire e accordare gli animi, creando armonia e pace sulla Terra. Con amorevole distacco invita ad agire con rispetto, senza farsi coinvolgere in tempeste emotive. Glamya è uno Spirito affine al Segno Zodiacale della Bilancia.

Mantis Spirito dell’Acqua
Tenebrosa, inquietante e affascinante al tempo stesso, Mantis vive nelle acque più profonde e oscure, dove non arriva la luce del Sole, e appunto per questo il chiarore che emana è più evidente, e le permette di muoversi a suo agio anche negli antri e nei recessi più bui e nascosti, creando condizioni di visibilità. Questo Spirito, dotato di grande resistenza e adattabilità, segue le correnti più nascoste e penetra nei meandri più oscuri alla ricerca di spazi sconosciuti da esplorare e illuminare, consapevole della grande bellezza che spesso l’oscurità cela e protegge, e che attende solo di essere svelata. Invita a fare altrettanto, immergendosi dentro di sé senza paura: la luce sei tu. Mantis è uno Spirito affine al Segno Zodiacale dello Scorpione.

Prillowill Spirito del Fuoco
Spirito impetuoso, dalla vitalità prorompente, esso fa emergere le energie vulcaniche dal profondo della Terra e del nostro essere. Sempre alla ricerca di libertà per esprimere al meglio il suo calore e la sua giocosità, insegna a “cavalcare il Drago”, cioè ad incanalare e direzionare le forze più profonde, istintive e passionali, per andare alla conquista di nuovi spazi di autoespressione creativa, attraverso i quali la propria Essenza Spirituale possa manifestarsi pienamente e liberamente in Terra. Invita a mettere in moto le proprie energie verificando gli scopi e gli obiettivi delle proprie azioni, per evitare di fare intorno a sé “terra bruciata”. Prillowill è uno Spirito affine al Segno Zodiacale del Sagittario.

Gwynnyloo Spirito della Terra
Instancabile e perseverante, Gwynnyloo porta nel profondo delle viscere della Terra la luce a cui costantemente aspira: questa luce, entrando a far parte della materia stessa, dà vita alle scintillanti strutture cristalline che risplenderanno una volta portate in superficie.
Amante della chiarezza e dell’armonia, questo Spirito aiuta a prendere coscienza dei tesori custoditi nel profondo del proprio essere e del proprio cuore, ad accrescerne il valore e a portarli alla luce al momento giusto per condividerli. Se anche l’individuo aspira a emergere, Gwynnyloo gli ricorda che le aspirazioni elevate prendono forma e si concretizzano solo scendendo in profondità e restando coi piedi in terra. Gwynnyloo è uno Spirito affine al Segno Zodiacale del Capricorno.

Ayrill Spirito dell’Aria
Spirito dinamico, idealista e creativo, è dotato di luminosità sfolgorante e di una forte carica elettrica, capace di creare la corrente di accesso ad una situazione apparentemente irrealizzabile per connetterti con essa. Con la sua danza spiraliforme, Ayrill traccia il disegno degli Eventi Futuri, portandoci in un lampo nel percorso, tra i tanti possibili, più consono a ciò che abbiamo pensato, desiderato, immaginato o creato con la nostra visione. Amante della libertà, invita ad uscire dai percorsi obbligati focalizzando l’attenzione sugli obiettivi e dando forma chiara e precisa alla visione che si vuole realizzare concretamente, senza restringere i propri orizzonti od appiattire la propria prospettiva. Ayrill è uno Spirito affine al Segno Zodiacale dell’Acquario.

Jainimya Spirito dell’Acqua
Spirito del Mare sensibile ed affascinante che ama danzare tra i flutti, emergere in superficie facendo capolino tra le onde per poi rituffarsi e scomparire negli abissi senza fondo. Emana una forte corrente psichica ed emotiva, ed esorta a immergersi nelle profondità delle nostre fantasie e dei nostri sogni, per lasciar affiorare le intuizioni e i messaggi che l’inconscio ci invia attraverso i suoi simboli. Con la fluidità del suo movimento Jainimya, tramite fra la superficie delle acque e le profondità degli abissi, invita a mettere in contatto la propria coscienza con l’inconscio, contatto attraverso il quale si può attingere all’infinito Oceano di Conoscenza che permea la Creazione. Jainimya è uno Spirito affine al Segno Zodiacale dei Pesci.

Gli Spiriti dell’Universo

Reggenti dei grandi equilibri dell’Universo intero, superiori di grado all’uomo, vicinissimi agli Angeli, custodi di verità straordinarie…
Essi sono gli Spiriti dell’Universo (alcuni sostengono l’esistenza di un solo Spirito – Dio -, di cui tutti gli altri Spiriti sarebbero derivazioni). Gli Spiriti non sono isolati, ogni pensiero di ciascuno Spirito si riflette in varia misura sugli altri Spiriti, e questo continuo scambio di pensieri ed informazioni produce, in ciascuno Spirito, una rappresentazione degli altri Spiriti e dei loro pensieri. Questa rappresentazione soggettiva viene chiamata Realtà. L’insieme di tutte le Realtà è l’Universo.
Ogni Spirito è libero, può volontariamente cambiare la propria Realtà, e può indurre rappresentazioni particolari dei propri pensieri nelle altre Realtà. A volte più Spiriti si riuniscono e concertano una Realtà comune; altre volte Spiriti dotati di forte volontà producono una Realtà che poi mostrano ad altri, forzando le Realtà altrui ad accettare l’intrusione della propria.
Il numero degli Spiriti che concorrono all’Universo non è costante: si assiste talvolta alla nascita di una nuova Realtà, il cui produttore viene subito accolto dagli altri Spiriti. Accade anche che uno Spirito si scolleghi dal flusso delle Realtà, e scompaia.
Nulla sappiamo del numero totale degli Spiriti, ma non avrebbe senso chiedersi quanti siano gli Spiriti in tutto, sarebbe come chiedersi quanto è grande l’Universo…

ESERCITATORI DEL CAOS
Demoni di alto rango, che potremmo anche definire “diavoli“, essi sono entità che usano le paure che ci appartengono, quelle più profonde, e le usano contro di noi fino a farci perdere il senno a tal punto, da non riuscire più a distinguere ciò che è reale, da ciò che essi proiettano nella mente…
Gli Esercitatori del Caos creano tutta una serie di fenomeni caotici, perfettamente concatenati l’un l’altro, potremo dire a regola d’arte, affinché gli stessi producano un certo quantitativo di energia, attraverso le nostre emanazioni di emozioni a basse frequenze. Essi si nutrono di queste nostre emozioni “negative”, ne stimolano in noi quante più possibili e il soggetto “attaccato” non si rende conto, crede che le proiezioni mentali, i pensieri ossessivi e il riaffiorare delle paure che il suo essere contiene, siano dovute a fonti varie di stress, o di individui che gli stanno attorno nel mondo in cui vive.
Il rimedio che ogni essere può adottare per togliersi questa sorta di catene invisibili, è di vibrare ad alta frequenza, ovvero provare emozioni “superiori”.

I PULITORI
Essi ristabiliscono il benessere psico-fisico e l’Ordine Cosmico, reggono l’Equilibrio Cosmico.
Provate a immaginare di aver compiuto un gesto che possa mettere fuori posto l’ordine Cosmico, come per esempio, lanciare un desiderio controverso.
Cosa s’intende per desiderio controverso: “Vorrei tanto trovare un portafogli pieno di soldi”; “vorrei avere avuto io la promozione di…”, dunque sono desideri che toccano cose di altri, o peggio che implicano che qualcuno perda qualcosa, o peggio ancora se per ottenere cose del genere eseguiamo dei riti, accendiamo candele e facciamo magia, che in tal modo diventa “nera”…
Bene, ecco che i Pulitori aiutano a ripristinare l’entalpia.
L’entalpia, indicata con H, tecnicamente è una funzione di stato che esprime la quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l’ambiente: essa è definita dalla somma dell’energia interna, e del prodotto tra volume e pressione di un sistema.
Per le trasformazioni che avvengono a pressione costante, in cui si ha solo lavoro di tipo meccanico, la variazione di entalpia è uguale al calore scambiato dal sistema con l’ambiente esterno. Per le trasformazioni che avvengono sia a pressione che a volume costanti, l’entalpia coincide sia col calore (Q), che con la variazione di energia interna (ΔE) che si è avuta durante il processo.
Dunque reazione interna = alla reazione esterna, essi commutano le energie spurie, mantenendo il sistema in equilibrio.
Spesso si attivano da soli, altre volte li si può invocare, ma bisogna sapere come fare… Non improvvisate!
I Pulitori sono a volte alleati utili, cancellano le memorie di coloro che hanno subito shock forti.
Avete mai avuto la sensazione di déjà-vu? I déjà-vu sono solo piccole reminiscenze, ed è loro compito spostare le nostre coscienze avanti e indietro nel tempo…
Quando capita è bene chiedere loro la spiegazione, concentratevi sulla risposta perché arriverà…

LE EMERGENZE
Utilissime e potenti compagne del rango angelico, sono quelle con più potere per toccare gli uomini, ci salvano continuamente…
Sono creature molto affabili, sotto il dominio degli Angeli Maggiori, sostengono il genere umano e ci proteggono, appunto, nelle emergenze.

LE NEBBIE
Candide offuscatrici di menti e cuori, sono custodi di segreti e verità antiche, conoscono ogni cosa dalla nascita del mondo.
Adorabili, nascondono e a volte confondono… quando state per dire una verità e perdete il filo del discorso, uno Spirito delle Nebbie è sicuramente nei paraggi… Oppure quando siete in un posto affollato e nessuno pare vedervi? Sempre loro…

I DESIDERI
Custodi del segreto del cuore, delle umane creature, sono vere e proprie intelligenze che custodiscono forzieri carichi di ori… raccolgono tutto ciò che desideriamo e in cui poi non crediamo, dunque i Desideri raccolgono i desideri del cuore degli uomini e li trasformano in ori e argenti, e ricchezze sfavillanti…
Fiere ed energiche, potreste provare a chiederne l’aiuto per realizzare un desiderio, ma sempre a patto che non danneggi nessuno e non tocchi cose di altre persone.

I RITROVATORI
Intelligenze che dominano tempo e spazio, amano il blu e le candele alla vaniglia, possono essere chiamati ed aiutarvi a ritrovare le cose perdute, grazie all’intervento delle Fate, loro esercitatrici.
Se proprio non riuscite a ritrovare qualcosa, chiedetene l’intervento, specie se per strada avete perso la direzione, ma anche per ridare direzione alla vostra vita.

I DIPANATORI
Lo dice la parola stessa: essi aprono alla vita, alla ricchezza, alla guarigione. Entità di capacità molteplici, liberano la via, aprono la nebbia o aiutano a tirarsi fuori dalle situazioni ingarbugliate. Aprono la mente e il cuore di chi non vuole ragionare o non vede soluzioni.
Un po’ di miele vicino a un faggio, in un giorno assolato, chiedete e otterrete.

I GUARITORI
Sono Angeli, sono i potenti guardiani della terra: la curano e curano tutte le creature della terra. I Guaritori sono le guide di tutte le persone umane che praticano la ricerca della guarigione, sono molto potenti e veramente dei grandi amici.

GLI PSICHICI
Anch’essi angelici, hanno poteri psichici straordinari. Sono i custodi del sesto e settimo senso, custodi delle premonizioni e delle intuizioni, e insegnano a implementare le capacità tipiche del pensiero umano.
Nelle notti di luna piena, indossando labradorite e pietre di luna, sonnecchiando alla luna, farete scoperte e sogni stupendi. Chiedete loro di guidarvi e ringraziatene sempre la presenza…

I RICICLATORI COSMICI
Profeti e Angeli, hanno contribuito al risveglio delle coscienze riguardo al riciclare e proteggere l’ambiente. Anche se il loro compito si svolge su sfere alte e diverse, se un grande Essere ha camminato sulla terra e non è stato compreso, loro raccolgono e conservano trasformandolo in concetti più semplici il suo sapere, e così istruiscono le nuove anime prima che nascano alla vita umana.
I Riciclatori mettono l’energia della psiche dell’eletto incompreso a portata di tutti i posteri, così nascono individui più evoluti e disposti a generare insieme l’evoluzione dell’uomo. Amici magici molto utili, aiutano a non disperdere le energie impiegate nelle preghiere e nei rituali, e inoltre hanno stimolato le nostre coscienze verso la capacità e la comprensione di quanto sia utile riciclare…

I Semi delle Stelle

I “Semi di Stelle” vivono sperimentando la solitudine, la separazione che sono proprie della natura umana, ma contemporaneamente hanno la sensazione di essere estranei a questo pianeta: considerano, infatti, sconcertanti e del tutto privi di logica i comportamenti e gli obiettivi perseguiti dalla nostra società. Essi sono molto spesso restii nel coinvolgersi in istituzioni sociali come la politica, l’economia, l’assistenza medica… Anche in precocissima età tendono, infatti, ad individuare con estrema lucidità il lato nascosto di questi organismi.
I “Semi di Stelle” sono descritti come esseri evoluti provenienti da un altro pianeta, da un altro sistema solare o da un’altra galassia ,con la missione specifica di aiutare il pianeta Terra e i suoi abitanti a entrare nell’Età dell’Oro alla fine del millennio.
Queste entità si sono incarnate come gli esseri umani, e cioè nelle loro stesse identiche condizioni di isolamento e totale amnesia riguardo alla propria identità, le altre vite, le origini e le missioni. Ciononostante i loro geni possiedono un codice che racchiude un segnale di  risveglio creato espressamente per “attivarli” a un momento prefissato.
Il risveglio può essere dolce e progressivo, ma anche drammatico ed improvviso. In ogni caso la memoria ritorna in modo graduale, così da permettere ai “Semi di Stelle” di assumere la responsabilità delle loro missioni in piena consapevolezza.
Contemporaneamente si rafforza il legame con il loro Sé Superiore, cosa che permette loro di essere guidati dalla consapevolezza interiore. Numerosi “Semi di Stelle” hanno acquisito l’abitudine di disfarsi rapidamente dei fardelli spirituali: possono sbarazzarsi degli schemi di comportamento e delle paure inibitorie in qualche anno, mentre a parecchi esseri umani occorrerebbero vite intere. Questo è dovuto al fatto che essi hanno già vissuto una missione simile su altri pianeti, vi sono abituati e, di conseguenza, possiedono le tecniche necessarie a innalzare le coscienze.
Per loro i concetti di navi spaziali, viaggi intergalattici, fenomeni paranormali e forme di vita intelligente in altre galassie sono, ovviamente, logici e naturali.La Missione dei “Semi di Stelle”
I “Semi di Stelle” sono stati selezionati in altre galassie ed ancora più lontano, proprio per portare a termine un compito dei più difficili in una dimensione densa come la nostra. E sono pochi gli esseri che si offrirebbero volontari per impegnarsi in questo compito, rischiando di dimenticare chi sono e di perdere il loro legame con il proprio Sé superiore e divino.
Benché tali individui non rappresentino che una trascurabile percentuale di popolazione terrestre, la loro missione è molteplice e di ampio raggio. Innanzitutto devono vivere la loro vita fisica e ricordare chi sono realmente. Avvenuto questo, sono stimolati a trasformarsi per ritrovare la loro completezza, il loro equilibrio e l’unione con il Sé interiore. Quando essi diventano consapevoli di chi sono veramente, soltanto allora possono cominciare ad aiutare gli esseri evoluti di questo pianeta, per permettere alla luce di approdare sulla nostra Madre Terra.
I “Semi di Stelle”, inoltre, fanno parte dell’Intervento Divino che giunge nella nostra realtà fisica da dimensioni superiori: il pianeta non può sopravvivere senza l’Intervento Divino sprigionato dal nostro Creatore.
Queste entità sono gli anelli mancanti che chiudono il cerchio tra gli Spiriti dell’Universo e le Gerarchie Spirituali, gli Elohim e i Signori del Tempo che, insieme, lavorano d’intesa per aiutare il pianeta.
I “Semi di Stelle” sono svegli e pronti a far scendere la luce impegnandosi in riti, meditando e concentrandosi con energia sulle situazioni che devono essere cambiate per il bene di tutti.

Gli Angeli

Splendidi esseri di luce, nostri compagni di sempre…
Etimologicamente la parola “angelo” deriva dal greco “angelos” che vuol dire “messaggero”.
Essi sono i messaggeri di Dio e il loro Cielo è sulla Terra, perché è qui che ciascuno di essi compie il lavoro che Dio loro affida.
Ognuno di noi è abituato a vivere in un mondo materiale ed è facile dimenticare quello spirituale che ci vive attorno. Non riusciamo a “vedere”, a “sentire”, ma Loro esistono. Gli Angeli non ci abbandonano mai. Sta a noi riattivare i canali di comunicazione sepolti dal fragore della nostra quotidianità, pervasa dalla brama e dai desideri inutili. Essi sono i nostri amici, i nostri protettori, coloro che ci aiutano nella battaglia contro il “male”.
Gli Angeli sono puri spiriti, intelligentissimi, con ognuno una personalità ben distinta. Si può dire che l’Angelo è l’IO nel suo più pieno significato, la completa coscienza di sé; più reale, di ogni realtà materiale, esso è concentrazione, nucleo, vetta suprema.
Sono creature delicate e sottili, dotate della stessa potenza degli Arcangeli. Sono pura essenza d’amore, invulnerabili, incorruttibili e privi del decadimento che caratterizza l’uomo.
Vivono in un’altra dimensione e sono dotati di libero arbitrio. Comunicano con noi attraverso il linguaggio dei segni, dei sogni, delle emozioni e, se previsto dal nostro Karma, si rivelano con manifestazioni eclatanti.
Gli Angeli non hanno un involucro materiale come noi, ma sono occhi che vedono, mani che toccano, cuori che amano…
Come l’uomo, ogni Angelo ha una sua personalità distinta. Non esiste un Angelo uguale a un altro, ognuno è un universo a sé.

La Gerarchia e la Classificazioni degli Angeli

Serafini
Il loro nome significa Ardenti. Conservano l’energia divina e assorbono la divinità e lo splendore di Dio; pur non conoscendo quella che sarà la Volontà Creatrice, essi possiedono fra le loro mani l’energia primordiale e la rendono disponibile nel momento in cui dovrà manifestarsi.

Cherubini
Il loro nome significa Colui che prega. Ricevono l’onda del Pensiero Divino, e dai Serafini l’energia per realizzarlo. Creano l’elemento in base al Progetto, distribuiscono e organizzano le leggi e le strutture. Per tale motivo, li conosciamo quali guardiani dell’Arca dell’Alleanza e della Porta del Paradiso.

Troni
Spiriti sublimi calmi e puri, danno la giusta collocazione nel tempo e nello spazio, il momento e il posto giusto quando una cosa si deve manifestare, affinché accada il volere di Dio.

Dominazioni
Stabiliscono i confini entro i quali l’elemento creato potrà agire, nel pieno rispetto delle leggi statiche e dinamiche che i Cherubini hanno stabilito in precedenza, confini entro cui la nuova creazione potrà muoversi interagendo con perfetto sincronismo e armonia, in ottemperanza alle leggi universali.

Virtù
Definiscono quali saranno le caratteristiche dell’elemento creato, stabiliscono pertanto la forma, il colore, la dimensione, il profumo, la temperatura. Da questo momento in poi l’elemento è pronto per scendere nei piani della materia manifestandosi, sia esso un fiore o una galassia.

Potestà
Caricano l’elemento creato dell’energia vitale più adatta alla sua specie. Praticamente formano i suoi corpi sottili, infondono il “prana”, che è portatore di vita, modelleranno l’aura che permetterà l’espressione del Sé e difendono dall’attività eversiva delle forze maligne.

Principati
Sono i protettori delle manifestazioni religiose e di culto che stabiliscono e conservano i legami tra creature e Creatore; costituiscono il ponte tra la manifestazione materiale e l’essenza spirituale.

Arcangeli
Custodiscono gli archetipi dello specifico elemento creato, collocato nel mondo materiale. Sovrintendono direttamente all’attività degli Angeli posti a custodia di ogni singolo elemento. La parola Arcangelo è composta da due termini, e deriva dal greco essere a capo e messaggero.

Angeli
Angeli Custodi delle singole entità, siano queste esseri umani, appartenenti ai regni vegetale e minerale, oppure oggetti costruiti dall’uomo.

Angeli Costruttori delle forme
Lavorano all’interno dei quattro Elementi e dell’etere cosmico che li contiene. In pratica si occupano di mantenere correttamente saldo nella materia il Progetto Divino lasciando all’Uomo la possibilità, tramite il libero arbitrio, di far progredire ed evolvere tale Progetto.
La categoria degli Angeli è dunque quella più vicina agli esseri umani, e opera direttamente sulla loro natura energetica.

Gli Angeli dei Punti Cardinali

L’Angelo del Nord
È l’Angelo legato all’elemento Terra, regna sulle stagioni, sui frutti e sul lavoro dell’uomo. Oggi lo chiameremmo, a ragione, l’Angelo dell’Ecologia.
Il suo colore è il verde brillante delle foglie primaverili o delle tenere distese erbose.
Per la sua posizione è anche chiamato “la sentinella della Notte” o il “guerriero dell’Ovest“.
È l’Angelo che accoglie le anime di coloro che muoiono dal tramonto all’alba e le conduce verso la Luce, affinché il buio non le confonda. Custodisce la crescita spirituale degli uomini, rafforzando in essi la consapevolezza e la determinazione.
La sua protezione tiene lontani i Deva maligni e le forze oscure, dissipa gli incubi notturni, soprattutto dei bambini. Gradisce l’offerta di fiori, di frutta e dei loro delicati profumi. Difende cose e persone dai pericoli che provengono dalla terra e dai suoi movimenti: frane, terremoti…

L’Angelo dell’Est
È il reggente dell’elemento Aria, governatore dei venti e della neve. Ha una candida veste e si libra silenzioso sulle immense distese polari, ma anche sulle calde zone desertiche.
Il suo Sé non è legato alla temperatura fisica, ma alla vibrazione di pace e serenità che gli giunge dai luoghi. Custodisce le grandi superfici disabitate e rifugge i luoghi affollati e il rumore. Per questa sua caratteristica è anche definito l’Angelo del Silenzio o il Custode della Pace. Questo suo essere solitario non lo rende però indifferente al genere umano, anzi, lo affianca svolgendo un ruolo molto importante.
È il custode dei desideri e delle speranze degli uomini, ma anche dei loro segreti.
È l’Angelo consolatore di chi ha perso una persona cara, può intervenire nei pensieri e nei sogni di chi soffre, portandovi sollievo. Interviene per placare l’ansia, per spegnere il fuoco del rancore e, con la stessa dolcezza, per domare la furia degli elementi quando si scatenano nelle tempeste. Ama l’offerta di incenso e di petali di fiori bianchi. Protegge sia i luoghi geografici che gli uomini dai pericoli dovuti al gelo, alla neve e agli uragani.
Va ricordato che, all’interno della furia degli elementi, si scatenano i Deva oscuri. Così come gli Angeli di Luce hanno il compito di proteggere, guidare, custodire ciò che è stato loro affidato, allo stesso modo i Deva opposti, quelli Oscuri, hanno il compito di distruggere, confondere, spezzare gli equilibri…
L’Angelo dell’Est è il dominatore dell’elemento Aria e corrisponde al segno dell’Acquario. La tradizione astrologica occulta, lo abbina al pianeta Urano.

L’Angelo del Sud
Angelo solare, con una splendente veste del colore della fiamma, è il reggente della luce, del Fuoco, del calore. È l’Angelo della comunicazione, della parola, è colui che suscita gioia e amore nel cuore degli umani.
Probabilmente è anche il responsabile di tanti “colpi di fulmine”, poiché suscita la fiamma dell’innamoramento, della simpatia, ma anche della compassione e della solidarietà. In quanto “portatore di fiamma”, porta anche la scintilla della vita al mondo animale e vegetale.
È colui che distribuisce il prana, quindi la vitalità, l’energia fisica, il dono della guarigione. È il custode delle azioni dell’uomo, delle decisioni attive, del movimento dinamico, del coraggio, ma anche del benessere materiale.
La sua presenza dissolve le nebbie grigie dell’odio, della tristezza, della disperazione. Riesce a infondere ottimismo nelle persone scoraggiate e a guidare i deboli verso la capacità di lottare.
Protegge dai pericoli che provengono dal Fuoco, poiché è il Signore di questo elemento.
La sua lotta contro i Deva di segno contrario è volta a mantenere l’equilibrio tra il fuoco che dà la vita, e quello che divora e distrugge. La sua energia è il fuoco germinante della Creazione, e a lui è affidata la crescita di tutte le cose viventi nei quattro Regni della Natura.

L’Angelo dell’Ovest
È un Angelo dalla vasta aura turchina, reggente dell’elemento Acqua, da quella simbolica che rappresenta il futuro da rivelare, a quella reale degli oceani. È colui che vela le visioni e i sogni notturni per evitare che siano troppo chiari e che, interpretati in anticipo, compromettano il regolare svolgimento del Piano.
È anche denominato “la sentinella dell’Aurora”, perché simbolicamente ogni mattina accoglie fra le sue mani il disco solare che emerge dalla notte e lo accompagna nel suo percorso lungo l’arco del cielo. Ed è proprio al primo bagliore del sole che quest’Angelo si rende talora visibile ai mortali, in quell’arcano momento fra l’ultima ombra della notte e la prima luce del mattino.
È il governatore dell’inconscio e del profondo, signore dell’intuizione e della precognizione. Sorveglia la realizzazione spirituale e materiale del cammino umano. Proprio per questo suo compito di accompagnare il cammino “dalle tenebre alla luce”, quest’Angelo è ritenuto il custode del futuro dell’uomo. Conosce lo svolgersi degli eventi e li rende comprensibili poco per volta, mentre accompagna il cammino dell’evoluzione.
Ama l’offerta di acqua limpida in coppe di cristallo. La sua protezione guiderà gli uomini che a lui si affidano nell’effettuare le scelte giuste. Armonizza i piani materiali di vita quotidiana con il Grande Piano, e allontana i pericoli che giungono all’imprevisto, dalla distrazione, dalla follia e naturalmente dall’Acqua che è il suo elemento.

Angeli Caduti (Angeli Neri)

Gli Angeli Neri sono gli Angeli ignavi che, ai primordi dell’universo, non si sono schierati né con le forze del Male né con quelle del Bene. Sono esseri magici che vengono poi rinchiusi in umani scelti tra coloro che, tentato il suicidio, in extremis si sono pentiti: quando un Angelo Nero penetra con i suoi poteri magici e paranormali nel suicida, gli offre la possibilità di redimersi, consistente nel portare dentro di sé una doppia identità, quella umana e quella angelica.
Questa possibilità di redenzione è però sentita dagli umani come una sorta di dannazione, poiché i rinati non potranno più avere una vita sociale indipendente dai doveri di quella magica: l’accrescere e il perfezionarsi dei poteri sarà possibile solo a chi riuscirà a conciliare le due identità.
Gli umani posseduti dagli Angeli Neri, i rinati, in ogni caso cercano di condurre un’esistenza il più possibile “normale”. Alcuni si radunano in clan per condividere esperienze e crescere assieme, altri conducono una vita solitaria, altri nomade. Gli Angeli Neri durante le loro peripezie sono aiutati, appoggiati e contrastati da esseri più o meno magici. La caratteristica peculiare dei Rinati è la neutralità, in pratica non prendono posizione nei conflitti celesti e terreni, ma essi hanno comunque attitudini relative alla propria indole umana.
Gli spiriti di Angeli che entrano nei corpi umani prescelti e gli altri personaggi secondari dotati come loro di poteri, provengono da dimensioni parallele a quella terrestre e comunicanti fra di loro mediante dei portali (accessibili a pochi), i quali sono stati chiusi agli umani nella notte dei tempi.
Quelli che gli umani chiamano Dei (Osiride, Kalì, Cthulhu, Ishtar, Odino, Zeus…) sono esseri provenienti da tali dimensioni. Costoro hanno assoggettato la mente e lo spirito degli uomini, dando origine ai vari culti e religioni nelle diverse epoche e civiltà. Nelle loro dimensioni hanno sì poteri, comuni agli altri abitanti di esse, ma quella terrestre in particolare li accentua, e per questo lottano per il suo dominio.

L’Angelo Custode

Non c’è bisogno di essere santi per accorgerci che siamo “tutti” protetti dagli Angeli, soprattutto dal nostro Angelo Custode. Se soltanto ci fermassimo un momento in ascolto, sentiremmo la sua presenza… lieve come un sussurro. Ascoltiamolo. Gli Angeli Custodi sono Angeli incaricati della custodia degli uomini. Il trovare un vero amico che ci aiuti e sia tutto dedicato a noi con amore, con costanza e con disinteresse, è cosa ben difficile. Non è così per l’Angelo Custode, un vero amico sicuro, fedele, unico nel suo genere che ci accompagna per comando divino, con amore e senza apparire. Se abbiamo un Angelo vicino per assisterci non è per condiscendenza sua o nostra volontà, ma per decreto di Dio. Questa sua disposizione garantisce la presenza dell’Angelo Custode, vicino a ognuno di noi indipendentemente dalla nostra santità, l’abbiamo sempre, dalla nascita alla morte. L’assistenza è perfetta perché l’Angelo è creatura perfetta che ubbidisce al Piano Divino senza debolezze, ritardi, infedeltà.

L’Angelo dell’Amore

Nella mitologia romana, il Dio dell’Amore è Cupido, figlio di Venere e Vulcano, mentre nella mitologia greca corrisponde a Eros (in origine Egli è figlio del Caos, l’abisso buio e silenzioso da cui nacquero tutte le cose, e personificazione dell’Armonia), rappresentato generalmente come un fanciullo alato con arco e faretra sulle spalle (contenente frecce magiche), a volte bendato per ricordare la cecità dell’amore, e descritto come un ragazzo dispettoso che si diverte a colpire uomini e Dèi con le proprie frecce d’argento per farli innamorare perdutamente. In seguito viene visto come giovane bello e affascinante accompagnato da Imero, “Desiderio”, e Foto, “Bramosia”.
Cupido è uno dei più famosi simboli dell’amore. Con le sue frecce Cupido poteva suscitare la passione amorosa tanto negli uomini quanto negli Dei.
Tutto ruota intorno all’amore. Molti collegano subito alla parola “amore” l’idea di una sessualità soddisfatta. Tuttavia, per quanto possa essere stata profanata la parola amore, ognuno nel suo cuore anela all’amore. Ognuno ha una gran voglia di essere amato incondizionatamente dagli altri, e divinamente gioisce quando s’innamora di una persona che gli ricambia l’amore. Allora qualcosa fiorisce dentro, d’improvviso il suo volto irradia gioia.
L’amore, ci dicono le fiabe, è capace di resuscitare alla vita uomini pietrificati, è in grado di far tornare uomini le bestie e anche i mostri, riesce a trasformarli in bellissimi principi e principesse, amabili e desiderabili, capaci di essere felici, e di rendere felici persone che erano dominate da un perfido istinto (che nelle fiabe è rappresentato dalla bestia), o persone incantate da una strega e soggiogate da ostili proiezioni.
Ma l’amore è qualcosa di più, che essere innamorati. È anelito originario e profondo dell’essere umano non solo riuscire ad amare qualcuno, ma anche trasformare se stessi in amore. Chi è diventato amore ama tutto ciò che gli sta attorno, incontra ogni altro essere con amore pieno e fa sgorgare in lui la vita. Tutto ciò che lui fa è segnato da questo amore. Il suo lavoro sgorga dall’amore. Se canta, canta perché ama, perché il suo amore cerca di esprimersi. Il suo respiro, è pieno d’amore… parla d’amore.
Da tempo immemorabile dunque, riferendosi all’amore, si parla dell’Angelo dell’Amore. A colui che si ama si dice “Sei un angelo”, infatti quando ci viene dato di sperimentare l’amore, abbiamo la sensazione che un Angelo sia entrato nella nostra vita.
Noi abbiamo bisogno di Angeli che ci introducono nel mistero dell’amore, che ci mettano in contatto con la sorgente dell’amore che zampilla in noi, ma che spesso è un po’ otturata o intorpidita dalle nostre emozioni malate. Noi, però, dobbiamo comportarci con avvedutezza con l’Angelo dell’Amore, non bisogna chiedergli troppo, lui può solamente trasformare il materiale che noi gli presentiamo. Se si reprimono e si tengono nascosti i sentimenti di aggressività, l’Angelo non li può penetrare con il suo amore, allora essi restano in noi come i fondi del caffè.
Un po’ alla volta essi disturberanno i nostri tentativi d’amore, porgiamo al nostro Angelo dell’Amore tutto ciò che è in noi, anche la rabbia e il risentimento, anche la gelosia e l’angoscia, anche il tedio e la delusione. Tutto dentro di noi, infatti, potrebbe essere trasformato dall’amore, in amore. Bisogna lasciarci accompagnare dappertutto dall’Angelo dell’Amore, portarlo con noi nei conflitti che si hanno sul luogo del lavoro, nelle discussioni in famiglia, nel matrimonio o con gli amici.
L’Angelo dell’Amore non è una crosta di zucchero da spalmare su tutto, ma egli vorrebbe trasformare la nostra vita. Non vieta nulla, non proibisce di provare rabbia, non esige che noi non ci sentiamo offesi. Egli vorrebbe soltanto che lasciassimo illuminare da lui tutto ciò che proviamo. Allora vedremo in una luce diversa i nostri conflitti, e anche le nostre paure.
Questi però non scompariranno, e non ci saranno sempre soluzioni rapide e facili. L’Angelo dell’Amore ama soprattutto la verità, vorrebbe che voi osservaste con attenzione ciò che vi accade, che prendeste sul serio i sentimenti che provate nel conflitto, ma vorrebbe anche che non vi aggrappiate ai vostri sentimenti feriti e che li lasciate mettere in discussione per mezzo dell’amore.



I Diavoli

Quando pensiamo al Diavolo, o ai Diavoli, immaginiamo un’entità spirituale o soprannaturale malvagia, distruttrice, menzognera e contrapposta a Dio, al bene e alla verità. Questa figura, come tale viene descritta in numerose religioni, rappresenta per esse, in sintesi, il Male. Ciò non è del tutto errato, ma neanche completamente veritiero, o comunque i Diavoli, in realtà, non sono effettivamente quelli presenti nell’immaginario collettivo o religioso di tutti i tempi.
Per darne una specifica connotazione, possiamo dire che esistono delle “forze” che non vogliono permettere all’essere umano di risvegliarsi a una nuova consapevolezza, in quanto preferiscono che egli continui a dormire servendo i loro scopi come un automa. Sono esseri affamati di energia, di brama di potere e indipendenza.
Il male può solo illudersi di opporsi per un tempo limitato, ma non ha alcuna speranza di riuscita a livello universale. Relativamente alla nostra coscienza però le conseguenze possono essere gravi, in quanto il desiderio stesso di raggiungere un obiettivo operando in senso inverso alla creazione, comporta di per sé la possibilità di determinare uno stato di notevole disordine.
Dal punto di vista della coscienza cosmica si tratta di un istante di smarrimento, una breve decelerazione nell’infinita corsa del fiume della Vita, un circoscritto tentativo senza alcuna speranza… e il problema in sé non sussiste. Ma dal punto di vista della coscienza umana e della sua sfera temporale, siamo di fronte alla possibilità che miliardi di anime (quelle più giovani e quindi meno pronte al balzo quantico) rimangano intrappolate nell’illusione duale e debbano subire milioni di anni di «perdizione», ossia di ritardo evolutivo.

Gli Spiriti e i Demoni

I Fantasmi (Spiriti)
Il concetto di fantasma (o spirito, ectoplasma, corpo astrale), si ritrova in parecchie culture ed è sostenuto da esperienze condivise da moltissime persone.
Per comprenderlo bene, è necessario chiarire alcuni concetti fondamentali della Scienza della Realtà.
In quanto esseri viventi, noi siamo entità spirituali che abitano un corpo in questa dimensione, il corpo fisico, il quale è una specie di involucro, quello più “esterno” e visibile. Esiste però anche un altro involucro, più interno e meno visibile al livello grossolano, che alcuni chiamano “mente” e altri “corpo astrale”. Questo corpo, composto di materia sottile, è a sua volta costituito da diversi involucri concentrici, ma per semplicità, lo considereremo semplicemente il “corpo sottile”.
Il corpo astrale è la proiezione mentale che noi ci facciamo di noi stessi. In quanto tale, spesso corrisponde come forma e aspetto al corpo grossolano, ma può anche darsi che sia diverso, a seconda della nostra identificazione. Per esempio, il corpo astrale non presenta mutilazioni, a differenza di quello che può accadere sul piano grossolano. Chi avesse perduto una gamba o un braccio in un incidente ha comunque un corpo astrale completo e funzionale.
Questo corpo astrale racchiude l’entità spirituale non differenziata, la scintilla divina che costituisce il nostro sé più intimo, e ci porta qua e là per l’Universo, a seconda delle tendenze e dei desideri che la nostra mente ha sviluppato. Esso è collegato al corpo grossolano dalla “corda d’argento”, che mantiene il collegamento durante i cosiddetti “viaggi in astrale”, ovvero i viaggi che noi facciamo in particolari condizioni (sogno, meditazione, coma, trauma).
Al momento della morte si verifica una condizione simile, ma allo stesso tempo diversa: possiamo paragonare i nostri viaggi in astrale durante la vita a brevi gite e passeggiate, dopo le quali torniamo sempre a casa, mentre la morte è un trasloco completo, in cui lasciamo definitivamente la casa in cui abbiamo abitato.
Alcune persone non si sentono ancora pronte a lasciare l’ambiente al quale si sono abituate, oppure hanno subìto una morte violenta, e non riescono a distaccarsi per proseguire nel loro viaggio: quasi tutti hanno bisogno di un periodo di “adattamento” che può durare, per le persone normali, fino a 40 giorni. Il buddhismo tibetano, che conosce molto bene l’arte dei viaggi astrali (grazie alla grandissima esperienza tantrica), ci ha fornito un testo fondamentale, che tutti dovrebbero leggere ed applicare: il Bardo Thodol, il Libro Tibetano dei Morti. Queste persone particolarmente confuse, particolarmente legate da odio o attaccamento, o particolarmente identificate con la forma materiale del corpo grossolano e delle sue relazioni, diventano “fantasmi” per un periodo più o meno lungo, cioè fino a quando riescono a superare la confusione, l’odio, l’attaccamento e la sofferenza, e nel frattempo, siccome sono frustrati dall’impossibilità di godere dei sensi e della materia, di comunicare e di relazionare, creano un’immensa sofferenza a se stessi e agli altri, dal momento che spesso cercano di attaccarsi come “sanguisughe” psichiche a coloro che un corpo materiale lo hanno ancora.
Per questo motivo è molto pericoloso partecipare a sedute spiritiche, gli spiriti che vengono evocati sono generalmente arrabbiati, frustrati, e disposti a mentire e ferire pur di provare qualche sensazione e comunicare con altri.
Tutto il satanismo, l’evocazione di spiriti, la Magia Nera, si basano su questo concetto fondamentale; poiché tra il Mago e lo spirito si stabilisce una specie di legame di dipendenza (il Mago nutre lo spirito con la sua energia psichica, lo spirito lo “serve” soddisfacendo molte delle sue richieste), le persone ignare e sempliciotte sono convinte che si tratti di un buon affare. Purtroppo non è così.
Gli spiriti si classificano in tre ordini:
Primo Ordine. Spogliati di tutte le impurità della materia. Avendo attinto alla somma perfezione di cui è suscettibile la creatura, essi non subiscono più né prove, né aspirazioni. Non essendo più soggetti alla reincarnazione in corpi mortali, esiste per essi la vita eterna che vivono in seno a Dio.
Essi gioiscono di una felicità inalterabile, perché non soggetti ai bisogni e alle vicissitudini della vita materiale, ma questa felicità non è quella di un’oziosità monotona che trascorrono in perpetua contemplazione, sono Ministri di Dio del quale eseguono gli ordini per mantenere l’armonia universale. Comandano tutti gli spiriti inferiori, li aiutano a perfezionarsi ed assegnano la loro missione: assistere gli uomini nelle loro angosce, eccitarli al bene o all’espiazione delle colpe che li allontanano dalla felicità Suprema, è per essi una dolce occupazione.
Gli uomini possono entrare in comunicazione con loro, ma ben presuntuoso sarebbe chi pretendesse di tenerli ai suoi ordini. È a torto che taluni li designano col nome di Spiriti Increati. Tali sarebbero, per tutta l’eternità, pari a Dio; certi spiriti si sono avvalsi di questa espressione, ma non in tal senso; essi alludevano a spirito non ancora incarnato e che, da tal punto di vista, non sarebbe stato creato come gli uomini.
Secondo Ordine. Hanno il predominio dello spirito sulla materia e il desiderio del bene. Le loro qualità e il loro potere per fare il bene, sono in ragione del grado al quale sono arrivati; gli uni hanno la scienza, gli altri la saggezza e la bontà; i più progrediti uniscono il loro sapere alle qualità morali. Non essendo ancora completamente smaterializzati, essi conservano il loro rango, le tracce dell’esistenza corporale, sia nella forma del linguaggio che nelle loro abitudini, nelle quali non è tuttora sparita qualcuna delle loro manie, altrimenti sarebbero spiriti perfetti. Essi comprendono Dio e l’infinito e gioiscono, sono felici del bene che fanno e del male che impediscono. L’amore che li unisce è per essi la sorgente di una felicità ineffabile, non alterata né dall’invidia, né dai pentimenti e dai rimorsi, né da alcuna delle cattive passioni che sono il tormento degli spiriti imperfetti, ma tutti hanno ancora delle prove da superare sino a che non abbiano raggiunto la perfezione assoluta.
Come spiriti essi suscitano dei buoni pensieri, allontanano gli uomini dalla via del male, proteggono nella vita coloro che ne sono degni e neutralizzano l’influenza degli spiriti imperfetti. Quelli nei quali si incarnano sono buoni e benevoli verso i loro simili; essi non sono mossi né dall’orgoglio, né dall’egoismo e dall’ambizione, non provano odio, rancore, invidia, gelosia, e praticano il bene per il bene.
A quest’ordine appartengono gli spiriti designati nelle credenze popolari sotto il nome di buoni genii, genii protettori, Spiriti del bene, e ai tempi della superstizione venivano considerati come divinità benevoli.
Terzo Ordine. Hanno il predominio della materia sullo spirito. La loro propensione è al male, ignoranza, orgoglio, egoismo, e tutte le cattive passioni che ne derivano. Essi hanno l’intuizione di Dio, ma non lo comprendono. Non sono tutti essenzialmente cattivi, in alcuni vi è più leggerezza, incoerenza e malizia che vera perversità. Gli uni non fanno né bene né male, ma solo per il fatto che non fanno del bene, si può denotarne l’inferiorità. Altri invece si compiacciono del male e sono soddisfatti quando hanno l’occasione di farlo.
Quale che sia il loro sviluppo intellettuale, le loro idee risultano poco elevate e i loro sentimenti più o meno abbietti. Le loro conoscenze attorno al mondo spiritico sono limitate, e quel poco che sanno si confonde con i pregiudizi e le idee della vita corporale. A chi li evoca non possono che fornire notizie false e incomplete, ma l’attento osservatore trova sovente nelle loro comunicazioni, per quanto imperfette, la conferma delle grandi verità insegnate dagli spiriti superiori. Il loro carattere è rilevato dal loro linguaggio. Ogni spirito che nelle sue comunicazioni tradisce un cattivo pensiero, può essere destinato al terzo ordine; di conseguenza ogni cattivo pensiero che ci è suggerito deriva da uno spirito di tale ordine.
Essi contemplano la felicità dei buoni e questa contemplazione costituisce per essi un tormento incessante, perché provano tutte le angosce dell’invidia e della gelosia. Conservano il ricordo e la percezione delle sofferenze della vita corporale e tale impressione è spesso più penosa della realtà, soffrono dunque veramente dei mali che hanno sofferto e di quelli che, agli altri, hanno fatto soffrire, e siccome patiscono a lungo, credono di dover soffrire in eterno.

I tipi di Spiriti

Spirito Materiale
Lo Spirito Materiale è quello che si forma alla nascita di ogni “contenitore”, il nostro Spirito personale che cresce attraverso la sua esperienza corporea (agisce fortemente sulla sfera sentimentale e sessuale). Si pensa che questo Spirito si formi attraverso la Mente, ovvero tramite un’esperienza fisica che poi si tramuta in una consapevolezza non fisica e astratta.

Spirito Superiore
Lo Spirito Superiore è la somma di tutti gli Spiriti Materiali precedenti, ovvero l’insieme di tante esperienze spirituali che si sono fuse nel corso delle varie reincarnazioni, con spesso una prominenza di quelle più a noi vicine (ultimi 200 anni). Spesso la loro influenza è talmente forte da poter riconoscere e ricordare le loro vite passate, scambiate spesso per “nostre”, e in molti casi anche per vite passate animiche.

Spirito Animico
È lo Spirito Demiurgico, ovvero quello Spirito originario che si è formato nel momento in cui le Anime idealizzarono la loro essenza spirituale interna a questo Universo, formandone poi un corpo fisico nei due Demiurghi, portatori del principio duale cosmico. Lo Spirito Animico è il collante tra le Anime e lo Spirito, nel quale i Demiurghi sono gli arbitri di questa energia interiore potentissima all’interno della materia (il Corpo).

Super-Spirito
Il Super-Spirito, invece, è un qualcosa a sé stante dagli Spiriti precedenti, in quanto è il primo e unico Spirito del primo contenitore in cui le nostre anime sono state inserite. In pratica, è lo Spirito del Primo Uomo Mortale che ha perso la sua Anima e che poi è stata incatenata nei nostri corpi.
Mentre tutti gli Uomini possiedono lo Spirito Materiale e in parte quello Superiore, il Super-Spirito si trova solo negli animici, mentre è raro nei non animici. Si distingue dallo Spirito Materiale e Superiore per un’interruzione nel processo di fusione con gli altri Spiriti, portando avanti un progetto indipendente, spesso atipico, mal compreso e avverso dalle altre componenti, Anima compresa.

Spirito Errante
Sono tutti quegli Spiriti terrestri, animali, vegetali e umani che, ritrovandosi a una stadio inferiore o intermedio nel loro percorso di acquisizione di Coscienza, sono costretti per sopravvivere ad attaccare o parassitare corpi con una più elevata “energia vitale”. Comunemente chiamati ectoplasmi, sono la forma corporea e fluida di spiriti avversi, a volte maligni, a volte benevoli, spesso con intenzioni sconosciute e che interagiscono con noi durante la nostra vita.

Spirito Alieno
Oltre questi Spiriti, esiste anche lo Spirito Alieno (derivante dalla Memoria Aliena Attiva o Passiva), che inserito nel lobo sinistro del cervello umano dell’addotto, una volta disattivata la Memoria, si fonde con gli altri Spiriti presenti nell’addotto. Per analogia lo si può identificare con lo Spirito Materiale, ovviamente non umano ma di origine extraterrestre e che, in questo caso, si trova dentro l’addotto con l’unico scopo di parassitarlo, a seguito della necessità dell’Alieno di sopravvivere mentalmente, in attesa di essere inserito in un nuovo corpo.

I Demoni

Per Demone si è spesso inteso un essere oscuro, negativo, e pieno di basse e nefande caratteristiche.
Quando l’essere umano non è equilibrato nel suo aspetto totale di luce e ombra, ecco che le nefandezze si manifestano, ma sono proprie dell’essere umano: a ogni piano di nascita corrisponde sia un’intelligenza angelica che una demoniaca; quando l’angelo è in equilibrio e l’uomo è retto da tempra morale ineccepibile, ecco che il demone è in equilibrio e manifesta poteri benefici.
Ogni essere umano, nelle proprie carte astrali, ha su di sé influenze di entità di varia densità e forza energetica, dunque i demoni sono solo entità che dominano tutti gli aspetti terreni legati a successo e potere personale.

I Demoni Elementali

Demoni dell’Acqua
I Demoni appartenenti a questo Elemento usano l’inganno per eliminare i nemici e per portare fuori strada gli innocenti. Al contrario delle Ondine, se il fiume in cui vivono si inquina o si prosciuga non muoiono, poiché possono sopravivere anche lontano dal loro elemento (con meno forza però). La loro debolezza risiede nella Terra.

Demoni del Fuoco
Questo particolare tipo d Demone è caratteristicamente infernale e si manifesta raramente. I poteri di questi Demoni sono psichici e le loro abilità illimitate. Il loro punto debole è l’Acqua.

Demoni dell’Aria
I Demoni d’Aria sono capaci, più di qualunque altro, di tramutarsi e così ingannare l’avversario o la vittima che si trova davanti a lui; oltre a questo un altro loro punto forte consiste nella velocità. Il loro punto debole è il Fuoco.

Demoni della Terra
I Demoni di Terra sono potenti creature che si possono trovare praticamente ovunque. La loro potenza consiste nella forza e la loro debolezza è l’Aria. I Demoni di Terra non hanno particolari poteri.

L’Animale Totem e l’Animale Guida

Il totem è un’entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una singola persona, un clan o una tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita.
Quasi tutte le culture sciamaniche credono negli animali come alleati o aiutanti. Talvolta gli animali diventano protettori e guide per lo sciamano, sia nel regno fisico, sia durante il viaggio nei mondi sottili. Essi ci visitano da lunghissimo tempo durante i sogni.
I Celti credevano negli animali come alleati, e attribuivano ai loro clan intime associazioni con animali specifici. Ogni gruppo etnico si identificava con un animale e ogni membro del gruppo non solo pensava di discendere da un determinato animale (il totem), ma pensava anche di potersi appropriare, con iniziazioni particolari, delle qualità di questo animale.
Per poter spiegare cos’è un Animale Guida, bisogna fare alcune distinzioni riguardo altri due tipi di creature su cui spesso si fa confusione: l’Animale Totem e il Famiglio.
Il primo è un animale che rappresenta le caratteristiche della persona o del gruppo a cui è associato, non è visto come entità astrale, ma piuttosto come un simbolo. I poteri attribuiti a questo animale sono di ispirazione per il comportamento, i valori, gli obbiettivi di crescita, della Tribù, del Clan o del singolo individuo.
Il Famiglio invece è un animale in carne e ossa, tradizione vuole che accompagni la strega e la aiuti a compiere i propri lavori magici. Il Famiglio è quell’animale che si lega a una persona in modo particolare, assume dei curiosi atteggiamenti, a volte quasi umani e ha con il proprio “padrone” un’affinità speciale, a volte sembra capire perfettamente lo stato d’animo o i pensieri del suo amatissimo compagno umano e ha effettivamente l’abitudine di contribuire ai lavori magici…
L’Animale Guida invece è un’entità astrale, è un archetipo, cioè la sintesi del potere e delle caratteristiche di tutti gli individui di una determinata specie. Quando incontreremo un Animale Guida esso non sarà “un lupo” oppure “un orso”, ma sarà il “Lupo” o l’ “Orso” e così via.
Ogni archetipo animale ha in sé un potere di origine ancestrale, ogni Animale è uno spirito antico, non importa se sia Elefante, Leone o Ape; nel mondo eterico le dimensioni non contano, come non conta lo spazio e il tempo. Ognuno ha il proprio Animale Guida, ma è possibile che più persone condividano lo stesso, anche se non sarà mai davvero uguale, poiché il modo di manifestarsi di questi spiriti e il loro modo di interagire con la persona è molto diverso da individuo a individuo. Quindi l’Animale Guida è un’entità strettamente personale, tanto che si ritiene opportuno non dichiararne l’identità e ancor più il suo nome.
Esso ci accompagna per tutta la vita o soltanto per un periodo che può durare anni o solo qualche mese, a seconda di quello che dobbiamo apprendere e del tempo che impieghiamo per comprendere i suoi insegnamenti. Nella tradizione indiana si dice che ogni persona abbia nove spiriti animali: uno per il potere di ciascuna direzione (Nord, Est, Sud ed Ovest), uno per la direzione della Terra, uno per il Cielo, uno per il Centro, e infine due che ci accompagnano per tutta la vita, uno cammina alla nostra destra, e uno alla nostra sinistra. Il contatto con il proprio Animale è un rapporto di interscambio, in cui lui ci insegna quei modi di comportarsi o quelle caratteristiche in cui noi siamo carenti, inoltre è una vera e propria guida nei piani sottili, senza la quale viaggiare in questi mondi diventa pericoloso. Da parte nostra possiamo fornire loro energia attraverso delle offerte e anche semplicemente prestandogli attenzione o danzando per lui. Più questi “scambi” saranno frequenti e il rapporto con il proprio Animale sarà assiduo, più il contatto sarà forte e stabile.

L’Alleato Fatato

Anche se abbiamo già acquisito un Ausiliario Animale, avremo pur sempre bisogno di un altro amico spirituale, l’Alleato Fatato, che ci accompagni alle città del Reame delle Fate. Molte delle osservazioni relative all’Animale Totem valgono anche per l’Alleato Fatato; così, per esempio, anche questo comunicherà con noi mediante azioni simboliche, più che con le parole. Possiamo anche aspettarci che faccia ricorso a trucchi o beffe per accertarsi che il messaggio sia stato recepito.
Prima di incontrare il nostro Alleato, è necessario tenere presente alcuni punti importanti. In primo luogo, è indispensabile rendersi conto che le Fate non sono semplici creazioni immaginarie del nostro mondo interiore, bensì entità reali che obbediscono alle leggi del loro mondo. Ricordiamoci pertanto di trattarle con cortesia e rispetto, non dimenticando la prudenza nei loro confronti perché possiedono poteri formidabili. Non tutti gli Esseri Fatati sono buoni alleati, siamo dunque molto cauti nella scelta di un Alleato Fatato.
Le Fate stesse ricavano parecchie cose dal rapporto di alleanza, e molte si offriranno come potenziali candidate se renderemo note le nostre intenzioni, per cui scegliamo con cura. Se avvertiamo anche solo una punta di diffidenza nei confronti di un certo Essere Fatato, non si dovrà esitare a rifiutarne la candidatura. Teniamo inoltre presente che non dobbiamo per forza scegliere questo o quel candidato.
Come si fa a sapere se si è trovato il proprio alleato? Si tratta in larga misura di attrazione e intuizione.
Gli Spiriti Elementali costituiscono solo una piccolissima rappresentanza del Reame Fatato. Questi esseri corrispondono perfettamente all’immagine popolare delle Fate quali figurine alate che svolazzano sulle siepi. Tuttavia, non sono buoni alleati per i nostri scopi, in sostanza sono tonalità armoniche o echi dei Principi e delle Principesse dei Sidhe, e sono limitati a questo loro essere.
Soltanto per certi specifici scopi magici (quando occorre correggere uno squilibrio), l’alleanza con costoro può ritenersi valida o necessaria. Noi però miriamo alla sorgente dell’energia elementale, prima che essa si diversifichi in varie forme, sicché a questo punto sarà saggio accantonare la «classe inferiore», per quanto aggraziati ne siano i componenti.

Il Famiglio

Il Famiglio è il compagno delle Streghe, gli Stregoni e gli Sciamani.
Il più comune che viene alla mente è il Famiglio Animale, ma ci sono vari tipi, come piante, animali, elementali, divinità. La Pianta come Famiglio non è molto comune, ma è usato da molti che lavorano con le erbe e la guarigione.
I Famigli sono usati per rafforzare il proprio lavoro magico, per avvertire del pericolo, per guidare nei viaggi sciamanici, per la guarigione e per aiutarci a capire la connessione tra umani, animali, piante e l’Altromondo.
Essi si distinguono in:

Fisico. Di solito un animale o una pianta in forma fisica, che vive ed è in contatto frequente con noi. Questi animali e piante stabiliscono una connessione psichica e sono molto bravi nell’avvertirci di un pericolo. Di solito essi sono animali da compagnia, il gatto è il più comune.


Elementale. Questo Famiglio è proprio della Natura, può essere uno Spirito della Natura, una Fata o qualsiasi spirito mitologico come un Unicorno, un Dragone, ed è spesso abituato a vivere in un oggetto da rituale o di uso magico, come un cristallo, uno specchio magico, un talismano, una bacchetta. Questi elementali sono chiamati per rafforzare la Magia e non sono costretti o intrappolati negli oggetti. Essi rappresentano l’Aria, l’Acqua, la Terra e il Fuoco.


Astrale. Questo Famiglio si unirà a noi, in quanto possiede qualità che a noi mancano, e di cui necessitiamo.
Il rispetto è importante per un Famiglio. Vengono per guidarci, aiutarci, avvisarci di pericoli e darci messaggi. Sono tutte cose importanti e dobbiamo onorarle e mostrare rispetto ringraziandoli, lasciando un’offerta di qualche tipo.

Il Famiglio (fisico, astrale o elementale) può aiutarci a rafforzare il nostro potere magico. Alcune creature fisiche fanno questo, semplicemente stando nella stanza in cui si pratica un rituale. Essi possono migliorare la nostra vita avvertendoci di un pericolo o difendendoci quando si presentano dei pericoli.

Il Gatto

Il mondo del fantastico, non sapendo mai esattamente dove finisce e dove inizia, è sorprendentemente ricco di Entità Fatate, anche di molti esseri simili agli animali che, per via della loro forma o della loro dimensione, o per gli atteggiamenti che assumono o per il ruolo che rivestono in storie e leggende, possono essere definiti “Animali Fatati”.
Tra tutti gli animali fatati la figura del Gatto assume un’eco particolare: esso viene definito l’animale più misterioso tra tutti, ed è come se fosse un ponte tra la nostra dimensione e la dimensione del Fato. Chi possiede uno di questi animali può capire…
Il Gatto è un animale speciale. A dirlo non sono solo gli amanti di questo felino da compagnia, ma una lunga storia di miti e leggende.
In tutti i tempi e in tutti i luoghi, i Gatti hanno sempre rappresentato quel meraviglioso anello di congiunzione tra il mondo umano e qualcosa che va verso la trascendenza dello spirito, qualcosa che per noi è invisibile, ma forse per i nostri compagni felini non è poi così celato ai loro sensi. Basta osservare un Gatto, anche il più piccolo e appena nato, per assimilare questa verità.
Una lunga tradizione di pensiero assegna al Gatto poteri magici, in quanto la sua sensibilità va oltre quella dei cinque sensi e gli permette di intuire cose che sfuggono alla nostra percezione.
La capacità di avvertire calamità naturali prima dell’uomo (molti hanno dichiarato di essere stati avvertiti dai propri gatti dell’arrivo di un terremoto), o la capacità di accorgersi di “presenze” immateriali, naturali o sovrannaturali che siano, sono solo alcune delle speciali qualità che vengono attribuite ai Gatti. Possiamo crederci o meno, ma è difficile rimanere impassibili di fronte al fascino felino.
Ben più che un luogo comune sono poi le proprietà terapeutiche dei Gatti. Rispetto ad altri animali il Gatto è dotato di una sensibilità particolare, riesce a entrare in sintonia con l’uomo, comprenderne lo stato d’animo e agire di conseguenza. Inoltre, accarezzare un gatto, così come un cane, fa sentire meglio, libera delle endorfine che agiscono positivamente sul nostro cervello, soprattutto quando siamo un po’ giù di morale.
La magia del Gatto consiste nella straordinaria e sorprendente capacità di affascinare, di farsi amare, di coinvolgere e di “imporsi” nel mondo degli uomini. Il Gatto è il simbolo vivente della bellezza, dell’invincibilità, della meraviglia, dell’orgoglio, della libertà, dell’autosufficienza, della squisita individualità e del godersi le cose piacevoli. Attraverso i suoi occhi di profondo osservatore e critico imparziale, egli intuisce profondamente e accetta con indifferenza vizi e virtù del suo amico umano.
Non giudica mai ed è meno che mai un moralista, bensì un complice nella buona e nella cattiva sorte. Non è un compagno passivo, però. L’arrivo di un Gatto nella vita di un uomo ha significato sempre una svolta sia a livello esistenziale, sia creativo.
Perché un Gatto è una presenza magica, sempre, nella nostra vita. Molti si sono chiesti che cosa stiano guardando i Gatti quando si siedono così, fermi, apparentemente persi nei loro “pensieri”, o forse “a sognare ad occhi aperti”.
Chiunque viva con un Gatto non ha alcuna difficoltà a riconoscere le sue facoltà psichiche ed extrasensoriali. I Gatti, spesso, sono portatori di messaggi e presagi.
In molte culture ai Gatti viene riconosciuta la capacità di vedere e percepire l’invisibile, spiriti e fantasmi inclusi. Gli improvvisi scatti di gioco verso presenze invisibili, che spesso vengono spiegati con la presenza di moscerini o insetti a noi impercettibili, sono invece la manifestazione più emblematica di questo misterioso potere.
Alcune dottrine antroposofiche spiegano inoltre che molti animali e i Gatti in particolare, possiedono la capacità di vedere l’aura che circonda gli esseri umani, il corpo sottile, ovvero i colori che circondano una persona e che sono lo specchio dei suoi stati d’animo, delle sue paure e convinzioni, del suo stato emotivo e fisico. Questo spiega come spesso gli animali siano diffidenti nei confronti di alcune persone, mentre si dimostrano amichevoli e bendisposti nei confronti di altre.
I Gatti, più di qualsiasi altro animale, sono in grado di leggere nel pensiero e di comunicare a livello inconscio con gli esseri umani, ma accade solo quando le onde elettromagnetiche di entrambi coincidono.

Gli animali

AIRONE BLU
Presenza divina.
Ci insegna a vivere la vita con una profonda consapevolezza spirituale. Porta serenità, accettazione e fiducia nel Piano Divino. Per creare e mantenere una costante comunione con lo Spirito.

ALCE
Autostima.
Permette di connettersi con l’energia della terra e ci aiuta a credere in noi stessi, nelle nostre capacità. Favorisce una libera espressione del proprio IO e ci incoraggia a camminare a testa alta, annunciando agli altri i nostri successi.

AQUILA
Il guerriero spirituale.
Per ottenere una prospettiva più ampia e maggiore chiarezza. Aiuta a percepire la verità più profonda nel cuore di una situazione. Rafforza la visione spirituale e creativa e favorisce l’ispirazione. Per collegarsi con il Sé Superiore.

ARMADILLO
Protezione suprema.
Aiuta a corazzarsi e a difendere i propri confini. Insegna l’inespugnabilità permettendo di sentirsi profondamente al sicuro. Per sentirsi fiduciosi e sicuri in qualsiasi ambiente e situazione.



BALENA
Profondità di pensiero.
Per esplorare il “quadro” della realtà da una prospettiva più profonda, connettendosi con piani superiori di coscienza al di là della Terra. Calma e tranquillizza la mente, aiuta a rendere più profonda la meditazione, e favorisce il sonno. Per collegarsi con “l’antica conoscenza dei secoli”.



BOMBO
Forza e fiducia nelle proprie capacità.
Aiuta a credere in se stessi e conferisce la forza per raggiungere ciò che potrebbe sembrare impossibile.



BRADIPO
Ideale per rallentare e per riposare.
Aiuta ad apprezzare il riposo e il tempo libero. Adatto per chi non riesce a fermarsi e si sente stressato.


BUFALO
Abbondanza, preghiera, gratitudine.
Aiuta a rallentare e a entrare in contatto con la sacralità della Terra. Nutre un senso di fratellanza e la consapevolezza che siamo tutti parte di un Piano Divino. Dà un senso di profondo radicamento e incoraggia la quiete interiore, la calma e la contemplazione.


CASTORO
Realizzazione di progetti.
Aiuta a pensare con chiarezza, a pianificare la stesura di piani di lavoro e a trovare soluzioni creative per la risoluzione dei problemi. Soprattutto di supporto agli inizi di nuovi progetti ed iniziative.


CAVALLO
Potere personale.
Fornisce supporto per coloro che sono soli, depressi, e sentono di aver “perduto il cuore”. Nutre un senso di amorevole apertura, di appartenenza, e la connessione con gli altri. Delicatamente apre il Chakra del cuore.

CERBIATTO
Pace e benevolenza.
Aiuta a divenire consapevole dei propri moti interiori e a sviluppare dolcezza e gentilezza. Per muoversi con consapevolezza e calma, cambiando direzione senza perdere il proprio centro. Per coltivare l’umiltà, l’arrendevolezza e la fiducia.

CIGNO
Per l’accettazione della propria bontà e bellezza.
Rappresenta l’armonia tra il cielo e la terra, dona intuito e sviluppa la creatività. Accresce l’autostima e favorisce i legami affettivi e familiari.

COCCINELLA
Espansione, fiducia e protezione.
Aiuta e protegge nelle fasi di cambiamento, quando è propizio creare qualcosa di nuovo nella tua vita. Compare quando è il momento di esprimere concretamente idee o progetti che erano in una fase di ibernazione. Favorisce una comunicazione efficace ed insegna come risolvere i problemi, trasformando le paure in pensieri positivi. Affidandosi al processo di trasformazione in atto, s’imboccherà la strada verso nuove forme di prosperità e di successo.


COCCODRILLO
Maestro del tempismo.
Aiuta a leggere attentamente le situazioni, sviluppare suprema pazienza e sapere il momento giusto per agire. Per coloro che sono ansiosi e impulsivi, il coccodrillo insegna il potere dell’attesa.


COLIBRI’
Gioia e celebrazione.
Aiuta a coltivare una visione di gioia e di bellezza. Ci incoraggia a vedere la bellezza in ogni cosa e ad apprezzare il dono della vita. Utile in tempi di transizione (viaggi, cambiando casa / lavoro, e via dicendo).

COLOMBA
Per nutrire sentimenti di pace, serenità, tranquillità ed essere in armonia con se stessi e con gli altri.
Permette di acquietare la mente e di sperimentare la gloria di Dio nel momento presente. Alimenta il senso della presenza del Divino e ci aiuta ad accettare la vita come una benedizione.


CONIGLIO
Per sostenere la creazione della ricchezza, a tutti i livelli della vita.
Incoraggia e promuove la creatività. Aiuta a superare le paure e a coltivare la fiducia nella propria capacità di realizzare i sogni.


CORVO
Magia e potere sciamanico.
Aiuta a sviluppare l’intuito e a vedere oltre la realtà del quotidiano. Per imparare a fidarsi della propria voce interiore imparando a muoversi tra i vari regni, superando la barriera che separa il regno materiale da quello spirituale. Aiuta anche a condividere i propri doni spirituali con gli altri.


COYOTE
Il briccone sacro.
Aiuta a prendersi meno sul serio e ad allargare il proprio punto di vista. Può diventare la nostra spina nel fianco, costringendoci a ridere delle nostre debolezze e portandoci a vivere situazioni paradossali, per costringerci a esplodere in una sonora risata.

DELFINO
Gioco ed amore incondizionato.
Aiuta a sentire col cuore, a lasciar andare le tensioni e a divertirsi, godendo del momento presente. Rafforza i sentimenti di gioia e di piacere ed accresce l’empatia e la compassione. Approfondisce i doni psichici, sviluppa il potere di guarigione e aiuta a ricordare i sogni.


ELEFANTE
Per creare un profondo radicamento e favorire l’espansione spirituale.
Aiuta ad ascoltare, sia se stessi che gli altri. Per onorare la natura intuitiva femminile. Ci incoraggia nel bisogno ad assistere i nostri familiari e a guarire la nostra storia personale.


FAGIANO
Fertilità.
La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. È un simbolo di nascita e rinascita ed aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ci aiuterà ad esprimere il nostro valore ed i nostri talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e di potere.



FALCO
Messaggero.
Rappresenta il potere della visione, la sapienza e la tutela. Il Falco porta con sé un messaggio di transizione e di cambiamento, consente di sviluppare chiarezza interiore e di diventare più attenti ai segnali che l’Universo ci sta inviando. Con la sua vista perfetta ci aiuta a sapere esattamente dove siamo. Favorisce la comunicazione e la creatività, ci incoraggia ad elaborare una precisa strategia prima di mirare ai nostri obiettivi. Il Falco ci dice che dobbiamo avere un preciso intento. Quando appare, siamo chiamati a concentrarci sui nostri desideri al fine di riuscire a tradurre in pratica i nostri sogni. Il fatto che il Falco sia una creatura solare può significare che c’è qualcosa nella vostra vita verso la quale nutrite una profonda passione. Il Falco vi chiede di coltivare questa passione e di fare tutto il possibile per trarre da questa vocazione i massimi risultati, sia per beneficio vostro, sia per offrire il vostro talento al mondo. Rendete dunque la vostra passione una realtà da perseguire, con metodo e con il potere della tattica, proprio come fa il Falco quando si avventa sulla sua preda.


FARFALLA
Un catalizzatore per la trasformazione.
Aiuta nelle fasi di transizione, è un sostegno per lasciare andare il passato, progredire e lasciarsi trasportare con fiducia sulle ali del vento. Incoraggia i sentimenti di leggerezza, di grazia, ed alimenta la capacità di dare e ricevere.


FENICE
Rinnovo, Purificazione.
Se sentite affinità con questo magico uccello di fuoco, significa che siete attratti dall’alchimia, intesa come processo di trasmutazione. Può significare che ciclicamente sentite il bisogno di purificarvi e rinnovarvi. Questo processo di evoluzione può richiedere di sacrificare e bruciare una vecchia identità a favore di una nuova immagine o di un nuovo stile di vita che deve affiorare. Altre implicazioni simboliche possono essere le seguenti: la Fenice, dal momento che si crea da sé, non vuole avere alcun Maestro. Essendo un uccello unico (ne esiste soltanto una per volta), è un essere solitario. È ancora più solitario per via del fatto che non si riproduce. Può vivere centinaia d’anni, ma sempre da sola, senza nessuno dei suoi simili. Pur essendo lo scopo della sua vita quello di riportare la felicità sulla Terra, lei stessa ha dovuto rinunciare alla sua felicità personale e alla possibilità di amare, dal momento che una Fenice vivendo più a lungo dei comuni mortali, può avere difficoltà a trovare un compagno per la vita.


FENICOTTERO
Spiritualità.
Il fenicottero arriva quando c’è la necessità di equilibrare la spiritualità con la consapevolezza del momento presente. Aiuta a tenere saldamente i piedi a terra, quando si è impegnati ad elevarsi spiritualmente.


FOCA
Arrendersi al Divino.
Aiuta a lasciare andare lo sforzo, permettendo alle cose di accadere con naturalezza. Per imparare a fluire attraverso la vita con grazia e facilità. Aiuta a recuperare un’immagine positiva del nostro corpo.



FORMICA
Lavorare in modo efficiente.
Aiuta a lavorare instancabilmente con grande produttività in quei periodi in cui le cose devono essere fatte. Porta impegno e mirabile efficienza. Aiuta a prestare servizio all’interno della comunità.


GABBIANO
Libertà.
Aiuta a sentirsi sempre liberi, in virtù della natura dello Spirito, priva di legami materiali. Per ricercare la verità, seguendo nuovi sentieri o intraprendendo un viaggio interiore. Per chi desidera elevarsi al disopra delle regole e della routine della vita quotidiana.


GAZZELLA
Fornisce supporto per affrontare la vulnerabilità.
Per sentirsi sicuri nel mondo. Aiuta a sviluppare un senso profondo di vigilanza e sensibilizzazione. Per camminare nel mondo con gentilezza e fiducia.

GHEPARDO
Efficienza.
Per la realizzazione di compiti che richiedono velocità, efficienza, e messa a fuoco. Aiuta a ritrovare lo scatto e la capacità di muoversi o reagire nei momenti in cui ci si sente attaccati o bloccati. Fornisce supporto per il sistema nervoso di coloro che vivono uno stile di vita dinamico o frenetico.


GIAGUARO
Lo sciamano.
Per la connessione con il potere sciamanico. Aiuta a sviluppare intuizione e a fidarsi della propria capacità di vedere ciò che gli altri non vedono. Profondo conoscitore dell’animo umano il giaguaro vede i segreti e col suo ruggito svela la verità.


GIRAFFA
Elevazione e radicamento.
Col suo lungo collo la giraffa vede da una panoramica allargata e coglie la verità da una prospettiva spiritualmente evoluta. Rafforza la visione spirituale e al tempo stesso mantiene la connessione con la terra. Permette di equilibrare l’altezza del pensiero con i sentimenti del cuore.


GNU
Gruppi.
Come lo gnu si sente a proprio agio nella mandria, così ci aiuta a sentirci al nostro posto nella comunità dove viviamo. Dà un senso di appartenenza al contesto sociale e favorisce la consapevolezza di sentirsi a casa, godendo del “qui e ora”.


GORILLA
Forza.
Il Gorilla dona suprema forza interiore e fiducia in se stessi. Insegna che la forza nasce da dentro, come risultato della coscienza di sé. Aiuta ad esprimersi con sicurezza e a esercitare il proprio potere personale.


GUFO
Saggezza.
Vedendo chiaramente nel buio, il gufo dà il potere della visione e della chiaroveggenza. Permette di dissipare la confusione e di vedere la verità nascosta dietro il velo della nebbia che avevate creato. Aiuta ad agire con introspezione e sapienza, dando attenzione a situazioni che necessitano di chiarezza.


IPPOPOTAMO
Sicurezza.
Aiuta a radicarsi e dà sostegno per affrontare le questioni emozionali irrisolte. Aiuta a sentirsi a proprio agio a livello emotivo e ad esprimere con serenità quello che proviamo. Sviluppa il lato femminile e il senso materno.


LEONE
Potere.
Conferisce un senso di benessere e di forza. Aiuta a sviluppare coraggio e consente di affrontare le paure. Alimenta e rafforza la fiducia in se stessi. Incoraggia la leadership, aiuta a promuovere una visione di realizzazione e di successo.


LEOPARDO DELLE NEVI
Il leader spirituale.
Aiuta ad applicare concretamente le proprie conoscenze mistiche, trovando il coraggio di assumere un ruolo di guida per gli altri. Rafforza il senso della direzione e dona il coraggio necessario per avanzare sul cammino della realizzazione.


LIBELLULA
Rivelazione.
Se compare significa che abbiamo bisogno di dissipare il velo di illusioni che abbiamo creato, rivelando a noi stessi una verità nascosta. Forse si ha necessità di riscoprire la propria creatività o di esprimere concretamente qualche nostro talento. Aiuta anche a ricaricarsi a livello energetico e a riposare più tranquillamente.


LINCE
Segreti.
La lince è la detentrice della conoscenza occulta e si dice che sia in relazione con le conoscenze delle antiche confraternite di iniziati. Aiuta a sviluppare i poteri della visione e della chiaroveggenza, per guardare all’interno delle persone e delle situazioni.


LOMBRICO
Umiltà.
Se incontrate un lombrico, significa che per progredire nel vostro cammino dovete scavare dentro voi stessi, in quanto le vostre qualità sono proprio quelle di viaggiare dentro le viscere della terra. Aiuta a sentirsi sicuri e protetti e ad integrare le proprie qualità maschili e femminili.


LONTRA
Giocare.
Aiuta a risvegliare il bambino interiore e a espandere la gioia, tramite il gioco e il divertimento. Riconnette al lato femminile dell’energia (amore, empatia, armonia e grazia). Aiuta prendere più tempo per se stessi, coltivando le proprie passioni o facendosi dei regali.


LUPO
Il Maestro.
Aiuta a stabilire una connessione col leader interno, riconoscendo il proprio ruolo di guida o insegnante. Insegna la strategia e la perseveranza per raggiungere gli obiettivi, affrontando le sfide della vita. Protegge i nostri confini, bilanciando il nostro individualismo col senso di appartenenza alla famiglia e al gruppo.


MANTIDE RELIGIOSA
Spiritualità e distacco.
La mantide dà una connessione con il regno spirituale. Include il concetto di sacrificio e aiuta a distaccarsi da quello che non supporta la nostra evoluzione. Sviluppa il potere del femminile e la capacità di ascolto interiore.


MEDUSA
Fluire con le maree della vita.
La medusa connette con i misteri dell’inconscio e permette di fidarsi del ciclo della vita. Crea connessione con il mare, con l’acqua, ed insegna a lasciar andare le resistenze per fluire con le correnti della vita.


OCA POLARE
Consapevolezza e direzione spirituale.
Aiuta a sentirsi parte di un cerchio sacro e supporta nel sapere dove si sta andando. Favorisce un ritorno in se stessi e la sensazione di sentirsi sempre a casa. Sostiene coloro che hanno perso la via spirituale.


OPOSSUM
Protezione.
L’opossum insegna la strategia dell’immobilità, nei momenti in cui dobbiamo proteggerci da influenze esterne non desiderate. Con la sua spiccata teatralità difende il nostro bambino interiore e aiuta a sdrammatizzare.


ORCA
Coscienza cosmica.
L’orca crea un ponte verso altri mondi e aiuta a incarnare la coscienza dell’Universo. Favorisce l’espansione spirituale e incanala le energie aggressive trasformandole in azione e creatività.


ORSO
Introspezione.
Aiuta a radicarsi e a diventare introspettivo in modo da realizzare concretamente le idee, i progetti e i sogni che si hanno in incubazione. Conferisce forza, radicamento, e acquisizione di potere.


ORSO BIANCO
Maestro sciamano.
Aiuta nell’arte della sopravvivenza muovendoci con esperienza sui ghiacci della vita. Indica la direzione per conseguire la propria realizzazione spirituale, conferendo forza e potere.


PASSERO
Semplicità.
Porta gioia e leggerezza e libera dalle preoccupazioni, creando un senso di fiducia nella vita. Favorisce la consapevolezza che ogni cosa andrà per il verso giusto. Aiuta a diventare più gioiosi e tranquilli.


PAVONE
Completezza.
Favorisce l’autostima e dà un senso di completezza e di pienezza in sé. Per rivendicare l’autenticità e l’autorità. Rafforza la fiducia e aiuta ad esprimere la propria bellezza, interiore ed esteriore. Utile nei momenti in cui il nostro ego è stato ferito.


PECORA DI MONTAGNA
Potere personale.
Aiuta con la sua regalità a reclamare il nostro potere e la nostra dignità personale. Riconnette alla saggezza insita nella natura. Per rivendicare la nostra autorità all’interno del nostro spazio sacro.


PETTIROSSO
Un foriero di primavera, di speranza e di felicità in sé.
Contribuisce a creare l’armonia e sostiene chi sta guarendo da un trauma emotivo. Sostiene la capacità di essere un genitore amorevole, migliorando l’armonia familiare.


PICCHIO
Persistenza.
Evoca i poteri del guerriero nei momenti di preoccupazione e col suo picchiettare conferisce la determinazione per affrontare gli ostacoli. Quando appare significa che ci viene chiesto di usare la nostra forza ed il nostro potere, per affrontare un cambiamento in atto.


PIPISTRELLO
Rinascita.
Ci prepara al cambiamento, aiutandoci a prendere contatto con le parti oscure di noi stessi, con le nostre ombre. Conferisce la fiducia per affrontare le proprie paure. La volontà di affrontare le tenebre personali permette di uscire dal tunnel, favorendo la rinascita e la guarigione.


PROCIONE
Ruoli. La sua mascherina è un simbolo di camuffamento e aiuta a scoprire e ad accettare i propri lati nascosti. Dona curiosità, leggerezza e senso dell’umorismo. Per muoversi con facilità in ruoli di vita differenti (ad esempio: la madre, la moglie, il dipendente, il marito, e così via).


PUMA
Leadership.
Incoraggia a manifestare il proprio potere, rimanendo fedele a se stessi. Aiuta ad accettare un ruolo di leader, assistendoci ed incoraggiandoci lungo il percorso, attraverso il recupero della nostra autostima.


PUZZOLA
Attrazione.
In riferimento alla sua proverbiale capacità di emanare odori, la puzzola rappresenta il carisma, la sensualità e il magnetismo personale. Aiuta ad attrarre le persone, ma aiuta anche a difendersi da attenzioni indesiderate.


RAGNO
Integrità.
Facilita la connessione interna ed aiuta a collegare armoniosamente parti in conflitto. Sostiene la creatività, aiutando a uscire dai vicoli ciechi della routine. Aiuta chi si sente alienato o chi vive dualità apparentemente inconciliabili, come ad esempio forza e dolcezza, spiritualità e concretezza.


RANA
Purificazione.
Aiuta a lasciare andare lo stress accumulato, nei momenti in cui ci si senti stanchi, oppressi o sovraccaricati. Permette di vedere la vita come un miracolo, dove l’unica costante è proprio il continuo mutamento. Se è il vostro animale totem, può indicare le vostre abilità di guaritore spirituale.


RINOCERONTE
Manifestazione.
Porta consapevolezza dei costanti progressi che si stanno compiendo. Con la sua forza e la sua calma aiuta a rallentare e a superare l’impazienza in relazione ai risultati che a poco a poco stanno prendendo forma nella propria vita.


SALAMANDRA
Rigenerazione.
Rappresenta la metamorfosi e può essere invocata nei momenti in cui si sta affrontando un cambiamento. Rafforza il collegamento con i misteri della Terra ed aiuta a mantenere il distacco, nei momenti in cui ci si sente sopraffatti dalle emozioni.


SALMONE
Direzione. Le sue capacità di navigazione possono essere invocate per trovare la propria strada, o per mantenere la direzione e la perseveranza nel momento in cui è stata fatta una scelta molto importante. Aiuta anche a trovare il significato spirituale dell’esistenza e a comprendere lo scopo della nostra vita.


SCIMPANZE’
Semplicità e socievolezza.
Aiuta a riconnettersi con la gioia di essere vivo. Fornisce supporto a coloro che si sentono socialmente inibiti o scollegati dai loro bisogni fisici ed emotivi. Nutre giocosità, curiosità, e aiuta a esprimersi liberamente, cogliendo il momento presente.


SCOIATTOLO
Integra lavoro e gioco.
Insegna a sfruttare l’energia del nostro bambino interiore e dona un approccio gioioso alla vita. Nel momento in cui ci si sente appesantiti dagli oneri della responsabilità o del lavoro, aiuta a sdrammatizzare, ritrovando la fiducia, la curiosità e la gioia.


SERPENTE
Iniziazione.
Sostiene nei momenti di trasformazione profonda, quando si sta “cambiando pelle”. Aiuta ad affrontare un processo terapeutico, quando si stanno affrontando le proprie ombre. Dona a sua volta il potere di aiutare gli altri a crescere, a migliorare e a guarire.


STERNA ARTICA
Compiere grandi imprese.
Aiuta a farsi carico di molti compiti con facilità, quando si debbono fare grandi cose. Permette di arrivare a destinazione nel viaggio della propria vita.


TACCHINO
Generosità.
Come il bisonte che offre tutto se stesso, anche il tacchino ci connette coi valori dell’altruismo e della compassione. Aiuta a trascendere l’ego e a condividere i nostri doni con gli altri.


TARTARUGA
Stabilità.
Aiuta a stare coi piedi per terra, essendo presenti nel qui e ora. Favorisce la sincronia tra cuore, mente e spirito. Aiuta a non forzare le situazioni e fornisce protezione emotiva e psichica, quando si affrontano persone o situazioni troppo intense.


TASSO
Rabbia salutare.
Aiuta a sentire e a esprimere la propria rabbia. Incoraggia a essere totali, a non reprimere le sensazioni. Per avere accesso alle dinamiche dell’aggressione, quando questo è necessario.


TIGRE
Potere, passione, conoscenza.
Favorisce la concentrazione e sviluppa il potere personale. Permette di muoversi senza paura nella realtà circostante, affrontando se necessario situazioni o scelte difficili. Mette in contatto con le energie fisiche e istintuali; liberando il nostro corpo emozionale dalla sua gabbia, risveglia le passioni favorendo una libera espressione della sessualità.


TUCANO
Espressione, auto-immagine, visibilità.
Aiuta ad esprimere la nostra originalità e soddisfa il nostro bisogno di essere visti e considerati nel nostro ambiente sociale. Alimenta la nostra autostima equilibrando le percezioni che abbiamo di noi stessi, riguardo alla comunicazione, al nostro aspetto fisico e al bisogno che abbiamo di attrarre l’attenzione degli altri.


UNICORNO
Poteri della magia e della luce.
Se siete attratti dall’unicorno significa che dovete unire gli opposti dentro di voi. Può trattarsi di compiere una sintesi tra la vostra sensualità e la vostra spiritualità, oppure di combinare la vostra forza con la gentilezza. L’unicorno compare nei momenti in cui dobbiamo sviluppare la nostra volontà. Il vostro cuore ardente assieme alla determinazione e alla forza che possedete, vi aiuteranno a superare gli ostacoli, proteggendo le persone che amate. Il corno è come una spada che dev’essere sguainata per difendere il vostro spazio sacro o per far trionfare la giustizia. Dovete solo accendere la scintilla che è dentro di voi e far divampare il fuoco del vostro potere personale. L’unicorno è connesso ai poteri della magia e della luce: permettete a questo spirito di guidarvi attraverso il bosco delle vostre paure, per seguire le aspirazioni del vostro cuore.


VOLPE
Mimetismo.
Aiuta a scivolare nelle situazioni, senza essere visti quando è necessario. Supporta lo sviluppo dell’indipendenza di pensiero. Incoraggia a trovare nuove soluzioni, per spezzare le catene del condizionamento e per trovare la propria strada.

ZANZARA
Suono primordiale.
Il suo ronzio sottile ma persistente, aiuta a sintonizzarsi con la vibrazione primordiale dell’Universo. Sostiene la nostra fragilità e la incanala verso forme di instancabile altruismo. Conferisce la tenacia e la caparbietà necessaria per raggiungere le mete più ambiziose.


ZEBRA
Per l’integrazione degli opposti all’interno di se stessi.
Aiuta a non vedere solo in termini di bianco e nero. Per vedere la verità dietro a ciò che potrebbe sembrare una maschera. Sostiene il nostro diritto di essere diversi dagli altri e favorisce il mantenimento dell’individualità nei gruppi.

Informazioni tratte dai Siti Web: Giardino delle Fate, Bryonia, Fate e Fate
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